Distratti e d’orientamento smarrito


ma vita vuole un’unica direzione
… amore, per non perpetuare quanto
ci ha bruciato anche il terreno attorno.


Chi avrebbe dovuto amarci,
ottenebrato dal poco rimasto
ci ha gettati come stracci
usati, per comprare altro.
Forse uno nuovo, all'avanguardia
... un ulteriore predestinato.


Nessuno di guardia a ricordargli
che dalle paure non scappa
perché rincorrono pesanti
dei veri fantasmi

che per amare bisogna dare
perché è l'amore a crear spessore
a ridare la necessaria corteccia

quella che permette alla vita
di scalfire di meno
e al dolore
di non penetrare assordante
per non trafiggere lancinante
… restituendo l'inferno. Tutti


abbiamo l'estate a portata del cuore
e, una possibilità nuova, solo chi vuole
non si concede


- personalmente mi accontenterei
anche della primavera, dalla prima
occasione vera -


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Fiorir d’infinito

in un romanzo di luce

ed il palcoscenico del vento

a tremar di solitudine

come rime d’anima mia

incise su un letto di papaveri.

Ed il cuor s’addiziona

dei silenzi del cielo,

abbottona passi d’eterno

al petto dei miei sbagli,

nevica sui tempi dell’addio

ed il tuo oblio sfoca i miei battiti,

disfa le valigie dell’amore

lasciate ad abitar

i dividendi del nostro dolore.

Ma la luna assaggia ancora

il vestito dei nostri passi,

riscrive il viver mio

con l’inchiostro dei tuoi sguardi,

cuce una pioggia di stelle

al pentagramma dei nostri abbracci,

t’amo, come romanzo di luce

fiorito in un giorno d’estate.  

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Prendo la notte
La trasformo in un sogno
E poi volo verso una luce
Calda
Indifesa
Rassicurante
Come il silenzio del tempo
Per dimenticare chi sono
Arrendendomi
All'abbraccio di una donna
Al suo corpo
Nudo
Intatto
Cedendo ogni colpa
In questo luogo di follia repressa
Privo di luci
E candide speranze
Quanto vorrei
Che l'amore non dimenticasse
La sofferenza
Dei sentimenti infranti e puri
La nostalgia
Di sentirsi ancora vivi
Malgrado l'accecante desiderio
Di voler tradire
La nostra indefinibile natura.






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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Non è drammatico riconoscerci finiti, mai incominciati, under construction,

ansie trascendentali abbandonate tra divinità e immanenza,

senza certezze di valere senza certezze di valore senza certezze materiali

mascherate da assassine necessità economiche?


Giovani smarriti, consumatori consumati come arti snodabili di bambole

dai concetti inflessibili di flessibilità o divertimento,

dall’alto della barricata ci troviamo a resistere, a mani nude,

cuori di molotov, contro i conati vessatorii corazzati

d’un sistema reo confesso d’indossar maschere di sfruttamento,

condannati a desideri di carriere irrealizzabili, a desideri di bellezza innaturale,

senza sostegno di relazioni stabili.


Precarietà è vocabolo corretto a raccontare un mondo

dove Dio, magari, è morto, senza esser furibondo.

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Sonetto in endecasillabi di quinta rimato in schema ABBA ABBA CDC DCD.


E sì, c'hai ragione, sono un coglione,
ascrivo mie colpe al resto del mondo
quasi ciò bastasse a rendermi tondo
se quadrato o rombo fu formazione.

È soltanto un'ottica aberrazione
che mi fa sembrare più furibondo
quando in confusione netta sprofondo
per un chiacchiericcio a ripetizione

che rimbomba in testa mentre tentando
sto di accomodare un altrui problema
e il brusio noioso va martellando.

Certo una reazione del tutto scema
che il disagio va pure incrementando:
d'esser io coglione prova il teorema.

