Amami.
In oscure e grigie materie che
il color che da alla mente
rende la ragione piena.
Odiami.
Per quelle oscure e grigie forme che
rendono me reo dell'anima mia.
Stringimi.
Per quell’oscuro e grigio fato che
fa di me l’essenza,
che in te dev’essere racchiusa e salda.
Amami, ancora.
Per quell’oscuro e grigio indotto
che verbo non ha mai potuto
conoscere;
Ma ha potuto rappresentare
l’Anima tua,
nel combattere
e vincere
l’oscuro e grigio mio
Essere.
che il tempo sedimenti il tempo,
che il mestolo nemmanco magico
completi a modo suo l’ultimo giro
ed impasti a tipo grande chef
gli odori persistenti del presente
e i sapori controllati del passato
per poi unirli in una sola età.
Solo allora, vispo mi sdraierò
nel metro quadro dell’antico orto
per mutarmi in girasole monco,
i petali da rifiorire tutti.
In questa lunga posa benedetta
guarderò senza paura il sole,
farò le giravolte che lui detterà
e mi offrirò al rebus del futuro.
E tutti i giorni rifarò la spesa
scegliendo gli ingredienti basilari
per conservarli sempre freschi
nell'attesa dell’attesa del rito.
Bagagli di blu
lacrimano su bucce di mare
come virgole mute,
tempesta di sterlizie
ad affamar nudo dolore
in un canto crepuscolare
a ricamar le nuvole.
Crini lunari m’abbigliano
alla legge del creato,
violini di settembre
a cucir le mie sere.
L’Ottava è costituita da otto versi endecasillabi, struttura ABABABCC
Adoravo ascoltar il rumore
della carta, fino a che udii
il suono che fa leggerti il cuore
dacché imparai a fidarmi un dì
dell’angoscia dentro a quel colore
che ha la notte nel bemolle d’un si
per flauto mentre ritraggo pensieri.
Visione nel cielo degli artieri.
spesso assolate
come spiagge dorate
Conchiglie variopinte
mi appaiono i tuoi occhi.
Vivo di questi istanti,
nascosti nello scrigno
dell'immaginazione.
A frugare nei meandri
Dell'Anima!
Con nuovi mondi
tra le mani
sporche
di passato!"
Adesso costruisco un cuore con le mani
lo punto dritto su nel cielo
voglio vedere l’effetto che fa
là in mezzo alle nuvole
poi aspetterò che piova
per mescolare la pioggia con le nuvole
dentro quel cuore.
Ho questo desiderio
nei miei milioni di sogni
e non ci sto nella pelle
il mio cuore tra le mani
ad intrappolare il mondo in un momento
e poi fotografarlo
nel cerchio della vita
per renderlo importante
ad ogni sguardo stupito
dall’impressione.
un gemito sospetto
è un pianto impotente
Cala il buio
nel cielo d'oriente
L'alba diviene giorno
e lo sconforto è globale
Sull'orlo del pianeta
una corona
né d'oro né d'alloro
Il virus non conosce frontiere
in un bagliore la paura sopravviene
Il clima surreale
impedisce di vivere
Aria di attesa
di cuori in quarantena
che presto finirà
Si ricomincerà a vivere
Si ricomincerà a sognare
Furti di brina
disegnano l’orizzonte
ed un concerto di giacinti
naufraga come piume sul cuore
fra lacrime nuove
in un rincasar di rondini.
Scarti di luna
carezzano i tuoi baci,
virgole d’anima taciute
alla fata del tempo
fra i torsoli del silenzio.
il viaggio continua perenne
nei contrasti tra fede e ragione
nei discorsi più astrusi che ascolti
nel non senso che trova riscontro
dentro idee che si sciolgono al sole.
Non saranno due occhi
e nemmeno due braccia
due gambe due seni
a dissolver le nebbie del tempo,
non saranno tre libri
che leggi d’un fiato
a scalfir l’intelletto ossidato.
Non sarà proprio niente
che vive al di fuori di te
ma soltanto quel senso perduto
che il non senso dell’essere uomo
ancora, mistero, ti cela.










