In un inverso affluire 
la pioggia diviene custode
d'infanzie e vangeli
in un cielo che migra
Nell'attimo
che depone il tramonto 
si fa pietra il predetto
dove il selciato
ne accoglie l'essenza
Si fanno strette le Crisalidi 
tra lacrime e talenti 
nel profanare la brezza ! 






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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Era il cigolio del suo cancello,
l’uscio dell’orto, il mio richiamo!
Poi in silenzio, la corsa verso la finestra
scostavo la tenda piano, verso la destra.

Era un mio segreto, quello di guardare,
spiare da dietro la tenda per non farmi scoprire!
Aspettavo con pazienza, fermo lì per ore
e non era desiderio, solo puro e grande amore.

Sguardo penetrante e fiero portamento,
animo sensibile e dolce nei modi!
Spirito allegro, ricco d’inventiva
con un cuore grande, era una diva.

Sentimenti profondi e di aperte idee,
bella in tutti i modi dentro e fuori!
Creatura da sognare, forse divina
con amore grande ma, mai di moina.

Ricordi incancellabili e sempre vivi,
che mi tornano alla mente in ogni ora!
Che sia sera, notte o mattina
lei è dentro me sempre divina.

Chissà cosa darei per incontrarla,
chissà cosa farei per rivederla!
Anche se l’età è  già troppo tarda
l’ho appesa al cuore, come una coccarda.

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Profilo Autore: Giò For  

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Non mi appartiene
l'incolore di giorni grigi
dove mancano i fiori sui prati,
dove le farfalle volano
sulle spighe del grano.
Non mi appartiene
il nero che attraversa il viso
in un giardino senza verde,
in un addio senza volto.
Lascerò che inizi un nuovo giorno,
un altro sole scalderà...
Ritroverò il mondo
che continua a girare
anche se niente mi appartiene più...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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rondine1

 

Oh rondinella per altri lidi vai volando,

 dolce Paradiso il tuo ciel azzurro..

Di sassi e fango il tuo nido lasci l’inverno

per ritornare un giorno a primavera.

Oh rondinella è l’ora

d’aprir le ali e partir all’avventura.

Fra lontane terre ove

un’altra estate scalda le tue ali..

Oh rondinella t’aspetterò come ogni anno e

a Marzo tornerai a cercarmi..

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Ci protendiamo su cosa nota
Al di là del mare, tutto resta uguale
Piangi pure, ma poi per cosa?
La vita, e lo sai, è una sempre-giovane sposa.
Lontani mi son ora I tuoi occhi,
ma la tua carne m‘urla ancora impetuosa.
Sono già morto cento volte
e ora, non me ne può più fregar di meno.
Si acquisisce maestria sul mondo
Quando più nulla da esso ci s' attende . . . !?
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Profilo Autore: Marrella Luca  

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Uomini...
Battaglie perse sopra campi aridi,
vi segue la vostra ombra fragile,
che sa di avere speranze labili.
Donne...
Strutture contorte, vi perseguitano
 straziando il sorriso, che freddo
diventa sotto il pianto.
Due mondi estremi che orbitano
nella stessa scia,
e solo un elemento li unisce,
quel viscerale amore discontinuo
che fa scintille e freme.
Quel attirare di corpi e unione,
che si impossessa delle anime,
e crea sotto un nudo cuore,
la vita che continua.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Così diversi, eppure così uguali

indisposti, divisi, ma di guerre uniti

colmi di pregi malamente riposti

privilegiamo opposti e penosi difetti



ripercorriamo le stesse strade

ricadendo di medesimi errori

per incapace gestione di un sapere

maldestro sogno tra bene e male



che, dalle mani, sempre ci sfugge.



Ben oltre l'imperfetto lato umano

si potrebbe, degno solo di sconcerto,

ma senza fazioni ci prende sconforto

e nessuno può darci lezioni, mentre



per navigare ci piacciono tensioni

ed essere trasportati dalle onde del mare

dai picchi di quel moto farci cullare

ché di piatto, solo il deserto vediamo



- rifuggiamo ... lasciandoci vivere -



e con anima e core pervasi

dall'inconsunta agonia

di una minata ragione,

abbagliante miniera di guai,



sottostiamo ai polverosi impulsi

delle quattro stagioni dei cervi

- all'apparenza contenti -

senza poter mai essere scevri



e già, non sfuggenti al fato

neppure tanto ...

