Dopo una passeggiata, mi hai chiesto di sedermi lì, quasi balbettando hai infilato la mano in tasca e mi hai regalato quella fedina che ancora porto sul dito.
Io ero stordita, dalla tua richiesta e per la bella sorpresa.
Ci siamo baciati, commossi e felici ed il mio cuore batteva forte come il tuo.
Siamo stati insieme tanto tempo, credevo di poter invecchiare con te.
Ho creduto fino alla fine nel nostro amore, poi ci siamo lasciati.
Adesso quando vedo una panchina, non sono triste perché anche se è finita la storia d' amore , è iniziata la nostra amicizia.
Non smettero' mai di volerti bene, siamo amici e ci rispettiamo, anche se una coppia più non siamo.
estranei ci sfiorano in una strada affollata,
i nostri corpi si sono appena scoperti, siamo frastornati, imbarazzati e felici...
Desiderarsi, immaginarsi, sedursi per tanto tempo e ora passeggiamo pieni di noi.
Ti ho avuta e non si torna più indietro,
tra battute e sospiri abbiamo visto con i corpi quello che il cuore ci diceva da tempo: ora e sempre io e te.
Poi sushi,
"mi sono innamorato di te" dissi e il tuo sorriso per sempre si è impresso nella mia anima.
Quel giorno sentivo ciò che è stato, ciò che è:
tu sei la donna della mia vita
rimase il mare a fargli compagnia
ed acqua vide maltrattare l’acqua
con l’alba urgente e assai lontana.
Levò da riva la barca dei suoi sogni,
la incastrò nel ventre di una duna
e contro vento, contro sé e tutto
la ripulì dell’ultima infezione.
Lavò il cuore nel cono di lampara
per darlo in pasto ad una nuova era
e contro pioggia, contro sé e tutto
lo ripulì dell’ultima catarsi.
Guardò la notte a filo d’una lama,
smorzò ferite a lungo trascurate,
a certi unguenti la cipria mescolò
e finalmente il nuovo giorno scorse.
Si domandò se fosse stata colpa
di quella scarsa luce che l’invase,
se basta una carezza della quiete
per accettarsi, tutto, a tutti i costi…
Il caposcala ha avuto un capogiro per via della botta
alla capoccia contro lo scapo, e ora giace accanto
all’imoscapo: proprio stasera, che il caporione non
è di caporonda ma fa capolino dal divano amaranto
logoro, mentre sua moglie capovolge di continuo
il capoletto e, capocciona, non lo lascia tranquillo
a capofitto nel capoc e nel suo rompicapo…
Meriterebbe una capocciata: che bello era sempre brillo
da scapolo, le cene davanti al boccaporto con decapode
e capocollo in compagnia del capostiva a capodanno!
Ora con quella specie di capodoglio la vita non è altro
che una continua caporetto, con suocero alemanno
e suocera capoclaque e a casa caporale… daccapo.
Il povero caposcala lo trovò la vecchina del pianoterra
di ritorno dalla preghiera sotto il capocielo, che leggeva
sempre lo stesso capoverso e parlava solo dell’Inghilterra.
C'è il buio, cade all'improvviso,
mi chiedo dove sei, cosa fai.
Di certo io sono altrove!
C'è il buio, la gelosia divampa
appare l'angoscia di una gabbia,
io codardo che non distruggo le sbarre.
Cerco il mio rifugio e compaiono le tue mani sul mio petto,
la bocca morbida che mordicchio,
gli occhi fissi nei miei.
Leggo le nostre poesie,
navigo i ricordi e mi trovo a far l'amore in mille luoghi.
Il buio è squarciato dalla luce dei tuoi "amo te".
Tu, come me e più di me, starai lottando contro momenti di tenebra.
Dammi la mano vieni al nostro rifugio!
La parentesi è fuori,
la vita siamo noi.
Mi stirerò nel più preciso punto
Nel buio stropicciato dalle nubi,
Chissà che qualche anima, nascosta
come corpi abbandonati
li senti arrivare
quando le doni
si spegne la rabbia
quell'angoscia passa
gioisci dentro
ringraziando lui
ed è la fine di un tempo
troppo lungo
che allunga la vita
fingendo
Ma poi lo fai andare
come vuole
senza fermarlo
gli sorridi a volte
con le ombre
che ti bucano
come le spine.
Attraverso le tue parole,
una dolce emozione
tocca il mio cuore.
Sei il sorriso contagioso
che ho sempre cercato.
La bellezza di una carezza
soffice e dolce sulla mia pelle.
Il fuoco di un tramonto
che esplode in infinita passione.
Un bellissimo traguardo d'amore
che solo due occhi sinceri
che si leggono nell'anima,
possono raggiungere.
Un pensiero infinito
che sfiora con delicatezza
i nostri attimi,
per farsi amare durante la notte
e farsi trovare durante il giorno,
con una nuova carezza,
un nuovo bacio,
una nuova emozione.
Antologie d’universo spento
chiacchierano con me stessa
come fiori lunari raccolti
da un inciso di pioggia e silenzio.
Abita il cielo dei miei inverni
questo battito di marzo,
lacrima d’anima che tace
innanzi al romanzo degli occhi miei.
Vesti l’alba dei miei giorni,
conosce l’indirizzo del tuo cuore,
disegnalo sul mar dei ricordi,
la vita è un sipario di scelte,
una boutique di stelle sottocosto,
nevicata d’infinito sulla pelle.
Assaggio un riflesso di noi
nascosto al bacio del tempo,
siam quel ritratto perduto
nell’abbraccio del nostro amor.
L’amore è come l’onda del mare
ti culla ti stupisce e ti sa trasportare.
Amore grande come il mare.
E’ come l’onda con la luna riflessa
la luce nei suoi frammenti
amplifica i tuoi sentimenti.
Amore dolce come l’onda.
L’amore è come l’ onda del mare in tempesta
non ascolta il tuo grido disperato
in breve il tuo sogno è inabissato.
Amore non ci pensare
con te voglio ballare
una sera in riva al mare.
Me ne andrò ad inseguire il giorno,
troppo grande il regalo che mi ha fatto
per non fargli un po’ di corte estrema.
Sotto il sole d’esaltante primavera,
ho sbattuto nella curva di un sorriso.
L’ho percorsa, tutta, in lungo e in largo
e non voglio invischiarla tra i ricordi
fino a quando non sia stata ripercorsa.
Questa notte non parlerò alla luna
se non, solo, per metterla al corrente!









