Le nuvole ,
belante gregge leggero,
rosse, al cielo del tramonto,
di un rosso nuovo, diverso.
Le campane a distesa
di tutte le chiese,
un altro suono,
era un canto di gioia.
Mia madre ballava
sola in cortile.
In strada, la follia,
onde di gioia scomposta.
L’oste mesceva l’ultimo vino
ai ragazzi di neve.
Le montagne intorno, immote
guatavano sorprese ,
esseri minuti festanti
e poi si volgevano al sole
ultimo e nuovo.
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