serenità cerchiamo.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Ora voglio raccontare
di uno sconosciuto
vi voglio parlare
i soldi e i sogni
non sono di quartiere
ma le parole escono per
rimanere
uno sconosciuto
può anche piacere
dal niente può uscire
per spiegare
ogni situazione che vive
ogni giornata scorre
una vita in officina
a svitare bulloni
tornando a casa
con in mente tutti i suoni
quando con la voce stoni
ma non ti importa
quando non hai stili
ma te li tieni di scorta
sfondando la porta
questa storia esce
uno sconosciuto resta
sconosciuto
ma la sua testa
cresce

Uno sconosciuto in prima linea
una vita in apnea
il successo non arriva ma
la mia storia resta vera
                    

torno a scrivere dopo molto
torno perché è un peso
e non me lo sono tolto
non ne ho bisogno
ma la mia forza è il raccontare
forse non importa
ma non è difficile da capire
resto sempre uguale
ogni giorno che passa
lo sfigato delle scuole
auello senza mani in pasta
che non sapeva farsi apprezzare
ora invece ho un lavoro
che non riusciva a farsi capire
ora parlo e scrivo senza loro
anche se non è oro,
ciò che scrivo in questo momento
il mio giorno non è arrivato
sono solo uno sconosciuto
un po' più contento

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Profilo Autore: Matteo Gentili  

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E se ti chiedessi di pensarci
Tu cosa faresti?
Prenderesti il mondo a calci
Oppure scommetteresti
Che non sono in grado
Di prendermi ciò che voglio
Ma con uno sguardo
Posso abbattere ogni scoglio
Frasi che si versano
Su un foglio
Parole che invento
Mentre sogno
E se ti chiedessi di pensarci
Tu cosa faresti?
Balleresti su i miei resti
Oppure brinderesti
Ai giorni tristi?
Come se in un campionato
Resti sempre in vetta
Poi tiri nel momento sbagliato
E sono gli altri
A prendersi la fetta
Di una torta
Che forse hai mangiato in fretta
O semplicemente
Per la tua pancia
Era indigesta

E se ti chiedessi di pensarci
Tu cosa faresti?
Se ti chiedessi di rimanere
Tu rimarresti?
E se ti chiedessi di sorridere
Tu lo faresti?
Perché il mondo è grande
Troppo, per riempirlo con i gesti

E se segui i pretesti
Non sempre vai nel giusto
Se segui le speranze
La nebbia avvolge tutto
Se ti chiedessi di ascoltare
Tu cosa faresti?
Staccheresti la spina
O forse guarderesti
E se ti chiedessi di baciare
Tu chi baceresti
La più bella del reame
O colei che ti colora i resti
Di questa storia restano
Le frasi convinte
In questa favola
Non tutte le principesse
Sono felici e contente
E se questo vuol dire
Non poter essere se stessi
State pur tranquilli
Non siete gli unici
Ad essere sconnessi
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Profilo Autore: Matteo Gentili  

Questo autore ha pubblicato 20 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Una vista

olfattiva quella posseduta

dalle statue cimiteriali protese -

un andirivieni

la gente grossa

fino all'ora rossa della chiusura.

Avrà o no dolore
la pietra velata
   certo ne ha
di una forma così corale
tanto simile forse a quella delle stelle provate
da briciole di infinità.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ridente sole,
pallida luna,
brillanti stelle:
gioielli del cielo.
In un dispensar
di ricchezze...
il fiore si schiude
sotto caldi raggi,
il mare si illumina di luna,
le stelle fan brillare gli occhi
e di fertili sorrisi
si ornano gioiosi i volti.
Nel defluire del tempo...
nell'intervallar dei giorni,
si posano leggeri
petali di boccioli
e di rami secchi
sui sentieri
e sui terreni del mondo.
Corone di colorate mani,
simili a variopinte corolle
abbracciano il globo.
Ed io...mi par d'essere
nuda come una zolla,
intanto che mi nutro
della terra madre...
e respiro la vita.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 302 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Adoro guidare la mia duetto rossa

lungo la panoramica, tutta a curve,

quasi sempre deserta ad eccezione

del weekend dove nelle ore diurne

la strada è battuta da ciclisti che

amano le sue dolci curve a cubito.

