Le scelte non occasionali

sono occasioni di vita, treni

dal percorso fisso e fermate varie

pochi, per la luna meno

per giove, saturno e plutone

figuriamoci … per l’olimpo;

eppure esiste ancora

chi ci crede.

Scendi uomo

nello spazio tuo vitale

tra gli uomini e da l’alto

della tua snazionalizzata democrazia

osserva

come varia il fato.

Sciogli finalmente le catene

che ti vincolano finemente

obbligando a libertà virtuali:

la realtà … può esser altro.

Perché nell’olimpo

regno della solitudine

non sei libero di amare

e solo nell’amore il tarlo esce

dalla sua beatitudine

per un cuore che più non adagia

lo sguardo altrove.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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il caldo tra le stipe ha nervi d'acqua

li canta sulla pietra - e tu hai voglia

di una nuvola, di una goccia d'ombra


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Nel bianco
dell'inverno
mi perdo e 
mi ritrovo. 

Rami argentati
vibrano tra pettirossi, 
l 'aria pungente
vaporizza sui finestrini, 
mentre il treno va, 
un serpente nero
nel bianco.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Colori di nuova vita
immersi nel mio sguardo...
il profumo della pioggia
a riempire il mio olfatto...
Sensi stravolti da inebrianti profumi di terra,
nutrono radici
dell'uomo che vive...
Guardo
il grigio perfetto dell’estate,
frutto di sabbia che s’invola
il vestito dell'estate
che sta per morire.
Vola nel vento
quel fascio di colori
avvolto dal cielo nero.
Verrò a portarti
in quell'attimo per vibrare,
diventerà giorno
e perderemo il fiato.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Che occhi grandi che hai!
Per guardare meglio,
ma non le cose belle:
i miei occhi sono sbarrati per l'orrore.
Che naso grande che hai!
Non per odorare il profumo dei fiori:
il mio naso sente solo,
l'odore acre del sangue:
quello che scorre fra le mie gambe,
mentre un uomo con un
rudimentale strumento aguzzo,
strappa via pezzi
di me dalla mia vagina.
Tutto si tinge di un liquido vermiglio:
un cappuccetto rosso,
si colora del mio sangue.
Che bocca grande che hai!
Ma non per urlare meglio
il mio amore per la vita:
la mia bocca grida al mondo
l'orrore della sevizie subite.
Che cuore grande che hai...
ma non per amare meglio:
il mio cuore è gonfio di odio,
astio, livore.
Che mani grandi che hai!
Ma non sono mani che hanno
colto il meglio della vita:
le mie sono mani
che hanno graffiato il polso
di chi violava le mie intimità.
Quando andrò sposa, mio marito
con un coltellino mi scucirà la vagina
e solo allora potrò urinare meglio:
perché da quando mi hanno cucita,
dal mio piccolo orifizio la pipì
non esce mai tutta.
No, questa non è una favola
ed io non sono cappuccetto rosso.
Non è stato un lupo a deturpare la mia femminilità: sono stata fagocitata
da donne come me.
Mi hanno divorato le viscere,
hanno mangiato la mia spensieratezza,
hanno ingoiato la mia fanciullezza.
Nessun cacciatore aprirà
la pancia del lupo per liberare
me e la nonna:
la mia nonna e la mia mamma
erano sopra di me
e mi hanno immobilizzata;
mentre un miserabile
essere umano,
mi tagliava il clitoride e le grandi labbra.
Era un giorno qualunque...
fuori i lupi ululavano alla luna.
Mentre nella foresta, sotto le stelle,
le lupe mostravano i loro genitali
ai maschi e facevano l'amore...
dentro una casa,
nella mia casa,
fra le mura domestiche,
alcune donne sbranavano
una bambina: la loro cucciola.
Mentre i lupi uccidono
per sopravvivenza,
per difendersi dai cacciatori
e dalle bestie feroci,
gli esseri umani
ammazzano per ignoranza,
per ingordigia, per avidità.
Ma i lupi no...
i lupi questo non lo fanno.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Ascolta...
Il rumore del silenzio
è quasi doloroso
e non da sensazioni.
Ascolta... in lontananza un latrare
di cane sembra dire
che c'è vita attorno a te
poi ritorna il nulla.
Senti il ticchettio dei pensieri
e lo scorrere degli attimi
rarefatti, respiri
e poi... ascolta...
un'auto passa...
Come è vuota la vita...
solitudine... in cui ti rifugi
accoccolata, tra le sue braccia
cerchi il calore...
ascolta ora il tuo cuore
fa rumore... grida.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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“Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a  estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio, e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli.”

(John Fante)

Un’ora,

due ore, tre ore,

quindici ore, diciannove ore,

e poi il sonno si farà profondo, agitato.

Dentro al pub del villaggio due giovani anime

riesamineranno le memorie del primo viaggio,

gli idilliaci paesaggi invernali della deriva,

e quelli annebbiati dell’ultima infanzia.

L’illusoria parvenza del dialogo

si spegnerà stancamente,

mentre le pupille

si faranno 

grandi

e

il

fiato 

più breve.

