è così che le orme si danno correnti
vola lontano,
cerca i ricordi
cerca il perdono.
Semplici perle
su colli lunghi,
gioie, dolori
come le stelle
nei sogni.
Stringi le spalle
un duro muro,
forte barriera
contro il futuro.
Denti più bianchi
sormontato labbra,
occhi bagnati
contro una spada.
Ombre sul viso
non è finita
dolce riposo
scheggia impazzita.
Ecco la scia
di un mondo fatato
dietro la facciata
tutto è perduto.
La luce fioca
segna la strada
buche profonde
c'è una discesa e
una salita.
Apri il pacco
spedito dal nulla,
regali o sogni
spaccano la noia.
La vita è un dono
non lasciarlo andare
chiudi forte gli occhi,
continua a sperare.
Abiti ancora nelle piogge del silenzio?
L’anima mia rincasa dai tuoi sensi,
s’accende in pentagrammi di giglio
e sei quel pomeriggio dimenticato
in spremute d’orizzonte,
quel compleanno di giuste parole
abitato dai naufragi del cuore.
Cielo scalzo di ricordi
s’annoda ai miei occhi
come furto di un respiro,
come grammatica labiale
d’un bozzolo d’eco:
son solo io a lacrimar
sul mio tempo perduto,
su un battito di neve
che ferma l’infinito.
Attonito dalla finestra la guardo,
D'un tratto si volta, cara m'invita
Nel letto suo sudicio e beffardo
sporco del seme d'amanti fuggiti
nella nebbia insana cercando ancora
l'odore dei corpi loro impazziti.
Lei con le labbra mi sveste, divora
i sensi. Appena smette di ansimare
Si riveste e il ricordo mio cancella;
Il tempo di amarla ed è già sparita.
Qual bellissima puttana è la vita!
ma una puttana talmente bella
Che dimentichi il prezzo da pagare.
L'oprar della tua smania
parvemi insana gelosia
in vestigia ossequiose
d'un vile malandrino.
Nel tuo vociar mellifluo
dal sentor vischioso
apria baratro insidioso
d''immondo tuo peccar.
Insozzasti l'arte
con mera ipocrisia
di facezie ardite
ti forgiasti spia.
Vade retro
banale costruttore
maligno imprenditore
d'un regno senza trono.
Assaporo la notte
coi rumori pacati e
i suoi silenzi assonnati
Odo suoni
curvati dal vento che
arrivano timidi
come echi lontani
Un cane che abbaia
una sirena insolente
Mi prende una
solitudine antica
sperso tra sogni e
pensieri che la
pioggia lavera'
.........devo trovare un
antidoto al veleno
di questa esistenza
nella notte..
Qualcosa che cerchi,
perché è essenziale,
come respirare.
Qualcosa che ti entra
nel profondo
e non puoi farne a meno.
Le tue carezze,
mi raccolgono in un vortice
di dolcezza.
Esse profumano d' amore.
Tra lenzuola stropicciate
e sguardi segreti,
le nostre mani si cercano.
Assaporo come fiume in piena
le tue labbra,
che cercano ogni angolo nascosto.
Sono un fuoco che brucia,
fino a spogliarti di ogni tuo peccato!
con grandi sforzi
privilegiando il segreto.
Fragile la voce reagisce
dinanzi ha eventi imprevedibili
che stravolgono l'esistenza.
Nel silenzio manca la certezza
del pensiero di noi stessi.
Non vorrei cambiare
per un istante d'amore
ma superare gli ostacoli.
Chiedersi...
Cercarsi...
nel destino di noi stessi.
Vorrei sì cambiare ogni ostacolo
che mi sembra così difficile,
abbandonare quell'incertezza
che mi perseguita .
In quel silenzio che diventa un peso,
un enorme gabbia per cuore e anima.
Ritrovare il coraggio di tornare ad amare,
alzando gli occhi al cielo
in cerca di pensieri fiduciosi .
