Le nostre passeggiate lungo la Neva
nell’agghiacciato febbraio,
ascoltavamo il canto allucinato di Sologub.
“La terra di Ojle naviga sulle onde dell’etere”

Quanto amavamo il poeta!
E quanto lui vedeva in noi
le ombre di un'umanità perduta.
Lui, i suoi demoni e i suoi santi.

I nostri passi crocchianti sulla neve
ritmavano una vecchia canzone del Volga
e noi, liberi in una terra schiava
affrancati da Poesia, ci amavamo
di un amore tiranno.

Ti penso, ora che il tempo e la poesia
consunti, ci guardano da lontano.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Dolce carezza

nell'aria posata ad uso

di chi ne ha bisogno

l'amore è dare

senza chiedere pegno

né attendere grazie

un cancello ... aperto



sogno ad occhi aperti

anche, di segreti momenti

intrecciati alla vita

l'amore è una lotta

contro questa natura

dall'ego traviata

e divenuta umana



impegno sereno

al proprio servizio

per evitare abbattimento.

L'amore è caldo paniere

passione che distante

tiene l'insoddisfazione

come corrotta fame



mai sarà vergogna

gridare che manca, piange

è proprio in riserva,

l'amore è benzina

d'equità vero motore

sicuro motivo, distante

da fonti di competizione



e incalza grande sospetto

che della vita ne sia il tetto

biadesiva cellina

l'amore è ...

ma manca quasi sempre

all'album della vita.

Fosse sua ... la vera ragione!

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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La luna si è vestita di bianco e di nero,
strisce l'avvolgono...

La stella la guarda, immagina, desidera!

"Un bacio, solo un bacio, mia Signora"

Seducente attendi bianca luna e mostri le tue forme sussurando: "audace".

Un bacio non è mai "solo un bacio".

Come l'inizio dell'universo la stella e la luna si fondono,
nel cielo appare la gioia di un orgasmo cosmico
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Profilo Autore: a_domani  

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Esiste, il tempo dell’impossibile,
se, nel raccontar l’ultimo sogno,
io cado come sempre prigioniero
sull’amaca d’inafferrabile mistero.

Tutto ciò che in una notte accade…

Rivedere gli occhi di mia madre.
Galoppare su di un cavallo bianco.
Escogitare trappole d’amore,
rifarlo con lei che accanto dorme.
Tornare a carta penna e calamaio,
scrivere versi per amare il mondo.
Sfidare drago uscendo vincitore.
Girare isole e cercar tesori.
Darsi alla luna come un ostaggio.
Mutarsi in goccia violando il mare.
Avvicinarsi al sole e non bruciare.
Riordinare stelle cieli e amori.
Parlar con Dio del giorno che verrà,
di quelli del passato e del futuro…

Tutto ciò che in una notte accade

non è il frutto di una bizzarria.
È la speranza che mi fa un cenno.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Aprii questa bottega rigonfio

di aspettative: pare un volto privo

di sorriso ora che ho chiuso le imposte.

Risoluto nel voler ridare vita allo scambio

di idee dal barbiere

o alle chiacchiere con l’oste.

Dal maniscalco che un tempo offriva

un servizio al cavaliere, ecco l’idea:

Poeta chiama Mastro… Mastro risponde.

Ma gravato dalla trascuratezza come fosse

persistenti tributi, l’illazione ahimè pare

indubbia: si chiude senza troppe domande.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ma poi
quell'acqua evapora
come vorresti che svanisse il vento

stride nei fiordi
sulle piaghe della terra ferma.

Ho silenzi di betulle
e tanti passi fatti neve

- fantasmi a me cari nella ruvida ossessione -

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Profilo Autore: sasha  

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Ciò che è fatto per stare insieme lo sarà,
telefonate, messaggi, foto, poesie;
solo mezzi per trovare te.

Le coperte sono corte e l'ansia può vincere e distruggere.
Ciò che è fatto per stare insieme lo sarà,
non importa quanto corta sia la coperta se la trama è fatta dal nostro amarci, basterà ci coprirà e riscalderà!

Le ansie inevitabili si inchineranno di fronte e noi,
un uomo ed una donna pronti a mettere il bene dell'altro prima del proprio,
pronti ad aprire la propria anima per condividere i pesi ed allegerirsi guardando l'altro.

Appariranno modalità nuove e vecchie per proteggere il tesoro più grande, noi
ciò che è fatto per stare insieme lo sarà, sempre!

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Profilo Autore: a_domani  

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Vorrei essere mia madre
vestita col vestito a fiori,
le mani ogni momento calde,
sorriso a tutte le occasioni.

Con i suoi occhi poi vorrei
guardare me in ogni età,
dai pantaloni ancora corti
ai pantaloni ancora lunghi.

Or che è presente e non,
vorrei essere mia madre
perché dal punto più remoto
… io… lei… possa accarezzarmi.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Tisin
te gà propi metù lì
a marcà giò el cunfin
framèz barbera
- no la hanna -
ross minga fumm
e klinten
– el sciur del clinto -


ma chèi saltafòss
benpensant
ca ciccià no
i gà travisà su
tuss coss


e nsema a la ghigna
i gà vorù fà
n'altra divisiun:
framèz clinic
e barbari
- chèi ca sé fan dree
e chi creet
duma a fas la barba -


che po
gò minga capii anmò
da che part sòn
a me
me paran instèss
no, minga chì ross


... prosit.

