Parole stonate

Mosse da fili dell’indifferenza.

Sul selciato della vita

calpestii di passi sempre più lontani.

Parole cadute come petali di rosa,

spine lasciate alla luce ad essiccare.

Cadono le illusioni.

Un freddo inverno congela gli ultimi sogni.

.

La vita spesso matrigna

tortura chi vuol guardare il sole.

Restano in cielo nubi scure

dal capo rivolto.

....Sulla terra, polvere

coprente barlumi di vite.

 

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Profilo Autore: silvana1  

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laveria brassey naracauli

Son nata a Naracauli

la mia casa non c'è più

qualcuno l'ha distrutta.

Uomo, tempo e incuria

han spento tutto,

solo la miniera

nell'incanto vive

testimone di gioie

fatiche e sudori.

Cimeli d'un passato

giacciono in rovina

tra pietre frantumate.

La natura si ribella

prepotente rifiorisce

emanando i suoi profumi.

Son mentucce, lentischi

giunchi, ginestre,

euforbie e tamerici

a colorare ricordi

d'un infanzia lontana.

E quel mare testimone

di gioie e tragedie

di minatori e pescatori

continua a brontolare,

mostrando la sua forza

senza ragioni o torti

rotolando e accarezzando rena

dorata come il sole.

Modellate da un Dio scultore

son le dune che ho nel cuore,

trascinate dai maestrali

non soccombono agli strali

impietosi della vita,

mirando albe e tramonti

continuano a mutare

per i vivi e per i morti

come fossero risorti.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Giallo profumo
di strade inondate!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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E ti disfi del mio cuore

come fossi una bambola senz’anima

piegata allo squallor dei tuoi desideri

ed il silenzio delle tue mani sulle labbra

mi si spegne prepotentemente addosso

sporcando i miei labili sensi.

Ecco straripar nei miei occhi

il tuo vocabolario di violenza,

nel battito di un no impotente

che gioca esausto al ribasso.  

Hai strappato la mia vita

come i petali ad un fior

ed ora giaccio su un letto di schiaffi,

il mio corpo è lavagna dei tuoi peccati

venduto al mercato dei piaceri

e mai più rincaserò

da questa sporca solitudine

cucita addosso alla mia sorte,

perchè non ha più senso elemosinar

l’alba delle tue bugiarde promesse

in un ricatto di brividi e carezze.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Audio

Mia aura dove tu sie non cognosco,
veggo di te sembianze remote
'sì rosse di tramonto in tue gote.
Fui io a sfiorare dulci mani
e d'esse non toccai palpiti.
Rifuggisti pel sentiero del maggio in fine,
che petali sparsero lacrimanti note
e leggii piegaronsi alla voluntà non disiata.
Or solingo migro il randagio passo
non scrutando oltre un defunto masso.
Son scritti parvi d'inchiostro
che l'alma a te più non mostro.
Di beltà non m'abbevero in codesta forma
nel rifugio mio non consta fonte d'acqua scrosciante
e par che oramai nell'occhi tua vita s'addorma
che versi son solo rimembrosi pianti.
D'imago s'adorna la mente
e sorriso mesce jorno
a terminare del canto il ritorno.
Te priego amami ancor amor mio andato,
non in voluntade ma in grazia espressa
pria che membra appaiano in forma defessa,
pria che luce sorga dimani
lascianno del novo fin di maggio
in trascorsi vani.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Com’è caduca  la geometria

Gli esseri - e le cose

Nell’immortalità  -loro- provvisoria.

-E com’è  caduco il poeta

Nell' immortalità –sua- superba

Nella  sua perdita d’identità.

-Ora vedo lo smontamento di Orfeo

Ad opera delle Baccanti

Ed è pura disfatta.

-Nel silenzio monacale

    E’ tutto il  lutto  di ciò che potrebbe essere

E invece non è.

- La fervente decomposizione -tutta-.

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Profilo Autore: Hera  

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Quieta l'aria del mattino sfugge piano ai miei pensieri
scendo solo su un pendio aggrappato a bianchi sassi,
colgo spesso dalla terra fiori rossi non sinceri.
Provo sempre con ardore a ritrovar i giusti passi,
gli occhi sono spenti e il cielo ormai s'offusca
un'ombra sul cammino nasconde la paura
difficile è il sentiero e la strada si fa brusca
stride forte il mio passo incollato su quelle mura.
Scorre lento il tempo delle emozioni
alta sorge una torre a spiare il paesaggio,
ricolma è la mano d'un turbinio di sensazioni.
Un ramo secco si spezza al mio passaggio
e un tuffo al cuor rompe le pulsazioni
come a mandar triste messaggio.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Sei una follia
non capisci e non vedi
i colori belli che ti stanno
vicino li mescoli con quelli scuri
non comprendi d'esser tu
ubriaca di vendetta tempesta
marina vuoi conoscere le cause
di quel male che nuoce
ad una matita ma sai
conosci il motivo
di quel disturbo che riaffiora
lentamente tacendo
tenendosi stretto un cancro
da troppo tempo
sopportato. Protesta, facendosi
accompagnare dove vuole
senza far riposare
e fa bene. E' soltanto così
che può farsi vedere
da te, che poco ascolti
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Profilo Autore: poesie profonde  

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images 29

Nel sigillo del tempo
rallentano memorie,
non seguono più
correnti del pensiero.
A intermittenza s’accendono
e all’imbrunire s’arrendono
nell’opacità d’uno specchio riflesso
nella fossa d’un grigio cemento.
Stenti e solitudine presenti
a lacrimare iridi assenti.
Sono volti scavati,
solchi profondi e scuri ,
sanno di rame invecchiato,
han perduto l’originario splendore
di quando al desco tutti
s’abbuffavano
e col prosit brindavano.
Il passato è andato,
dimenticato dal presente.
Ora passato e presente
vorrebbero amore,
quell’amore
che non andranno a caritare.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Aspetto l'ora giusta.