Calmarmi di nuova fiducia per me stessa,
donare nuova armonia al mio presente.
Anche il mare ha i suoi silenzi
in questo orchestrar dei giorni
stipato in acquerelli di nuvola
ed uno sbadiglio di giglio s’acciglia
ad ogni compleanno di luna
come frammento d’arpa terrestre
scivolato sulle labbra indifese.
Spettino questo cielo di marzo,
disarmo il sillabario del cuore,
eccomi, fragile pagina al crepuscolo
riflessa nelle segrete del tempo,
son violino scordato
posato sull’uscio di una finestra.
tenute troppo a lungo prigioniere
tra le pieghe delle vostre fantasie.
In fondo, rimuovevano magie
al solo scopo di destare sogni
o arcobaleni per amar colori.
E inoltre :
liberate le belle principesse
che ora v’affannate a far marcire
dentro i letarghi dei vostri cuori.
In fondo, giocavan con l’amore
al solo scopo di produrre sogni
o storie per rasserenare genti.
Così ho deciso!
Dite la vostra che io dico la mia,
la televisione è quasi tutta porcheria,
diventano famosi individui senza arte e cervello
Gettati nella discarica del Grande Fratello,
reality dove il nulla è costante
una casa ridicola e imbarazzante,
salotti tristi e noiosi
riempiti di Gossip scandalosi,
alcuni vengono chiamati opinionisti
un'offesa per i veri artisti,
spariti i vecchi varietà
questa tv è solo oscenità,
impazzisce il telecomando di casa mia
dite la vostra che io dico la mia,
giri e rigiri ed è tutto banale
hai sempre voglia di girare canale,
autori privi di idee e ormai disperati,
approfittano della follia di Pamela Prati,
la gente ne parla quel matrimonio persiste
Mark Caltagirone diventa famoso anche se non esiste,
Uomini e donne lancia tronisti palestrati
E le trasmissioni si riempiono di belli e sfigati,
ormai chiunque diventa vip in questa tv di pazzia
dite la vostra che io dico la mia.
-gheriglio spaccato
disgiunto alla crepa-
Creami un sorriso aperto
a impacchettar di mallo secondi sudati
Brucia l'eternità assopita a spalmarsi tra spazio e corpo
L'umido raccoglie il respiro delle ventitre
Resta un portafoglio chiuso
l'identità nascosta in borsa
ove la cerniera aggancia maldestra
fili a comandare braccia
della gioia e del pianto.
Non esiste l'immenso
la forza e le ferite,
esistono i passi
e la fiducia
della vita
troppo breve.
Svegliarsi e
dimenticare di aver paura
nascondere i sentimenti
fuggire via del male
senza voltarsi indietro.
Spegnere quel profondo senso di vuoto,
quel dolore
che esiste e non guarisce.
La fragilità che trasforma
l'odio in amore
prezioso profondo sentimento
che attraversa la vita.
famelici, un'aquila mi divora
il fegato. Ma cosa potrei farne
adesso che il volto mi si scolora?
E gli avvoltoi ignari e tetri uccelli
la tavola imbandiscono di pezzi.
Parole come lame di coltelli,
Li tagliuzzano sanguinanti e grezzi
Ed usan l'ossa mie come forchette.
Prendi i miei pezzi, Aquila, e vola
divorali nel tuo nido e consola
I piccoli tuoi nell'urlo amaro
della notte, poi falli tutti a fette.
La natura non ci dà altro riparo.
Come mai così
questa notte hanno aperto
la porta del cuore
e nel buio hai sconfitto
ogni tua ipocrisia.
Cosa pensi di te
del tuo nuovo cuore
hai tagliato il traguardo
dei confini dell'amore.
Come stai così
sei più forte del vento
ed il giorno comincia a guardare
la luce del sole
e ora lasciati andare
come l'onda del mare
trasporti i tuoi sentimenti
nel profondo dell'anima.
Ora non vuoi perderli più
e lo sai come mai è così...