 

Traduzione: Tisin (Ticino) te gà propi metù lì (ti hanno proprio messo lì) a marcà giò el cunfin (a segnare il confine) framèz barbera (tra) - no la hanna - ross minga fumm (rosso non fumo) e klinten – el sciur del clinto – (il signore del..) ma chèi saltafòss (ma quei tranelli) benpensant ca ciccià no (che non bevono vino) i gà travisà su tuss coss (hanno travisato su ogni cosa) e nsema a la ghigna (e insieme alla faccia brutta) i gà vorù fà n'altra divisiun: (hanno voluto fare altra divisione:) framèz clinic e barbari tra clinici e barbari - chèi ca sé fan dree e chi creet duma a fas la barba – (-quelli che si curano e quelli che pensano solo a farsi la barba -) che po gò minga capii anmò (che poi non ho capito ancora) da che part sòn (da che parte sono) a me me paran instèss (a me sembrano uguali) no, minga chì ross (no, non quelli rossi) ... prosit.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Quanti progressi il figlio del mio vicino!

Voleva insegnargli ad usare il cesso anziché il vasino:

il piccino prese lo sciacquone come un’altalena

e quello si ruppe, lasciandogli come gioco la catena.

Quanta deiezione dovrà ripulire questo fidente vicino!

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sotto radice quadra
i miei buoni propositi
estinguono a quota due,
ottimismo e perdita di segnale
fiale di benzene dalla marmitta,
pronti a comprimere ogni elevazione non prevista
giusto il tempo di non rimanere sotto traccia,
il caterpillar avanza.
Spacca nodi telematici,
l'ombrello gocciola pixel e numeri primi
pozzanghere
in cui delfini senza sonar mordono la coda,
veri pesci_ cani, vicino ai piedi.
La caduta da un' iperbole
sposterà l'asse da sacro a profano,
l'osso del diplodoco semi-sommerso
e terraformeremo
Marte ,la sua stirpe,
laghetti di paperelle nei giardini.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Foglie raccolte 
sul  terrazzo del sole
dove il vento ha lasciato le sue parole
  dove la luna  ancora fila il  bel tempo  andato . 

Se fosse ancora estate ti darei un bacio!

 Ti chiederei perché  denudi i rami e perchè di rosa vesti i colli?

Ma penetra l'animo quel terrazzo di foglie
 è il volto dorato di una stagione
che sfugge le ali tra i  nascondigli
 che assaggia primizie di voglie
e che ricama  non  più  petali di rose
 ma lamelle alle radici
  colme d'attese .



Risultati immagini per foglie d'autunno

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Questa notte insonne,
dissennata notte,
cercando gli stracci di tempo
che mi vestano di passato,
odorando profumi
mille volte svaniti nell’aria.

Prezioso, mi coglie
un refolo di vento
portato dalla valle
ora chiusa dal grande lago.

Questa notte l’ho sentito;
parlava di un mondo liquido
di case e campanili,
di campane vibranti il loro messaggio
in piccole onde fino alla riva.

Raccolgo fra i ciotoli
l’eco di clangori attutiti
e tristi rintocchi.

Ora so per chi suona la campana.

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Profilo Autore: Vittorio  

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E le tue vigne
braci ed occhi avanti
tu e le spine delle mie croci capovolte
l'impronta d'indice sulla fronte che mi piange i mesi

Non dormo ma veglio l'astro
quello non mappato
fuggito al giro del sole
e le tende
ah, le tende... senza vie su cui sbirciare gli occhi capovolti
Un dipinto a ritrarre un battito
e un suono d'ugola d'infinito coniugato.




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Sono quella che non mi aspettavo più.
Quella che si abbraccia nella notte e si racconta favole.
Quella che non conosco, rigirandomi nel letto dei mie dubbi.
Cerco ancora quella me che non so dove sia.
Sento tutto l’amore dell’universo riversarsi in me ma non conosco amore.
Non ancora.
Vago sempre vago.
Forse vaneggio.
Forse la mia immaginazione galoppa così veloce che tutto ciò che vedo mi sembra reale.
Non comprendo il mio essere qui.
Non comprendo perchè vivo queste emozioni.
Il caos regna in me.
Regina di un paradiso perduto nei meandri della mia follia.
Custode di un segreto che chissà quando uscirà allo scoperto.
Vile vita che non mi dai una mano.
Scompensata mentalmente mi ritrovo ancora nei miei viaggi assurdi.
Violacei pensieri mi inducono a guardare oltre.
Non mi capacito di questo sentire.
Questa energia d’amore che mi percuote.
Sento il cambiare del tempo come i gatti il temporale.
Cullata dal mio divagare resto in balìa di questo mare in tempesta.
Onde si infrangono sui miei sensi.
Lasciandomi piccoli lividi nel cuore.

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Profilo Autore: Maria Cristina Manfrè  

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