Fuori di lì, intanto,

(ma c’era da aspettarselo)

la vita proseguirà sempre ripetitiva,

per lo stesso tunnel, con la stessa canzone

e con lo stesso insopportabile decorso.

La speranza sarà già cosa fioca

quando la malattia 

scenderà 

come

pioggia

sul mare;

quando l’innocenza infantile

si sarà trasformata in una vita uguale all’opera-

Un elisir a base d’oppio ed un cappello pieno di pioggia,

un brivido e quello strano profumo cui non si può sfuggire:

sono questi i chiodi che vi terranno crocifissi ai vostri incubi.

“Molto ho scordato, Camilla, sulle ali del vento. E ho gettato rose, rose in tumulto tra la folla. Danzando per scacciare dalla mente i tuoi pallidi gigli perduti. Ma ero svuotato e triste, per l'antica passione. Sì, di continuo, perché la danza era lunga. Ti sono stato fedele, Camilla, a modo mio.“

(John Fante)


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Profilo Autore: Charlie  

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Giungerai alla mia porta

all'alba o al tramonto

d'un giorno qualunque.

Anche se la terra

profumerà di pioggia,

riprenderemo a danzare

con rinnovato amore nell'azzurro

Lasceremo agli stolti

che non sanno amare

il colore amaro dell'invidia sorbita

nel loro traboccante calice del nulla.

E se si udrà d'ali un solo frullo

saranno i nostri cuori in simbiosi

a volare ebbri nell'infinito amore.


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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Mi dona l'alba
il sapore del mare,
della vita che s'apre
all'orizzonte, fino a rapire
il giorno mio.

M'osservo le braccia,
la forza ritrovo
davanti al sole,
che tocca la pelle
ancora dormiente.

I colori dell'alba,
amati dal colle
lassù, dove bambino
cercavo di carpire
i sogni della vita.

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Profilo Autore: elvio angeletti  

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Risate nascoste
in un tempo lontano
gli occhi erano felici
e pieni di ricordi.
Fa male ripensare
a quel cielo azzurro,
alle albe magiche,
ai tramonti
che facevano sognare.
Ripenso
al profumo del bosco,
all'erba tagliata
è crollo
in una voragine
che mi divora
fra cielo e mare
senza un perché
mi abbandono
al mistero
della lunga notte.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Siamo due lune nello stesso pianeta
Stasera piove nella pineta
Col tuo maglione di seta
Quanto fa male la vita
Che scorre come acqua tra le dita
Fiammiferi che bruciano
In una stanza buia
Prima che ogni speranza
Muoia.
Cavalchiamo
La Via Lattea nella notte
Con cavalli di stelle
Con corpi che diventano evanescenti
Stare bene come bambini
In fasce, in fase nascente.
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Profilo Autore: Africana  

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Rispetto su misura

nella quotidianità dei gesti.

 

Inutile celarsi

tra falsi d’autore:

 grazie, buongiorno

e per favore

- perbenistiche facciate

che di lì a poco

per il nulla partono -

 

i nodi, prima o poi

in aggraziato continuare

- si sa -

saranno al pettine.

 

A l’opposto cresce

sempre attuale, il vagabondo


 

protagonista indiscusso

di troppi nostri nauseanti

e reiterati telegiornali

 

e tanti altri, purtroppo

nemmeno più …

rispondono a l’appello.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Giallo come un limone intenso
rosa al tramonto sul mare
luci appena accese...

Sera d'estate...
il ritmo delle onde
accompagna
i miei pensieri
che girano solitari
sotto un cielo diverso...

Domani la luce del giorno
guarderà in faccia le mie paure
e in punta di piedi
racconterà una nuova giornata.

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Profilo Autore: barbara tascone  

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Compare la serenità
privata della gioia di vivere.
Coloro che amiamo
attraversano il nostro cammino,
qualcuno cura l'anima
del nostro destino.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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“Ogni cosa finché dura porta con sé la pena della sua forma, la pena d'esser così e di non poter essere più altrimenti.”

Luigi Pirandello

 

La

gravità
dei sintomi,
la lotta, la fuga,
e poi il ritorno al castagneto.

Siamo ridotti a frammenti di noi stessi
in balia del caso e del suo contrario.
Siamo soli in questo palcoscenico
che pensavamo popolato
di angeli e fantasmi
e che invece 

è vuoto
di assoluto.

Siamo farfalle
al primo viaggio.

Menti già immature,
offuscate dal troppo vino
e dalla troppo poca serenità.

 Mentre noi non ci si sente vivere,

gli altri risalgono i gradi delle realtà;

mentre noi cerchiamo la luce, 

gli altri affondano 

nel buio.

Ai 

miei

amici

(come a me)

servirebbero 

molte più vite,

strade molto più lunghe

su cui stendere passi

e conversazioni

insostenibili.

Il pensiero

che 

muta

in arte

e poi sublima.

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”

Luigi Pirandello


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Profilo Autore: Charlie  

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