solo uno,
futili parole
immagini senza senso.
Ragionamenti, consigli
non prendono piede,
quello che conta è
sapersi divertire.
Un bel primo piano
un cespuglio di parole
catturano l'interesse
ma non fanno pensare.
Libri, racconti
solo pura noia,
al posto del talento
una vita frivola
passerà alla storia.
Sono solo.
Anche in mezzo a milioni di fili di erba, di insetti, di pioggia.
Sono solo anche quando sorrido
attorniato da gente che mi abbraccia, mi bacia, mi stringe e mi entra negli occhi
senza chiedere permesso
non so come facciano.
Vi ho visto dall’alto
volavo
non so come sia successo.
A vedere bene non so un sacco di cose che mi accadono.
Comunque
è vero che dall’alto le cose appaiono diverse.
Laboriose formiche entrano ed escono da cubi di cemento
da parallelepipedi di lamiera
da altre numerose forme geometriche artificiali
Entrano ed escono…
a volte entrano e non ne escono più.
Affannati in cose che sembrano importantissime e di vitale importanza
mancavo io... ed ho pensato
se tutti volassimo e vedessimo il mondo dall’alto
svuotato
esso girerebbe comunque
anche se quel pallone rimbalzasse più volte per terra senza che fosse calciato da qualcuno
anche se quel biscotto non venisse prodotto.
E poi, nel mondo svuotato, con tutta la gente che volava intorno
mi sono visto giù in un prato immenso
non so come sia successo…
Guardavo in alto e vedevo tutti in volo 7 miliardi di persone …ci pensate?
E io solitario nel mondo
non mi sentivo più solo,
forse - questa è l’unica cosa che mi sembra di capire come sia successa-
perché finalmente ero con me stesso.
Il cielo soggiorna
sugli emisferi del cuor mio.
Oh vita che schiudi i miei giorni,
in un gioco d’illusioni,
come il bozzolo d’una giovane farfalla,
raccogli l’abaco del mio dolore,
addizionalo al vento
come una lanterna d’orizzonte acceso
e poi ricuci la caraffa dell’amore,
non t’accorgi che manca il suo diverbio
al vestito del mio stupido silenzio?
Oh vita che come lacrima ti consumi,
naufraga finalmente fra le mie braccia
come il mendicar d’un senso perduto
e nei tuoi alfabeti ritrovato,
scrivi pure il diario inconfessato del mio tempo,
t’aspetto, oh vita, come autografo
d’un cielo intriso di poesia
che nasce sul mio petto.
Il catrame divenne importante
perché se ne poteva trarre lavoro
Ne profittarono i petrolieri ma anche gli speculatori.
Giunse la notizia di un Che morto.
Il ministro divenne Cristo.
Con pallottole nelle mani e costato.
Poi le generazioni coprirono la prassi con l’asfalto
i Maya calendarizzarono l’ assenza di storia.
Nei tuoi abbracci ho imparato le parole
silenziose che scrivono nella solitudine
i versi delle tue poesie.
E a volte a volar basso per sopportare
meglio il peso delle mie nuvole
nei cieli delle tue malinconie.
I tuoi occhi mi hanno insegnato
a camminare con le mie suole, e le tue mani
a ritrovare sempre casa a ogni mio rientro.
Nel tuo abbraccio ci entro d’adulto, mamma
e ne esco bambino, tra le tue braccia
so di potermi fermare a tremarci dentro.
Parvenza di un sorriso
Che nasconde il pianto.
Finzione e illusione,
Riparo di un cuore Infranto.
Ilarità simulata
Tra effimere comparse
Che svaniscono così
Come sono apparse.
La maschera è l involucro
Della solitudine e della vacuità.
Prodiga sogni e leggerezza
Con abilità.
Fugace gioia perché un
Amore non muoia
Nella noia.
Un Amore artefatto
Che veste i colori
Di Arlecchino,
Col suo fare biricchino.
Che a carnevale dispende
Gaiezza.
Poi a casa si toglie
La maschera, e ritrova la sua
Tristezza.
Mi assento dai giorni
come crisalide inesperta
dal suo bozzolo infecondo
e mordo naufragi d’anima
taciuti alle narrative del dolore,
licenzio gli spettacoli del mondo
dal vuoto delle mie prigioni.
Non abito più con me stessa
in questo scarabocchio di solitudine
che diversa mi etichetta,
ora gioco ad anagrammar
il silenzio delle mie paure,
vesto di poesia il mio fragile io
e nulla spoglierà il battito di un cuor,
neppure questa mente buia
affaccendata d’illusioni.
vago apolide senza una meta
recitando salmi sacri per me stesso.
Al buio cammino e vedo il nulla
mascherato durante il lungo giorno
dai profili di beni artefatti.
Spendo le mie monete senza valuta
gettandole in un mare abissale,
consumo canzoni urlano al vento,
unico amico in quanto compagno
lieve, seguace fedele del remoto;
e dedico questi versi apocrifi
ai lettori insaziabili del vero
detrattori dell'immateriale puro,
anelando che trovino autentico
il senso grave contenuto nel Vuoto,
colui che spietato mostra con malizia
la falsità nascosta nel corporeo.

Ti ritroverò.
Nelle agonizzanti sere
tra profumi speziati
della nostra collina
osservando un tramonto d’incanto
mi sovviene il ricordo di te.
M’ insegnasti ad amare
in quello che fu il nostro tempo.
conducendomi oltre l’eternità,
nei magici momenti
imparai a volare con te .
Nel miracolo dell’amore
costruimmo il nostro ieri
trascorso come un treno in corsa
che non sono riuscita a fermare.
Ora so che in un’altra vita
fermerò quel treno e ci salirò,
t’incontrerò e t’ abbraccerò,
sorriderò e piangerò di gioia con te.
Il nostro amore rivivrà
spazzerà il dolore
che ci ha straziato l’anima
privandoci del nostro oggi.
Aspettami amore
ti ritroverò, ovunque tu sarai
ti ritroverò …
Oltre il tempo , oltre la vita.

Un sol respiro ad unir bramate percezioni,
matite a calcar su foglio bianco
essenziale materia colorata a
dipingere un giardino di libellule e falene.
Pensieri oltre l'emozione, oltre la sensazione,
oltre l'essenza a divenir essenziale ed
imprevedibile, inafferrabile pensiero.
Cavallo a correr nella prateria e
sbizzarrir di fantasia la mente.
Prodigare in sospir di pianti e risa e
pensieri ad invader lo spazio
occhi e vocii in presenze astratte
inafferrabile sensazioni a crear visioni
favole in turbinio di vento e
al tempo ritrovar profumi.
Oblio ad accarezzar l'immaginabile e
nel fievol fluir a percepir il percepibile.
-Straripano orizzonti
che non riesco a scorgere.
-Straripano -
poiché bugiardamente ci affermiamo
togliendo grazia alla natura.
-Straripano -
per il completo distacco da se stessi
senza la traboccante ricchezza degli istinti.
-Straripano -
senza eternità,
e per il surrogato di ogni di felicità.











