Una ventata ad un tratto ti colpisce,
la fine della calura lei sancisce,
una sensazione di sollievo all'improvviso,
il sudore scompare per magia dal tuo viso.

Aria fresca esce da alti bocchettoni,
uniformando tutte e quattro le stagioni,
tu ti senti avvolto in un piacevol refrigerio,
sembra il vento di un aereo ad Orio al Serio.

E' veramente una gran bella invenzione,
basta che però paghi il signor Pantalone,
con quel che costa bisognerebbe dar un taglio,
uscendo di casa munendosi di un ventaglio.

Ma nell'era del consumismo tutto è scontato,
anche rinfrescar un ambiente poco frequentato,
la natura ormai ci sta mettendo sugli attenti,
fra un po' mancherà anche l'acqua per lavarsi i denti.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Con te trascorrerò i miei giorni,

è arrivato il momento di guardarci negli occhi,

nei nostri cuori è entrata la felicità,

una beatitudine nel prenderci per mano!!

Gentile gioia non siamo più gli amici qualsiasi,

ora siamo noi, con questa felicità

tutta da comprendere, riusciamo a leggerci

il profondo del cuore sempre a portata di mano,

ci pensi un amore tutto nostro, da leggere,

perché il nostro non è un ti amo qualsiasi,

è più pulito il nostro cielo,

e ci guardiamo così perché il buonumore

ci nasce nell’anima, se il cielo ci ha offerto

questa speciale occasione faremo di tutto per non sprecarla, sei io sono l’uomo giusto

tu sei una creatura speciale,

abiteremo in questa favola, io non chiedo altro

che immergermi in te, non c’è miglior ristoro,

delle tue morbide labbra!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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È una prova di forza
in quelle vene muscolari di fuoco
ascoltate alla radio da quel fanale
imbottigliato nel cielo
E ridono le macchine
a crepapelle
e piangono le piante grasse
per l'acqua che non serve
Rido anche se fa male
e ogni goccia mi crivella
Rido perché nel guardare
ogni casa si fa caravella
E rido perché nessuno ride
perché ogni rete scivola come un ponte
quando il contrasto stride
E rido per la neve che finge il monte
che mi manda lettere a suo dire da lontano
ma che vedo come un ubriaco al fronte
con troppe tasche e una sola mano
E piove piove piove
È il peccato estremo della danza
piove sempre per nessun dove
tranne quando si muore in una stanza
Ma il turpiloquio è delle radici e delle fate
Dannate le fronde accese
che poi incolpano l'estate
Ma se queste bocche tese
si fan le redini delle correnti
le impiccate mani con le loro attese
si muovono di colpo fra i fari spenti
E piove piove piove come farebbe il mondo 
e sia un angelo chi vi intravede il ciclone;
ma piove solo per un secondo
ed ecco l'errore di un'equazione
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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‘86

«Avevo te.
Sputavo formiche sui tavoli,
vestivo al buio con paillettes rosse
e del wiskey facevo un bicchiere vuoto di notte».


Avevo un cane bianco
e una coppa d'oro
colma di sangue coagulato
e righe di siringhe
riempite col veleno che cura.


La mia benzina era senza piombo
e dormivo di giorno nelle bettole
fra verdi biliardi

che puzzavano di porto.

«Avevo una Lancia marrone conficcata al centro dei ventricoli.

Era il tempo delle mele cotogne, i cinema si vestivano alla superman e i pidocchi rubavano i peli ai cani per rivenderli ai negozi dei parrucconi.

Nessuno parlava di cose buone o cattive abitudini, nessuno parlava di nessuno e tutti di qualcuno.
Le assemblee sociali si sciacquavano la bocca con le società dei bastardi benpensanti e mal pagant

ma alla fine nemmeno esse pagavano un cazzo»


Sul marciapiede posavo lo zaino vuoto dei colmi,
tagliavo il vento di grecale attraversando ponti e porti
e le mie lacrime gonfiavano le ruote degli autobus,

Paperino guidava ancora tenendo un litro di vino rosso

come tacca del sedile.

Le fermate erano a discrezione del conducente e se l’alcol

era finito non si fermava.

Nelle feste appendevo i muri di pietra sotto le scale

e le puntine dei giradischi suonavano solo Dylan.


Palazzi grigi e figli di puttana alti tre metri mi precedevano nel mio cammino,
vatussi del cazzo che mangiavano struffoli e piccioni nel sacchetto del panificio.
I gettoni telefonici erano per le porte del Paradiso, gli squilli erano uomini borderline che ti aprivano le porte delle cabine e io gettavo nei tombini le “gingomme del ponte”.
Avevo vestiti di paillettes e cappelli di paglia rossa e labbra colorate, tre soldi in tasca e Dante era morto prima d'esser condannato al rogo per aver condannato egli stesso.


