Ci sono luoghi che te li senti dentro
imponenti come torri merlate di un castello,
Ci sono luoghi che se li pensi
ti fanno ergere come colonna,
luoghi che spezzano il respiro
e che irrompono dentro
con il loro disarmante silenzio.
Ci sono luoghi che riconosci dal loro odore,
inconfondibile come la pelle che hai addosso.
Luoghi che vivono al centro del tuo essere,
tra il cuore e il ventre,
luoghi che sono fonte di rinascita
senza che lo sappiano,
luoghi che sono tuoi lo stesso, anche se non li vedi,
e quando li vedi sai già chiamarli con il loro nome.
Certi luoghi, che ti viene solo voglia di metterti in ginocchio
e lasciarti sopraffare
dall'incommensurabile bellezza dell'eternità che è in essi.
Ci sono luoghi dove inizio a sentirmi Poesia, io stessa.
Ci sono luoghi, come quei luoghi che ti senti viva viva
e il cuore batte forte forte fin dentro le orecchie,
lasciandoti sopraffatta alla vita,
tra l'impeto di un galoppo ed il fischio assordante.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: FlorYana  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il dolore scava
dentro al cuore,
manca il sole,
mancano parole.
Cristallo in frantumi,
il silenzio ingoia i suoni.
La paura è oscura,
duri sono i giorni,
duri i pensieri.
Non c'è Alba
non c'è tramonto.
Non c'è sogno
ne sonno.
Buio pesto li davanti
pugni stretti,
lacrime bruciano
ricordi.
Manca tutto
qualcosa dentro
spazzato via
In un momento.
C'è solo il pianto.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Protesta

che vita è questa ,

di valore cosa resta,

mamme che danno alla luce creature,

e poi gli fanno atroci torture,

bruciano col peccato un valore così forte,

dando prima la vita e poi la morte,

pedofilia  nascosta nelle scuole,

davanti a questi orrori

non ci sono più parole,

protesta

 non c’è più niente di umano,

spaventa pure il vaticano,

ed io lo urlo ad alta voce,

che Dio scenda dalla croce,

basta con questi massacri,

in fiamme anche i luoghi sacri,

il bullismo che devasta ,

e nessuno dice basta ,

donne violentate e spaventate,

non protette e poi ammazzate,

protesta

 seviziati i nostri diritti,

e quelli al potere stanno zitti,

corruzione in tutti i settori ,

sempre più suicidi e troppi dolori,

protesta

facciamo qualcosa,

la vergogna è spaventosa,

politici che regnano nonostante la tempesta,

perché chi sta bene non protesta,

uniamoci tutti per farla finita,

rendiamo dignitosa la nostra vita.

 

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: GENNY CAIAZZO  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quel Cristo
che non più vedi,
mentre costeggi i marciapiedi.
Quell'uomo fatale
seguirlo per te non vale.
Tanti impegni grandi
chiede al tuo orgoglio reboante;
il suo messaggio è tanto provocante.
Il Crocifisso
è sempre adagiato sulla parete.
Due occhi chiusi
in corpo martoriato
non smettono di vedere.
Il Figlio dell'uomo
quando verrà,
vedrà qualcuno
indossar abito elegante
per banchettar alla sua mensa?
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.




Quattro i minuti, quattro vite
le volte fino a che

il coro castiga oracoli
recide rami, tronca di netto
trascina gli arti, libera
danze di pietre

montagne di umori brillano
in fondo alle comete,
siepi di biancospini
spine di neve
vestono cimiteri a valle

nebbie emerse in eterno
da radici estinte,
notti di madri sveglie
quando i bambini dormono
con le paure cucite nei pupazzi





1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

La mia vita imperfetta,
dentro questo involucro di carne
e nervi si infrange,
si rompe livida contro la mia anima,
e lei ne esce ammaccata.
Sono stanca di respirare aria soffocante,
e riprendere il cuore tra le mani,
Puo pulsare senza paura,
per poi lasciarlo cadere e vederlo frantumare.
Ma non ho vie d'uscita,
solo teneri rimpianti,
sono come stormi di rondini
che sfrecciano alte nel cielo,
e distolgono lo sguardo dal vuoto.
E se pur viva, io non vivo,
lascio scivolare sulla pelle tutta la pioggia,
che arriva, e mi sento oramai
una parola da non pronunciare.
Il silenzio forse sarà la mia guarigione.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Anmò anmò d'april

ma l'è ancamò mes

"del dulc drumir",



da magg sa po tacàr

a mangià magioster

da sagur senza maggia



s'el gust te ciapa

i tensiun sa smorzan tucc

l'è cuma ... pizzà 'l ciar



magia tra i dencc

el savor s'impizza

... sa fa da fiuur.