Qualche tornante più su e mi trovo

in un piazzale ancor per poco tacito

lastricato di sampietrini, a breve

animato da ristorantini affacciati

sul celeste pallido del mare; ma val

la pena di salir tra campi seminati

di gomito in gomito ignorando le

lancette dell’orologio, limitandomi

a contemplare le spiagge dall’alto.

Rimanendo sulla strada, godendomi

la frescura della mezza collina tra

pini marittimi che si stagliano, tigli

profumati e le ultime ginestre fiorite,

supero campi gialli di grano e sbadigli

giungendo a una terrazza naturale che

permette d’estender la vista al litorale.

Più in basso, non lontano, si intravede

un cottage: vengo qui con un giornale

dal ’75, ogni terzo sabato del mese.

La signora col vestito a fiori incrocia

il mio sguardo e si tocca il cappello.

Sorrido, e in quel gesto solo lascia

trasparire tutta l’educazione

che ci siamo persi in questi anni.

Mi piaceva l’aria tra i capelli, ora

sosto a guardare il vento tra i panni.

Non si portano più cappelli e il vento

fa incontrare occasionalmente sempre

meno persone, ma resta bella la strada.

Lei rientra, e i fiori diventano ombre.
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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ti penso
lì all'ospedale di Maggiano.
Gratti la porta come il mio gatto
scrivendo qualcosa come un uomo.
Hai le pupille incelestite
coccolate dalle loro madri povere.
Se dicessi la verità
ti prenderebbero davvero per pazzo.
Un giorno ne uscirai, ma con un'etichetta
come su quella bottiglia di conserva.
Lacrimi su un fiume prosciugato.
Ti hanno dimenticato
come il cielo si è dimenticato di pioverci sopra.
Sorridi senza gusto, domani tornerai stordito.
Senti che qualcun altro piange di là:
se non altro, esiste l'eco
o più frequentemente un riflesso.
Peccato, però, per gli occhi bassi:
gli specchi non possono lavorare così.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Disturbo arreca il vocìo, di notte,
quando credi d’essere del sonno.

È l’ultima città ch’ancor non dorme,
meteore di carne parcheggiate
sul marciapiede che si fa teatro
soltanto a un metro dal Casino Royal.
Ti affacci sul terrazzo della luna
e questa volta gli occhi vanno giù,
canotte bianche a scoprir tatuaggi,
vuoti di birra in bilico sui bordi.

Ritorni a letto quasi barcollando
sperando ancora nell'accesso ai sogni
ma sogno nel frattempo è l’incontro
con i vent'anni che non van dispersi,
con l’afa d’oltre mezzanotte al Sud,
fette d’anguria enormi tra le mani,
il blu del mare ch’aspetti di vedere
assieme a labbra a colorar mattini.

E quindi del dormir poco t’importa
adesso che ritardo chiedi all'alba.







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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un soldatino
Non ha emozioni
Non può piangere
Non sente odori
Se prova a ridere
Il suo viso non si muove
La latta non si contorce
Non si scalda
Né si riduce
La sua mano
non è calda
Anche se il suo cuore scotta
Il suo dolore
Non si percepisce
Anche se ha una gamba rotta
Il soldatino è coraggioso
Non conosce freddo
Non conosce riposo
Il soldatino di latta
È un bambino triste
Il soldatino di latta
Conosce cose mai viste
Il soldatino di latta
Vuole starti accanto
Il soldatino di latta
Asciugherà il tuo pianto

Se essere un soldato
Vuol dire non avere un cuore
Allora scioglimi queste catene
Se essere un soldato
Vuol dire non soffrire
Allora preferisco mentire
Se essere un soldato
Vuol dire morire
Allora preparati
Perché mi vedrai capire

I miei occhi rimangono fissi
Nel cielo vedo la luna
Il sole la copre come l eclissi
Ma i miei occhi
Non posso lacrimare
Se naufragar è dolce
In questo mare
Il non poter sorridere
È amaro da pensare
Se chi amo
Mi ha dimenticato
Allora il mio sogno
Si è infranto
Se essere un soldato
Vuol dire questo
Prego chiunque
Mostratemi il nesso
Tra il non poter avere
Nessuno a fianco
E dei mille colori
Vedere solo il bianco
Del poter perdere
Tutto con uno sguardo
Del farti sorridere
Con qualcosa di bizzarro
I miei gesti
Ti porteranno in dono
Un soldatino di latta
Che non conosce riposo
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Profilo Autore: Matteo Gentili  

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