«Ora non ho più nulla e faccio il vegetale da balcone nelle ore assolate, nella solitudine di città morte d’uomini e vive di morti.

Talvolta vivo pure nei bidoni della spazzatura e la gente mi digrigna la bava addosso quando scoperchia il vaso di Pandora per defecarci i propri egoismi.

Sono il piscio nero che scorre sotto un palazzo grigio e quando la luce della notte si fotte i lampioni un brivido mi prende e trascino le budella lasciando sull’asfalto sapore d’escremento».


Avevo un cane bianco,
tre soldi in tasca
E una busta di sogni
che nessuno imbucherà più nella cassetta postale.

«E spegni quel cazzo di climatizzatore che voglio sudarmi la pelle mentre mi fumo l’ultima cicoria di campagna che ho trovato al mercato»

Pubblicità regresso

«La carta igienica “Tallevio” non verrà fornita per il blocco delle piantagioni di cotone da parte dei bruchi avvelenati»

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Non ho paura del buio, perché io stessa, sono parte dell’oscurità.
Avvolgente, imperiosa, con la luna, mia complice, misteriosa.
Ondeggia, la morbida seta, del mio nero mantello, rivelando il profumo inebriante, che cela il mistero, del magico incontro.
Svelando Poi, pelle candida e pizzo argentato, che mostro arrogante e suadente.
Fredda rugiada, sulla mia nudità, si scalda su labbra, che promettono frenesia.
Il peccato fila, dalla bocca del lussurioso calice.
Mani sapienti, tessono un'amaca, su cui cadere in preda , ad un soave ritmo ipnotico, che regala estasi infinita.
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Profilo Autore: Anais  

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I mei anni,
la loro delicatezza ,
l'educazione,
il riguardo, la maturità.
Consapevoli del tempo che passa , 
grati per ogni possibilità,
per ogni sfida,
per ogni occasione,
per ogni emozione.
Equilibrati ai cambiamenti ,
ardenti battaglieri ,
scontrosi ed intolleranti ai compromessi ,
critici spesso autorevoli
ma anche comprensivi e memori alla vita.
Costellati di ombre e di riverbero 
io i miei anni 
vorrei vederli invecchiare, vivendo .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Respiri
Fioca tremula etra in cuore
sei germe regresso
nel tuo accennato chetarti,
ti sottrai dalle mie narici
a piccoli dosi
e in piccole dosi adagi
fronzoli schegge di paturnie
in bagliori di stizza
sull'erba sciatta
dell'anima mia,
come stelle cadute
arse di sogni in fiore
nel balsamo della giocondità
che ansimano chiarori d'albe
in quei miei respiri
appesi a filaccia
consunta d'amore!
Possa io respirare
nuove stagioni
a pieni polmoni
senza velata morte!
Possa io bagnarmi
il viso di lacrime di luce.
Possa io essere
un flusso di vita rigenerato.
Il kalipè veste di speme
e avanza verso le cime
più alte della mia anima
quelle liete aspettative
che sorridono al sole alto.
Amo quei stormi di pennuti
assomigliano a gocce
di coriandoli dispersi
nel loro canto antico,
alleviano grezzi torpori
inermi della stracca
mia nuda essenza
in sospiri tonfi
nel mar dell'oblio!
Possa io lesta riabbracciarmi
ritemprata in germogli d'aliti
con ali boreali
turgidi di verde fiducia
protese in quel destino
che or il suo sguardo amico
dissimula meticolosamente,
inabissandomi nello sconforto
dei respiri sospesi
tra il sudore dell'inferno
e il refrigerio del paradiso.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Quale felicità pensare che il buon Dio, la Trinità tutta intera ci guarda, è in noi e si compiace a rimirarci....
(Santa Teresa di Lisieux)  
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Smisurata preghiera
Oh Santa trinità, tu ci guardi,
E di gioia esulti per il giusto
perché dalla tua giustizia
Dipendono felicità e conforto
Rendici giusti per essa 
e in vista di Voi
In questo giorno Santo
La domenica del riposo
Che da voi istituito per giustizia
è di conforto per il lavoratore.
Amen
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Profilo Autore: Fone  

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Scorre il tempo nel fiume vuoto,
una papera tenta di improvvisar un nuoto,
lui va avanti come un polveroso trattore,
ignorando i sentimenti di uno spento cuore.

C'era un qualcosa che oggi non c'è più,
una tavola imbandita e odor di ragù,
angurie tagliate a fette giganti,
servite in mano per tutti quanti.