Fan diventà fiulasc

par vagan in giostra

i magioster in boca



senza incorgess

ca in dree

per vèss mangiò



chel alter no ...

foeura d'agost,

san propi de nagòtt.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scambio, deviatoio, proprio così!
Scambio di idee, di sentimenti,
di sensazioni, di affetto e cortesie,
ma anche di amore, musica e poesie!

Come lo scambio delle ferrovie
devia il percorso dei suoi treni,
così la vita devia il nostro percorso
ma dove ci porterà, senza rimorso?

Non guarda in faccia, non si fa scrupoli,
vola e scorre sui suoi binari,
non ha una meta, non sa dove andare,
è senza pudore e non sa cosa fare.

Depravazione, arroganza, prepotenza,
avidità, ingiustizia, vendetta, ipocrisia,
inganno, tracotanza, rigidità e violenza,
ma dov’è  la dignità, l’orgoglio, la coscienza?

Se ricevi uno schiaffo, porgi l’altra guancia,
se qualcuno ha freddo, dagli il tuo mantello,
non scansare chi ti schernisce, ama chi ti ha odiato,
seguimi nel regno del Padre, è li che sarai amato!

A cosa è servito l’insegnamento di Dio,
a cosa è servito il sacrificio del Figlio,
l’abbiamo forse scordato o forse ripudiato,
dov’è  lo spirito umano, l’abbiamo abbandonato?

Meditate gente e lasciate questa strada
perché questa è la via della rovina,
la strada della perdizione, del fuoco eterno,
la fine del mondo, la via che diritta porta all’inferno!

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giò For  

Questo autore ha pubblicato 118 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cercavo in uno specchio
il mio tramonto
e più mi avvicinavo
e ancor meno mi riconoscevo.
Cercavo in uno specchio
la mia bellezza
il mio amore e la destrezza
di campi sconfinati sotto la pioggia.
Ma gli occhi tradiscono
come il nemico dentro la trincea
sono ladri e assassini d’avvenenza
e nonostante il fuoco e le spine sulle ciglia
disegnano sul bordo appartenenza.
Cercavo in uno specchio
il mio riflesso
e invece ho visto il mare scuro della notte
ho visto il volto di mio padre e la marea
luci ataviche di illuminanti idee.
Non so bene per qual motivo
quel giorno mi scrutavo
ricordo però che all’improvviso sono fuggito
ad inseguire come ieri la mia onda
nel dirompente Oceano
di illogica presenza
lì dove giace nel fondale ancora in vita
il mio cuore e l’utopia
la fame, il pensiero e l’Anarchia.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

Questo autore ha pubblicato 287 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un giorno per meditare
è come un altro giorno per amare...
Perchè solo chi pensa molto può capire
chi ti sta davanti e apprezzarne
i pregi e i difetti...
E mentre i primi si apprezzano
gli altri si possono correggere
con l'aiuto dell'altro.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ReginaD'Autunno  

Questo autore ha pubblicato 32 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ti amavo in quel letto cosparso di sale,

ti volevo sapendo che mi facevi del male,

nascondevo le lacrime e ti sorridevo,

perché stare con te era tutto quello che volevo,

le sofferenze erano lividi sul cuore,

ma tenevo il dolore per questo assurdo amore,

mi guardavo allo specchio e non leggevo un senso,

schiavo dei tuoi occhi mi perdevo nell’immenso,

sterile quel coraggio che non ho mai avuto,

il demonio dagli occhi belli l’ ho sempre voluto,

svuotavo la ragione per non voler vedere,

più ti amavo e più ti davo potere,

e fino alla fine ho tenuto gli occhi chiusi,

sanguinando dal dolore tra ferite e abusi,

adesso che mi hai perso e non puoi più tornare,

non trovo una spiegazione per non averti saputo odiare.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: GENNY CAIAZZO  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La vendetta
è una giustizia nobile e settaria.
Denominazione di figura mitologica
non altera l'essenza originaria.
Fonte: la colpa dell'uomo.
Accalappiato dalle passioni;
putrefatto da trame amorose
contorte e poligamiche
votate all'egoismo del piacere.
Nemesi:panacea catartica;
rimedio che deterge la sozzura
dell'uomo
restituendolo alla originaria purezza.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

