Lenzuola intatte, non si suda.
Lei dorme e forse sogna il cielo
mentre io, vinto alla grande il sonno,
guardo un lento muoversi di curva,
raggio di luna entrato nella stanza
a separare chiari e scuri alla parete.
Mi accorgo che ci sono anch'io
tra i riflessi del pacifico silenzio.
Il giorno andato mi rilascia vita
da accatastare ai ricordi miei.
L'alba forse ritarderà l'arrivo,
regala più tempo per le verifiche.
Le dita esplorano la dura pelle
cogliendo qua e là scaglie di credito.
Sto pensando che mi voglio bene,
ci sono anch'io mentre lei dorme.
È il preparare il momento più dolce.
Immaginare cosa farai i sorrisi le smorfie...
tutto diventa musica.
Bigliettini le note,
un prato lo spartito,
i tuoi occhi gli applausi al mio cuore,
la gioia che esprimono è sinfonia riempie ogni pensiero.
Devo stare fermo e guardare ascoltare toccare annusare...nessun senso è adatto a catturare quella sensazione.
Io la vivo e basta.
Ti amo e mi nutro della tua felicità.
Il mio tesoro io l'ho trovato
Ora tocca a te, trova la sorpresa e regalami il tuo volto innamorato.
Il dolore, una forma strana
non conosce gioia
A volte risorge
nasce come un arcobaleno
non si spegne
rincorre
Si aggrappa dalla radice
come un albero
alla terra
le foglie non cadranno mai
desistono fino a che, il tempo
non afferra la sua stella
dove c'è scritto il destino, prima
di affacciarsi al mondo
con la luce in arrivo
che illumina gli occhi
quelli di un esserino
quando ancora non vede
e non sa di esistere
fra le braccia che lo tengono forte
ignaro di tutto nei sorrisi
che fingono di non sapere
d'avere una vita segnata
da un buio destino
anche oggi ti devo raccontare
di una giornata uguale alle altre,
di chilometri, di ansie, di sospiri
e facce tristi nelle tristi strade.
È da un po’ che non ti scrivo,
che non ti chiedo come stai,
come procedono i tuoi sogni,
in quale paradiso ora ti trovi
Beato te che trovi il tempo
di ammazzarlo, questo tempo,
con l’arma aguzza della fantasia
viaggiando gaio a mille all’ora,
di qua le curve d’una donna bella
di là segmenti tra nuvole lontane
al ritmo di certi versi irresistibili
che avrai composto in arcobaleno
Caro me che né ti vedo né ti sento
nell'atto di sincronizzare l’ora
o nei bollenti fumi dei caffè
che io consumo per sentirmi vivo.
Salutami l’immobile carrubo
sotto la cui ombra m’assopivo
in quei speciali caldi pomeriggi
che il mare tuo e mio tradivo.
quasi come un'icona del passato
cammini tra macerie e polvere,
socchiudendo gli occhi stanchi.
Sulle spalle il peso d'un dolore,
che fa arrancare.
Sorvolano rondini sul tuo cammino,
accompagnando i passi, pesanti tonfi,
e il cuore batte piano, impercettibilmente,
quasi un sospiro, per non svegliare
il sonno dei dormienti.
Non vi è più luce sul tuo volto,
solo carezze bianche hanno lasciato il segno,
inevitabile, resta....
e la vita continua.
pensieri che trasportano futuro e dipingono paure.
Le emozioni giocano con la ragione.
Ascolto e mi perdo!
La tristezza fa il suo gioco,
il silenzio vuole abbassare il sipario.
Non ora, non così, ora siamo altro.
Ascolto non comprendo ma...
Vedo, sento!
Tu mi ami, vuoi difenderci e ti vinci per amore,
io ti amo voglio difenderci e ti parlo per amore.
Pensieri complessi, poesia complessa,
amarti però è semplice e noi ieri abbiamo vinto!
La comprensione profonda arriverà,
le paure si affronteranno.
Ora ci amiamo come non mai,
grazie per il dono che mi fai.
Spesse volte, per svagarsi, gli uomini di mare
imprigionano dei diomedeidi, grandi volatili pelagici
che accompagnano, svogliati compagni nel navigare,
l’imbarcazione col suo sciabordio sugli abissi tragici.
Subito dopo averli deposti sul ponte di coperta,
codesti regnatori dei cieli, sgraziati e vituperevoli,
posano poveramente vicino accanto a resa certa
le imponenti, lattescenti ali, come remi arrendevoli.
Quanto è tarpato e legnoso tale essere aligero!
Costui, dianzi notevole, è così disarmonico e risibile.
Qualcheduno gli tormenta con la pipa il rostro altero
qualche altro, claudicante, deride il malfermo flebile.
Somiglia al ricognitore delle nebule il Verseggiatore,
che dimora nelle buriane e irride i plumbei nembi
ma proscritto nel routinario, in balia del dileggiatore
per via delle sue ali smisurate muove passi sghembi.
sarà una notte come tante altre.
Mi avvolgeranno gli antichi dubbi
mentre il mio letto io strapazzerò
alla ricerca di quella posizione
che mi consenta di dormire al meglio.
Al meglio, intendo, solo per sognare
o, perlomeno, perché chiuda gli occhi
per districarmi tra cento nebulose
e in pieno nero scorgere una luce.
La vita va ed è impossibile fermarla
anche in quest’ora della finta pace.
Intanto, fuori, quanti cuori pulsano?
Quante e quali note staran porgendo
le belle musiche dal senso eterno?
Della felicità, intendo io quel senso.
Poveri cuori, anch'essi immersi
in fondi di cielo che terso appare
per poi, al primo tic d’una nube stramba,
aggrovigliarsi nel più ostinato grigio!
guardo una foto e devo scrivere:
"sei bellissima".
Non resisto...
ad ogni immagine digito:
"ti amo"
Non resisto...
entro in ogni dettaglio e invio:
"ti voglio"
Non resisto...
Ma perchè dovrei? Sono qui e mi godo questo immenso amore

Immagine dal web.
Sul finire del mio cammino,
tu mi mostrasti nuove strade.
Conobbi il modo e lo strumento
per vivere l'inconsueto.
Mi vestirò di nuova conoscènza,
cerchero dell'Uomo, la natura celata.
Scoprirò i segreti del creato.
Chiederò,
per la luce fioca della mia coscienza,
una stilla di sole, per la vita nuova.
Correrò i labili confini dell'esistenza,
consapevole di essere, oltre la materia.








