Si chiama destino,
quel luogo in cui ti senti al tuo posto,
quei discorsi dove sei sempre te stesso,
quelle braccia che vogliono protezione e ti fanno sentire protetto,
quel senso di appagamento,
quei due occhi nei tuoi e non desiderare null'altro.
Si chiama destino e non devi dimostrare niente, solo essere.
Il mio destino ha il tuo nome.
Compiamolo insieme, ne va della nostra felicità!
sei tu il mio il mio futuro.
Unico amore,
tra le pause del cuore
mi hai ridato la speranza.
Sei tu il mio sole ,
il mio raggio di vita
la mia felicita' infinita.
Sei tu il il mio palpito
che mi sussulta
il cuore ad ogni bacio.
Sei tu il mio ardore,
il mio tesoro piu ' prezioso
tu sei meraviglioso.
Superiormente alle gore, superiormente alle convalli,
alle giogaie, alle macchie, ai nugoli, agli abissi,
di là dal sole e dall’etra, oltre l’empireo e le sue ellissi,
anima che mi appartieni muovi passi assai snelli.
E, parimenti a un nuotatore provetto che frange i flutti,
tu cavalchi gioiosamente le profondità e gli aspetti
della tua ineffabile passione esente da difetti.
Via da siffatta mefite, vai a decontaminarti come marabutti
nell’etere, e abbeverati come un mero elisir sublime
della fiamma calda che gremisce i gennei spazi.
A tergo le tedie con la loro zavorra e i numerosi strazi
che oberano il bigio vivere come bruma le cime,
deliziato colui che può con un batter d’ali balioso
librarsi su distese smaglianti e placide;
quello i cui pensieri, come alaudidae,
verso l’indaco a mane prendono il volo da ciò che è dannoso
-che ammara sull’esistenza
e percepisce con facilità
il gergo dei fiori per abitualità
e delle cose afone fin nella loro essenza.
Mosca piange, la morte del bambino
ucciso da sconosciuta mano ,
ma da alto voler condotta.
Piangono i fiori della Vistola
piangono le fredde onde della Moscova
trema, la madre terra russa
presaga di oscuri accadimenti.
Sulla tomba del bambino ,
lacrime di madri
nutrono fiori inconsueti
e prodigiosi eventi.
“E vidi il fanciullo, la tomba
e il sol di Dio” .
Vaga, nell’oscuro palazzo
un ombra carica d’insostenibile pena,
troppo grande fu
il prezzo del Potere.
“Everything was happening on that strip of Fulton Street. And if I wanted Chinese food, if I wanted to play video games, if I wanted pizza, if I had to go to the corner story for a juice, I had to go on Fulton Street.”
(The Notorious B.I.G.)
Voglio essere
sempre nuovo
come l’acqua
che scorre
nelle fogne,
giù per la rampa di scale che guardano fuori
fino al mondo del caldo e del freddo estremi.
Voglio essere il fetore pungente degli scarti,
l’eco costante dei lamenti di chi passa,
guarda, ma poi torna,
per restare.
fermare la natura
violenta s'abbatte e trafigge i tetti
tuoni e bombe d'acqua s'infrangono
e dense nuvole nere cadono,
spaventano,
uccidono e rilasciano
un mare di lacrime .
Parimenti potremmo armarci
" di buona coscienza"
senza essere sopraffatti
dalla grande ricchezza
e non lasciare che la terra patisca e pianga
occhi innocenti
per la non curanza. 
Dal Web
- Piantava querce. Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era? Non lo sapeva. -
Da "L’uomo che piantava gli alberi", Jean Giono, 1953.
Mi vedo sotto questa terra
seme, al piede sterile di ciechi
al sole scuro di un inverno
ansante seme
ai tanti anni di fiume che si asciuga
e mormora qualcosa
di pietre arse.
Ai davanzali
piegatisi a rilento sui dirupi
vi vedo
case di spine
prive dell’ombra di una stagione amata
sapere la povertà d’armi e pani amari
il mietere di raffiche
che non rimettono fruscii, nemmeno una
di foglie da quel nativo verde amore.
Da oggi vi pianto alberi fino alla fine
come orma muta di sopravvivenza
strappata all’acqua dalle sabbie.
Da oggi in poi un diluvio
che non si placa ovunque guardi
davanti al passo
un altro istante di foresta
fisionomia di un ventre che si riempie.
Le rendez-vous era al parco.
Eri nervosa, fumavi, mi chiedevi
- Pourquoi tout ce retard?
Cara, mi sono addormentata,
ho bucato la bicicletta
ero indecisa sull’orario.
Ti chiedevo di scegliere
quello che faceva meno male
visto che di scelte a me non ne davi.