È un telefono che non suona

Mai,

e tu aspetti i tuoi amici,

che ti hanno dato bidone,

e hanno preso il volo,

e tu senti infelicità,

li aspetti, fino a tardi

e continui a sperare l’impossibile,

e intano il tempo passa,

e si fa sera;

infelicità e non sapere come colmare

il vuoto,

non sapere dove andare,

che fare,

e la giornata è un peso che non passa più,

non sai che dire,

dove andare, e

hai un dolore dentro,

ti tieni il segreto,

mentre vorresti urlare al mondo,

che non sa.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Dopo aver parlato a bassa voce al cassetto

della sua scrivania sotto la finestra aperta

sul parco, un’amica lasciò arrivare col vento

una virgola del suo bel narrare ricoperta

da un impermeabile color della mia matita.

Così ho ascoltato il vento cercare la pioggia.

La rincorreva oltre le cime bianche, tra i vicoli

dei borghi approssimati, lungo la piccola roggia

e i corsi d’acqua prorompente, sgorgante da

sorgenti ghiacciate, come le mie mani, limpida

come gli occhi di chi non teme d’esser giudicato.

La cercava, stanco di soffiare, farsi timida

pioggerella per potersi addormentare, con lei

che sapeva suonare come nessuno mai i tasti

del suo pianoforte e tradurli nel perdersi, magari

anche solo, nel seguire il volo con i suoi contrasti

di un uccellino, lento e poi veloce… lei che aveva

mani di cristalli, chicchi gelati, e cuore di zampilli,

delicati, come la notte e impetuosi come tempesta.

Perché ci si ama così, come tra corde di violoncelli

sfregate follemente, nel suono denso della tormenta.  

Come la disperazione di chi sa d’amarsi oggi e mai

più, di chi sa cos’è l’amore e non sa come fuggirne.

E la cercava inconsolabilmente, e miseramente assai

pregava di non incontrarla… perché ogni volta era

come morire: non ci si può amare nella disperazione

di una tormenta, no… ci si ama disperatamente, poi,

disperatamente si muore nell’adagio dell’esecuzione.

E' nel tiepido pomeriggio di una giornata tra nuvole

e sole, tra aurore e tramonti lenti, mai roventi…

forse è proprio così l’amore… lento… quel che resta

del vento e la pioggia non serve ad occhi noncuranti.

Occhi dimentichi con foglie turbate, stupite, giacciono

inermi nel palcoscenico di un letto umido

e disfatto, abbandonato in tutta fretta dopo la tempesta.

Già, l’amore no, è un valzer lento… si vive del brivido

di passeggiate sulla battigia, accarezzati dalle onde,

lente, o foglie d’autunno come giacigli nella limpidezza

di una notte stellata, lenta… minuti come ore, ore lente.

E margherite soffici che si aprono come una carezza

ai primi raggi di sole, così…. lentamente, mattine pigre

davanti a un caffè e macchie lievi di mascara sul cuscino.

E lentamente mi sfiori la mano, sorridi ai miei occhi, ti

ci riconosci, e io nei tuoi trasparenti, come d’un bambino.

Può la trasparenza di un lago eguagliare

la profondità di un mare in tempesta?

Un’esistenza divisa in dodici stanze in cui in occasioni

molteplici lasciamo qualcosa di noi, da ascoltare senza

chiedersi cos’è… lentamente… come la musica,

che è la traduzione sonora delle nostre pulsioni.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Il  gatto in questo momento

dorme quieto sul pavimento

 

Strano pensa il cane:

“E’ Pasqua non Natale”

 

L’umana parla, parla alla rinfusa

e il gatto dorme facendo le fusa

 

Il gatto sa di averla fatta grossa

il cane: “ Che abbia mangiato delle ossa?”

 

L’umana  la colomba sta cercando

“Perché il gatto sta scappando?”

 

Al cane viene un sospetto

e veloce guarda sotto al letto

 

Ecco dove l’ha portata

per quella vera l’ha scambiata!

 

Ora l’umana va fuori di testa

così si rovina una festa!

 

Che gatto dalla strana forma  mentale

ma gli voglio bene a Pasqua come Natale!

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Barbara  

Questo autore ha pubblicato 111 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.