Gesta di operosa di gerarchica premura,
che di te bambino si preser cura,
niente rimane di tutta quella danza,
se non delle foto in una buia stanza.

Cerchi una ragione a questo naufragare,
è il ciclo della vita che vedi materializzare,
e seppur metti in atto lo sforzo che vuoi,
è questa una barca da cui scender non puoi.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Talvolta mi chiedo quale sia il senso della vita

nella scala dei concetti o valori dell'individuo,

fingere per essere accettati o essere se stessi?

Prostrarsi a compromessi per taluni è accettabile

come il farsi valere per ciò che si è e si vuole essere,

non per questo ci si deve prostituire

per accedere alle grazie degli ignavi o furbetti

che non cambieranno mai le loro attitudini.

Forse in altra vita sono stata rivoluzionaria

o in questa non sono in grado di comprenderla

e accettarla, i miei princìpi me lo impediscono.

Preferisco di gran lunga la mia silenziosa mediocrità

che la ridondante fasulla popolarità senza finalità.

Ognuno decide quale sia il senso della sua.

Ora mi ritiro in silenzio a riflettere su questo quesito,

chiudo gli occhi, metto a riposo il cuore

lasciando la mente ad osservare.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

Questo autore ha pubblicato 321 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Cosa cerca un rospo?
una morte dignitosa e un cartone di latte schiacciato
da scambiare con la prima scarpa,
tipo elica in attrito, il marciapiede.
Siamo troppi
e in troppi a volere il sonno fra le nuvole,
un ascensore che schiocchi baci al principe o sulle chiappe
di una milf,
anche da lontano.
Il contadino sa di terra bagnata e bruciata,
da solo
e aspetta,
aspetta il rospo con la vanga
dietro il fruscio lento
di una pianta rampicante.

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Profilo Autore: cordaccia  

Questo autore ha pubblicato 75 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Polvere, è solo polvere,
Macerie da raccogliere
e stracci da bruciare. 
Un orologio fermo a terra, 
che non vuol più camminare. 
Una bicicletta ormai sgualcita, 
tra massi, ferro e fango. 
E più in là una matita, 
vetri rotti ed un disegno. 
Un cane con la coda tra le gambe. 
Latrati di civiltà urlano nelle pupille. 
Eravamo noi quelli dell'arte? 
Eppure vedo solo morte...
Altalene sospinte dal vento, 
giubbotti e macchie porpora. 
Pallottole nel cemento, 
troppe croci su quel golgota. 
Quel che resta è polvere, 
È Solo polvere...
che si poggia sui miei occhi. 
Lì, nell'abisso della vergogna, 
dove non c'è più scusante, 
dove alberga la menzogna. 
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Profilo Autore: Fabrizio  

Questo autore ha pubblicato 22 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Vide che s'era avvolta
in una spira di dolore.

S'accostò superbo
al corpo incosciente.

La madre dei cretini
è sempre gravida.

Sarà che non c'è aiuto
nel far morire la speranza.

Rise beato dell'inerzia
un appiglio alla malizia.

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Profilo Autore: Arcibaldo  

Questo autore ha pubblicato 7 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Preparativi iniziati giorni addietro,
si sposa anche mio cugino Pietro,
tutti puntuali nella location indicata,
la cerimonia in chiesa ormai è superata.

Non si usa più portar la sposa all'altare,
basta un adorno gazebo per si maritare,
il rito dura veramente molto poco,
la scarsa solennità lo rende quasi un gioco.

Ad ogni modo gli anelli sono stati infilati,
i due sposini non sono più fidanzati,
nei loro occhi l'emozione è lampante,
attorno si aspetta solo di andar al ristorante.

Un'altra coppia si è appena creata,
moglie a marito è stata accoppiata,
riso in aria piove anche sulla mia testa,
può finalmente iniziare la festa.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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L’importante è amarti, sperare, e seminare,

abbracciarti, per affrontare tutte le battaglie

 della vita, per sentirci speciali perché in fondo

siamo buoni e meritiamo il meglio, negli abbracci,

i buoni sentimenti crescono in fretta

gentili e semplici

scivolano e accompagnano ai sogni!

Ogni abbraccio è un progetto di bene,

per crescere insieme, l’amore lo richiede,

è una festa abbondante di bontà,

un abbraccio capisce tutto anche quello che gli amici,

non comprendono, l’amore desidera per noi

la felicità assoluta, quella che da sempre cerchiamo,

la felicità di buona qualità,

la stessa che ogni giorno quando mi abbracci,

porti il sole nella mia vita!!

 

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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