Persisto nel distanziar la morte,

accetto i pegni che sono da pagare

in un percorso avido di prove.

 

Dimmi, intanto, che sembianze hai,

se sei da immaginare mia coscienza,

se è soltanto sciocca confusione

vedere in te la cara madre mia.

 

O forse tu sei me, piccolo uomo,

quando lanciai la prima sfida

a fare carne di quei primi sogni

dove spiare la trama del romanzo?

 

A sera, nei momenti che mi avvito

alla ricerca dell'angolo migliore,

ti parlo, angelo mio, e poi ti invoco

per essere sicuro che ci sei.

 

Intanto che decidi di mostrarti,

del tuo respiro dammi un cenno,

disegna là sulla parete azzurra

gabbiani che sorridano di me.

 

Ti prego, non contare troppo

sulla promessa che mi sono fatto

di coltivare vita più che posso

perché del non morir mi illuda.

 

D'accordo, continuo a guardare stelle,

nel cuore incastro flussi di marea,

ma rassicurami, fa' presto!

Anch'io ho paura!

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Un giardino di fiori
e pensieri che aspettano
il giorno seguente.

Una casa s'illumina,
linee confuse appaiono.
L'alba nuova nascerà un'ultima volta.
Un giorno qualunque,
in un anno qualunque,
d'una vita qualunque.
La vita d'uno in quella di milioni.

Dall'alto voli anonimi
e morte
e terre falciate nelle viscere.

Colombe senza ali,
canteranno melodie di morte.

Ucciderai te stesso raccogliendo
petali recisi,
In silenzio,
per non far sentire l'apocalisse intorno,
maledetto Uomo.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Suona per noi

questo violino che ho scordato

sull’uscio indifeso di me stessa

e d’improvviso con la mente,

danzo come un tempo

fra i campi di cotone

come la magia di una stella

caduta dal cielo di maggio

ed il vento mi ricuciva l’anima,

era quel carillon dimenticato

che un tempo eran le tue braccia.

Ed il riflesso

d’una coreografia d’orizzonte

tagliava in due una nostra vecchia foto:

mamma, contavo i tuoi biondi capelli,

parevan raggi di sole che sfioravo

come fossero sogni di cristallo

e tu, solo per me, lacrimavi una nenia

di fate, principi e cavalieri.

Mi manca mamma,

disegnare i battiti del tuo cuore

che musicavano un orologio di storie,

mi mancan mamma

le tue mani stanche, come pane di luna,

perdute nella sartoria dei tuoi affanni,

mi mancan mamma

i tuoi occhi verdi, come scampoli di mare.

Ecco chi sono io:

una piccola conchiglia abbandonata

sulla spiaggia dei tuoi ricordi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Suprema in viola, predatrice 

l’aura che offusca

quando passa sola in cammino

da altezze funamboliche d’odio 

silente nel manto, scostante 

e cieca, d’un oppio di duramadre

-un’orgia di nicchia che arride dagli inferi.

Vorresti raggiungerla, carpirne il sottinteso,

le punte chiodate delle iridi.

Amarla e detestarla

scolpirne la statua d’altera

il suo graffio intangibile

come la morte quando spigola 

dietro l’esasperante veletta.








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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Frivole violette

in mazzolini raccolte

a finger giardini su petti di dame.

E Cupido si distrae

lancia frecce in ogni dove.

Così d’amore colpisce

seppur non trova cuore.

 

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Profilo Autore: Ibla  

Questo autore ha pubblicato 183 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Violini le tue labbra

soffocati nel silenzio,

mimose affaccendate

le tue lacrime accasciate,

donna nata dal cielo,

sei vento d’alfabeti

che l’uomo non comprende,

chiave del suo petto

che d’amor s’accende.

 

Carillon di dolce luna

è la curva del tuo grembo,

fame d’acerbo orizzonte

l’eterno grano delle braccia tue,

donna nata dal cielo,

scorda il tuo ritratto d’anima

chi gioca al ritornello del possesso

affrancando il tuo nome

ad uno stupido battito d’inverno.

 

Donna nata dal cielo,

telefona alla memoria del mondo,

annodati al petto d’una coscienza

che osi sfidar un’emorragia di violenza,

che non osi spegnere il tuo corpo

come la notte il respiro del sole

e più non sporcheranno i tuoi baci

quei portafogli schiavi del peccato.

 

Donna nata dal cielo,

t’aspetto vestita con sguardi d’amore.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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