L'immenso
degli occhi tuoi
penetra
nell'anima mia,
che... vive di attese
tra i silenzi della sera.
Seguo
i lineamenti
del volto tuo,
assaporo il calore
della tua essenza,
intensa fragranza di rosa.
Le labbra tue dipinte
sulle trame dei miei sogni,
mi scaldano il cuore.
Un vortice di passione,
è l'amore che ci unisce.
Labbra arse, le mie,
leggere…
tra i ricami
di un erotico pizzo.
Nelle vene , un valzer ,
emozioni diffuse
pulsano,
tra i nostri respiri.

Un tuffo al cuore
Asciugo questa luce
indaffarata d’autunno,
lenzuola di vecchie parole
cancelleranno il nostro amore,
gli occhi miei carezzeranno
le geometrie sensoriali
dell’essere imperfetto
come senso regresso
nell’immagine sola
ed il vuoto applaudirà
ad un appuntamento d’echi:
imprigiono il tuo odore
in una coccola d’eterno.

ricordi?
era la nostra favola
amarci come due bambini
ero la tua piccolina
e tu il mio amore.
Le nostre pazzie,
le nostre corse,
i nostri segreti,
il nostro grande folle amore.
La vita ci ha divisi.
altre strade,
sbagliate,
errori,
poi solo lacrime,
e la vita è continuata …
Ti ho ritrovato troppo tardi
ti ho sempre pensato
mi hai sempre pensata.
forse, ci siamo sempre amati.
Nella nostra favola non esisteva la parola fine .
Ora, la favola riprende,
è il secondo capitolo della nostra storia.
Ti vedo, mi scrivi, mi parli, mi abbracci
e tutto torna …è tutto vero
non sto sognando.
Stesse sensazioni, stesse emozioni,
stesso amore, più adulto, più forte, più desiderio
più malessere…
La nostra favola continua…
non avrà mai fine .
nacquero quei pensieri
che mai avrei creduto potessero proliferare
nella mia mente.
La gioia đelle piccole luci
che sfilavano alte sulle colline
che comparivano puntuali
allo scendere dell'oscurità,
erano compagne uniche e piacevoli
di quel periodo che non avrei mai dimenticato.
La gioia di poter oltrepassare un giorno
quelle mura che limitavano il mio crescere
che offuscavano in me
il ricordo della gente e dell'amore.
L'amore per la libertà
per quella strada di cemento
tante volte odiata,
l'amore per il rumore della vita
che lentamente avevo dimenticato.
L'amore in cui avevo sempre creduto
e che ora più che mai,
mutava nell'indispensabile amicizia,
nel supporto umano e reciproco
che cancella qualsiasi pregiudizio
frutto di una falsa morale.
L'amore che mette a nudo l'umanità
che è latente in noi
e che viene soffocata dalle grida immonde della città
dalle metropoli consumate dal tempo
che non conosceranno mai
il piacere di vivere.
L'amore che permette di saggiare con sublime gusto
l'odore del tramonto e dell'alba.
Restano tra i capelli sussurri
di calme acque che parlavano
senza fare frastuono,
ed era giorno silenzioso
tra le fronde.
Il blu rifletteva sul cielo,
con contrasti lunari,
ed era puro respiro, notturno calore,
veglia del cuore tra il silenzio
e il gridare.
Notte che trascina stelle come
carri alati in procinto di saltare
cosi i miei occhi rilucono
tra i brillii della volta celeste
e del mare.
Sono qui sospesa, tra essi
e non cado sopra il filo
d'orizzonte che divide
resto, ed inizio a danzare.
Da te lontana e mai disciolta
Nomade in viaggio
Andata via da casa
Girovagando in mondo aperto
e ricordando il porto.
Ti trovo, in angolo
buio e polveroso
in un anfratto.
In un cortile in cui due cani abbandonati
hanno lo sguardo
di quando in lacrime ci leccavamo
in sangue persi
dentro lenzuola
di margherite bianche e incanto.
Di notti insonni adesso è il viale dei cipressi.
in uno stagno
dove non conosci
fondale...
Non tornano a galla,
solo cerchi e piccoli vortici,
poi l'acqua torna calma,
un po' torbida...
Come frammenti
di vita adesso,
un po' torbida,
dove i sassi sono
i nostri desideri,
che cadono, cadono....
.
❀
È impreziosita dalle parole e
spesso dona sussulti e sospiri,
che consentono di viverla
e darle quel senso un po' raro.
❀
L'ha avuta in dono l'amore...
e non esiste al mondo
una dedica più profonda
che avesse mai ricevuto.
❀
È un vortice acrobatico e
come un mosaico in fuga
lascia segni nei respiri,
nei palpiti... nelle lenzuola.
Sulla schiena di un tramonto
riassumo passaggi di luce
fuggiti dal tempo dell’arresa
e mi sbocci nel cuor
come una pinacoteca di girasoli
venduta all'eclissi del dolore.
Raggela l’aria sulle labbra
il dividendo dei tuoi brividi,
ancella d’alveare di cuore
sui traffici illesi di lune parigine,
t’amo, come sillabe d’anima mia
inchiodate al nostro ricordo.
tra nuvole poste sul piede di guerra,
sorde al richiamo di spostarsi un po’,
determinate a completare l’opera.
È l’inquietudine di questi tempi,
la paura di aver paura della paura,
del declino dei valori umani
che pure è palese, è sotto gli occhi.
Nei giorni in cui tutti protesteremo
per una guerra che offende il mondo,
terre e cuori non subiranno sismi.
Ci apriremo in un grande girotondo
e in mezzo metteremo gli sciacalli
e li derideremo e li consumeremo
tra i fumi più densi dei loro errori.
Poi, forse, questo stesso squarcio
si tramuterà in cielo, mai così atteso.
Spegni questo vuoto d’aurore,
la pioggia del dolore
m’inurba il petto
dei tuoi spiccioli d’anima
come partiture di ghiaccio
arroccate nel silenzio.
Sulle coste del dispiacere
s’affaccia un grido d’eterno
a scompaginar l’interiorità,
molecole di solitudine
fra farfalle di vetro.
Dentro un quadro senza cornice
disciolta in dispersioni acquose
luminosa tra i colori smarriti
appesa ad un filo
dalla coda rossa.
Stringo e prendo un pugno di farfalle .
Mentre il cielo
scrive il linguaggio del vento e di color blu
traccia una linea infinita .
Attimi di Primavera
in mucchi di erbe essiccate
raccolta in uno scialle di un torrente.
Con una canestra di vimini sul tavolo
con frutti d’ogni genere.
Un turbinio d’emozioni
sovrappongono
la bellezza delle cose
nelle cose semplici .
non ascolta le grida gettate all'alba
e neanche quelle lanciate
contro un limpido tramonto.
È stato solo un esile sospiro,
invaghito e debole al tatto,
a frantumarsi in mille pezzi
e fermo lì, a diventar stantio
proprio al centro del cuore mio.
Fosse stato un sol boato
a trafiggerlo questo cuore...
Sulla vetta
tra bifore e ricami
una corsa sfrenata
di possenti gong,
uno stormo di colombi
in ansia si disperde.
Nel giardino dei Sabatini
le statue di monarchi
mi sfidano in altezza
e l’acqua scivola tra le pieghe
innamorata dell’indifferenza.
Sollevami a sbirciare
tra le fessure del passato,
ad imitare il canto euforico
di zoccoli d’alabastro,
prima che il sole muoia
sulla cupola di Debod.
La primavere si annuncia
a frotte di lucidi pensieri.









