Siamo Re, Imperatori, dittatori,
da Dio mandati,
da Lui prescelti.
Noi conduciamo le vostre piccole vite,
noi decidiamo della vostra sorte.
Siate a noi sempre grati,
per il pane,
per la gloria
e per la guerra.
La vostra morte, estremo omaggio,
a noi e al nostro nobil retaggio.
Non lagnatevi per il balzello dovuto,
verà usato, a vostro vantaggio,
per le chiese a gloria di Dio
e per dimore degne
del nostro alto lignaggio.
Amate la vostra terra
che vi dà pane, patate,
polli la domenica
e, vi darà la fossa
per le vostre stanche ossa.

Il cuscino darà riposo alla
tua testolina scura
e_il rincasare gaio
dei settenari dalla mi-ni-e-ra
cancellerà svelto ogni paura.
Ogni paura svanirà con Arsi
Dattilo e Spondeo,
giocheranno con te anche Tesi e
Giambo_e pure Trocheo.
Per star sveglio finchè sopirai farò
giochi con di-e-re-si
e sinalefe, fronte
e chiave_in una stanza di du_e piedi.
E di fronte_a te, tante ipotesi.
Ipotesi che ai piedi dei grandi
endecasillabi coi
borbottii di Sirma farai anche tu.
Faremo anche no-i.
Magari a volte nella tua stanza.
Intanto mentre non ti
addormenti ancora
con questa mi_a ninna nanna di volte
e coblas capfinidas, un altro dì
di cansò da giullare volge quasi
al termine sperando
di poter esser la chiave di volta
tu-a… sta nevicando.
Bianca neve scende piano, come il
tuo incarnato chiaro.
Ogni dì son così tante le cose
che da te_amore_imparo…
Mi confondo col tuo cuor,
garofani d’attimi spenti
sulle cicatrici del nostro ieri
ed il respiro mi si acceca
sul seno dei sensi inespressi
come pioggia al mattino
nel tramonto dei silenzi.
Dimenticami
come luna di periferia
nelle solitudini del vento,
domandati
se il romanzo dei miei occhi
riderà di nuovi incontri,
ora son solo stupida schiava
della sartoria dei miei inverni
e tu ordinerai un tight d’illusioni,
abbottonerai le asole del pianto
ad un paesaggio stonato,
stanco è il mio petto sfamato
da inutili occasioni addizionato.
Narrare un amore come il nostro è impossibile .
Ho provato a farlo e come l'aria dal petto sono usciti romanzi...
Ho raccontato di un bacio desiderato per mesi ed esploso in un corridoio,
della felicità nell'ascoltare i passi che a me solo sussurravano: arriva il tuo amore.
Di una città che abbiamo riempito di abbracci, baci, passeggiate, sogni.
Di un amore che non ha mai conosciuto la parola limite...
Del dolore di tanti errori e di giorni infiniti senza te.
Della pazzia di essere sempre più uniti mentre tutto mutava,
del grazie alla vita che mi ha regalato noi.
Delle paure, delle speranze e della strada che porta alla felicità.
Narrare di un amore come il nostro è impossibile e non le parole ma la gioia dei miei occhi hanno mostrato quanto ti amo.
Sono stato lì
sorvegliando il tuo respiro
nell’incanto della notte
che ti porta via da me.
Sono stato lì
innamorato
dei tuoi occhi chiusi
che volevo baciare
ma non ho osato
per non svegliarti.
Sono stato lì
mentre ti agitavi
nei sogni
come una bambina.
Sono stato lì
a guardare
la tua bocca
che se non lo sai
parla e ride
nel sonno.
Sono stato lì
quando quel brutto incubo
ti ha svegliata all’improvviso
col cuore in gola
facendoti riaddormentare
con mille paure.
Sono stato lì
anche quando
il primo raggio
del mattino
ti ha svegliata.
Allora
e solo allora
ti ho potuta stringere fra le mie braccia
con tutta la passione
per poterti amare
fino all’estasi
Sciupo gli addendi del tempo
nel naufragio dei miei battiti
e tu, fiore reciso da un respiro,
inciampi nei miei ritornelli
come l’abito ascetico della sera.
Ed un pianto di luna piena
carezza un pianoforte di brina,
autografa bucce di parole
cadute sulle geometrie pronominali
nel silenzio dei ricordi,
spendo sceneggiature d’anima
al mercato dei giorni imperfetti,
rileggo il tuo cuor ancor
fra i passaporti degli orizzonti miei,
ti cerco, amor perduto nel vento.
Fermati
e da vicino osserva ...
noterai la capienza
della barca
che ci trasporta
priva di stiva
- pare
si possa pagare
per stare sottocoperta -
Gioia che manca
dolore che affligge
serenità assorbita
dal tempo smarrito
per correre
a cercare ripari
prima della vera
nostra grande guerra
che ci vedrà esangui
ma il viaggio ...
è altra cosa.
Oppure il sorriso accennato che ti imbarazza seguito da "scemo!"
La risata delle sorprese preludio di un abbraccio;
i sorrisi con labbra appena aperte e gli occhi socchiusi dopo un amplesso;
quella che diventa una smorfia, ti fa abbassare lo sguardo per poi rilanciarlo intenso e farmi sentire il tuo uomo.
Mi manca il sorrisino impertinente di chi conosce la seduzione e sa come usarla;
mi manca anche il sorriso stanco di un saluto che diventa speranza alla prima telefonata.
e il tuo sguardo mi avvolge
Le tue labbra angosciate mi cercano
ed esplodono in un bacio,
che sale come una giostra senza fine.
L' adrenalina mi cattura
e navigo nel tuo mare immenso.
Profumi di sale
e di muschio accattivante.
Sei da respirare,
fino a farti entrare dentro,
fino a farmi girare la testa.
Chiudo gli occhi e mi abbandono a te.
Ti bacio e insieme
corriamo dentro un bosco,
facendoci rapire dalle nostre
profonde follie.
L’eco della mia vita nella tua
respirava d’autunni lontani,
pronunciava malinconie siderali
in un inciampo d’anime solitarie
ed il silenzio ci abbottonava
al suo cappotto d’inverno,
colorava d’addio i passi dell’amore
e noi, coinquilini di un abbraccio
senza conversazioni di cielo
telefonammo alla segreteria del dolore,
cancellammo il bacio dei sensi,
dividemmo sguardi senza tempo.
Mai più ritorneremo
ad affittar il nostro naufragio
alle periferie di un sole spento,
aurora senza indirizzo
è il confine del nostro corpo,
romanzo senza alcun protagonista
il battito del nostro cuor.
un divano morbido e una tv,
un pigiama perennemente indossato,
un bastone immaginario su cui appoggiarsi.
Cominciano i primi acciacchi,
per fortuna non i capelli bianchi.
Cavolo ci macherebbe che ci fossero anche quelli!
Lo spirito però è quello.
Poca voglia di uscire,
tanto senso di solitudine.
Primavera nel corpo,
autunno nell'animo.