Pensavo d’essere gentile
ma tu, bella truccata disperata
insistevi, parlavi d’amore
di solitudine di noia.
Ma chérie, dentro ho da fare
scusa se sono strana
se non sento questo impulso
di confidare di condividere
di spiegare
Eh, cosa dici?
- Je dois seulemente écouter?
No, per favore fammi andare
ho la minestra sul fuoco
e devo comprare il pane.
Lo so sono stronza
e con quella erre che hai
sembra tu abbia ragione.
- Mais chérie j’ai du boulot
je dois surveiller quelle chose
ici, dans ma tête!
Anzi per oggi stai lontana
potrebbe succedere qualcosa
da un momento all’altro
e sarebbe un peccato
gacher notre curieuse relation…
Lenzuola intatte, non si suda.
Lei dorme e forse sogna il cielo
mentre io, vinto alla grande il sonno,
guardo un lento muoversi di curva,
raggio di luna entrato nella stanza
a separare chiari e scuri alla parete.
Mi accorgo che ci sono anch'io
tra i riflessi del pacifico silenzio.
Il giorno andato mi rilascia vita
da accatastare ai ricordi miei.
L'alba forse ritarderà l'arrivo,
regala più tempo per le verifiche.
Le dita esplorano la dura pelle
cogliendo qua e là scaglie di credito.
Sto pensando che mi voglio bene,
ci sono anch'io mentre lei dorme.
È il preparare il momento più dolce.
Immaginare cosa farai i sorrisi le smorfie...
tutto diventa musica.
Bigliettini le note,
un prato lo spartito,
i tuoi occhi gli applausi al mio cuore,
la gioia che esprimono è sinfonia riempie ogni pensiero.
Devo stare fermo e guardare ascoltare toccare annusare...nessun senso è adatto a catturare quella sensazione.
Io la vivo e basta.
Ti amo e mi nutro della tua felicità.
Il mio tesoro io l'ho trovato
Ora tocca a te, trova la sorpresa e regalami il tuo volto innamorato.
Il dolore, una forma strana
non conosce gioia
A volte risorge
nasce come un arcobaleno
non si spegne
rincorre
Si aggrappa dalla radice
come un albero
alla terra
le foglie non cadranno mai
desistono fino a che, il tempo
non afferra la sua stella
dove c'è scritto il destino, prima
di affacciarsi al mondo
con la luce in arrivo
che illumina gli occhi
quelli di un esserino
quando ancora non vede
e non sa di esistere
fra le braccia che lo tengono forte
ignaro di tutto nei sorrisi
che fingono di non sapere
d'avere una vita segnata
da un buio destino
anche oggi ti devo raccontare
di una giornata uguale alle altre,
di chilometri, di ansie, di sospiri
e facce tristi nelle tristi strade.
È da un po’ che non ti scrivo,
che non ti chiedo come stai,
come procedono i tuoi sogni,
in quale paradiso ora ti trovi
Beato te che trovi il tempo
di ammazzarlo, questo tempo,
con l’arma aguzza della fantasia
viaggiando gaio a mille all’ora,
di qua le curve d’una donna bella
di là segmenti tra nuvole lontane
al ritmo di certi versi irresistibili
che avrai composto in arcobaleno
Caro me che né ti vedo né ti sento
nell'atto di sincronizzare l’ora
o nei bollenti fumi dei caffè
che io consumo per sentirmi vivo.
Salutami l’immobile carrubo
sotto la cui ombra m’assopivo
in quei speciali caldi pomeriggi
che il mare tuo e mio tradivo.
quasi come un'icona del passato
cammini tra macerie e polvere,
socchiudendo gli occhi stanchi.
Sulle spalle il peso d'un dolore,
che fa arrancare.
Sorvolano rondini sul tuo cammino,
accompagnando i passi, pesanti tonfi,
e il cuore batte piano, impercettibilmente,
quasi un sospiro, per non svegliare
il sonno dei dormienti.
Non vi è più luce sul tuo volto,
solo carezze bianche hanno lasciato il segno,
inevitabile, resta....
e la vita continua.
pensieri che trasportano futuro e dipingono paure.
Le emozioni giocano con la ragione.
Ascolto e mi perdo!
La tristezza fa il suo gioco,
il silenzio vuole abbassare il sipario.
Non ora, non così, ora siamo altro.
Ascolto non comprendo ma...
Vedo, sento!
Tu mi ami, vuoi difenderci e ti vinci per amore,
io ti amo voglio difenderci e ti parlo per amore.
Pensieri complessi, poesia complessa,
amarti però è semplice e noi ieri abbiamo vinto!
La comprensione profonda arriverà,
le paure si affronteranno.
Ora ci amiamo come non mai,
grazie per il dono che mi fai.









