Notte buia, il vento fischia
nel cielo
Quando il pavimento è solo un soffitto stanco,
quando non mi senti…
ascolta quello che non dico.
E chiamami, chiamami poeta
per non rimanere sola
con la realtà tutta in una mano.
Pensarmi sta nella bellezza discreta
della notte dove le persone parlano
davvero, nella domenica mattina
fatta apposta per stare sulla superficie delle cose.
La mia attrazione per te è quasi magia,
è molto più forte di quella fisica… di una mente
non ti liberi neanche quando chiudi gli occhi.
Di una mano che stringe la tua, oltre la poesia.
non far arrivare l'alba
vorrei godermi
questi momenti
incantati,
eterni.
Attimi del tempo,
custodi di difficili dolori,
feriscono in questa notte
dove il sogno
di un prato di margherite bianche
incidono come lame sulla pelle
cancellando le parole
versando lacrime
ostacolando l'essenza
di un
impulso di passione.
Vento lieve
che porti la brezza
accarezzandomi il viso,
sfiora il mio corpo
come una piuma,
fa’ che trasudi gioia
nell'estasi dell’amore.
Pian piano ti rafforzi
pari quasi violento,
mi crei turbamento
in questo sublime momento.
Vento, ti prego,
acchetati un poco,
accarezzami ancora
in modo leggero
affinché io mi possa
librar nell'oblìo.
che oggi l’argine sia
lunga finestra che si sposta
questo continuo perno
tradisce giochi d’angoli
dentro l’aprile dalla durata stanca
come certe domeniche di scarto,
fredde di viali.
più dentro, cime aguzze si sdoppiano
e senza un valico
la pietra viva che ci unisce
vene sul fondo di scarpate
attraverso loro.
fra le lenzuola sgualcite
fra gli umori e gli odori
della notte d'amore.
Non conta più il tempo
ne il passato.
Non contano più le parole
adesso...
Parlano i corpi
parla il cuore
exstasi d'amore
di anime.
Ed è sublime
l'armonia delle note
dei corpi.
Fermare quest'attimo
in uno scatto
nel bisogno di te
nel bisogno
di sognare con te
di volare con te
in exstasi.
Ti lasciano addosso speranze,
quelle che ti illudono e deludono.
Ci sono pensieri... dei dolci pensieri,
profondi come l'abisso del mare...
quieti come la sabbia d'una clessidra...
ostinati come i tormenti dell'anima.
Ci sono pensieri che ogni giorno,
mi portano a pensare troppo.
son servo di nessuno
mi lascia indifferente
il giudizio di ognuno
cinico quanto basta
voglio spesso stupire
ma son di buona pasta
per chi lo sa capire
libero pensatore
egoista cosciente
porto però nel cuore
l'amore per la gente.
Rimbocco candidamente la coperta
all’idea che rimarrai sempre piccino,
mentre posi la mano tra l'arcobaleno
e la resa dolce di una favola che resta
aperta e plana in quel tuo aeroplanino
di carta colorato di pastelli
che sfumano ai miei occhi.
Resti lì ad aprirmi lentamente porte
dove si susseguono impressioni, sulle frange
che ti solleticano il nasino come caldi fiocchi.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 1)
Un giorno forse ci incontreremo,
in un altro cielo color cobalto
che esiste soltanto per noi
e con uno sguardo ci litigheremo
lo spazio di un arcobaleno,
in un luogo molto diverso da questo
più in alto di questo cielo,
più sereno, ma io non faccio testo
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(strofa 2)
Un giorno forse ne rideremo
in un altro cielo faremo un salto
che faremo soltanto per poi
tornare dall’alto e ci inganneremo
e sarà soltanto in un baleno
e non saprei dire se desto o presto
e ben sotto questo cielo,
il pensiero, andrà fuori contesto.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
(special)
Dimmi tu, cosa sapremo in più,
ne direi delle belle!
Fra le ombre restanti, all’esistenza,
dimmi tu, in un secondo Mondo,
io non lo so, lassù,
forse si leva alto in altri infranti
sogni che scordo sempre in grotte
di pura incoerenza, e affondo,
poi risento vecchi brividi che a pelle,
danno senso a quel blu,
così spesso mi rivedo in tante lotte.
(ritornello)
Dimmi tu, se il cielo non c’è più,
non vedo più le stelle!
Solo luci distanti, a intermittenza,
dimmi tu, se il Mondo è rotondo,
io non lo so, quaggiù,
tu che voli alta in pochi istanti
e io che aspetto sempre la notte,
con tanta pazienza, in fondo,
poi scrivo solo parole a catinelle,
scordo cosa c’è lassù,
così a volte verso lacrime a frotte.
M’abita la tua assenza
il solstizio carnale
del mio eco senza te
ed il tempo s’inchina
al ricordo di noi
come una spiga di grano
al canto del creato.
Affaccendami l’anima
di baci perduti,
cancella l’orizzonte
un singhiozzo di colori.
Vorrei una vita,
che fosse la mia,
una vita a modo mio,
vorrei un po’ di tranquillità,
e che ci fosse amicizia,
e un po’ di comprensione,
per me,
la mia persona,
le mie idee,
i miei valori,
le cose in cui credo,
libertà,
libertà,
anche per me.











