A un certo quid di caffè
e tabacco a iosa,
parole accartocciate
nei fogli
o sfuggite sulla losa
lui esce di fretta come
da una strettoia di implicazioni,
con lo staffile nella mano.
E un bacio cade
dalla tasca dietro dei calzoni.
Lei si stringe a nessuno.
Sbadiglia, coi piedi nudi sulla pioda.
Le sfugge un sorriso
quando si accorge di quelle parole
raminghe beccate da un batticoda.
Poi rientra…sul mio verone: lascia
cadere la veste sui calzari e mi chiede
amore non solo con gli occhi.
Apro gli occhi, e mi resta
quella cutrettola che continua a beccare
i miei scarabocchi.
E una vanessa dalle ali
festonate
sui miei calzari.
Mi accontenterò della sua livrea vivace.
E di quei pochi istanti in cui le nostre
divengono figure complanari.