09/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Mi osservi
Sempre quando
Meno me lo aspetto
Con quel sorriso
Ammaliatore
Rimango legato
Alle incertezze
E non mi bastano più
Le parole
Per stringere la pace
Con i miei sentimenti
Un giorno si
E un giorno no
Sono lì
Accanto a te
Col pensiero del vento
Sono lì
Ad attendere quel volto
Poi mi chiedo
Come al solito
Perché lo faccio
E le domande
Permangono
Mentre le risposte
Tardano
E nel mio cuore che pulsa
L’anima brucia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Penso agli zigomi delle tue labbra,

maliziose fratture carsiche dove s’infoibano

lampade e lampare, mari e reti da pesca.


Mettiti tracce d’inchiostro, inusuale rossetto,

riflettendo occhi diamante sui vetri rotti della mia dannazione;

rimarrò esterrefatto davanti alla docilità

sensuale della tua anima in catene,

continuando a cantare l’oscenità della tua bellezza,

continuando a disseminare ai venti le ceneri dei miei sguardi,

rianimati dall’odore dei tuoi abbracci, ravvivati dal desiderio d’ogni minimo sfiorarti.


Penso agli zigomi delle tue labbra,

maliziose fratture carsiche dove s’occultano

lampade e lampare, mari e reti da pesca.

Questa volta, svestiti,

e, messa a nudo,

riusciremo a uscire.

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Petali d’anima

scrivono ai tuoi occhi

rapiti da un cielo d’inverno

ed allora esisti in questo eco,

in questo solstizio di vento

firmato dal pensiero.

Bozzetti di cuore

scaldano risiere d’orizzonte

come lanterne di brina

un campo di girasoli

e ti aspetto in un desiderio,

in questo uragano d’eterno

che ci stringe in una sera:

nevicami accanto

ora che son pianto di battiti

sazio dei tuoi sguardi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sonetto in endecasillabi di 5ª a rime alternate ABAB ABAB CDC DCD.


La mia solitudine sto sconfiggendo
restando a parlare qui tutto solo:
rincuoro me stesso sempre mentendo
ma tutto in silenzio, da bombarolo

che in grande segreto va ripetendo
il piano esplosivo e poi fuga in volo.
In fondo capisco che sto facendo
progetto che vale men d'un fagiolo.

Perché per riuscire occorre esser forti,
combattere, urlare come dei matti,
non pirla falliti simili a morti…

Io non ho più numeri ben adatti
a far da efficaci e saldi supporti:
ho perso e riperdo dicono i fatti.

08/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Gli servivano le ali
Per volare
Ma dubitava di se stesso
Ininterrottamente
Era sempre stato un tipo difettoso
Fin dal principio
Ogni giorno
Lottava per ricominciare
Una vita indecorosa
Volava e cadeva
Cadeva e volava
E intanto pensava
A quel fragile timore che coglie
La maggior parte delle persone
Non riuscire più ad avvicinarsi
Alla luce del sole
Che dolore
A volte farneticava
Per il battito d'ali di una donna
Dolce
Inarrestabile
Ansimava per quel libero arbitrio
Nell'aria della notte
Dove il mondo nascondeva
I suoi peggior difetti
Sotto un manto di indefinibili stelle
A cosa serviva volare
Nell'imperturbabile scintillio del tempo
Se non poteva condividere
Il suo corpo
Con l'anima di un torbido desiderio
Avrebbe voluto piangere
Ma il silenzio era così forte
Da opprimere qualsiasi intenzione.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Dici di non vedere il mare
mentre la salsedine stria il tuo viso,
dici che quel mio sentiero
è solo un' immensa prateria.

So che non vedrai dai miei occhi,

allora seminerò gelsomini
ai margini d'un sogno
affinché tu lo possa sentire

e ti verrò a cercare tra i vuoti delle tue paure
facendoti scudo con le mie.

Ma ora distanti
in questo tempo che sgretola
quel ch'è stato,
vagheremo imparando a lasciar andare,
imparando a morire,
per poter nascere ancora!


Ed è qui nel respiro del primo pianto

che si farà forte l' odore
della prima - vera
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Profilo Autore: Paguro  

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E ti disegno in un raggio di luna

perché sei cicatrice di sguardi

che bacia il mio esistere

come un firmamento di battiti

fiorito fra le nostre mani.

Così, sull’uscio del mio cuore,

si sbottona l’anima mia

mentre il cielo,

violino infuocato di solitudine,

riposa in un abbraccio

quando anche l’universo

s’accoccola nel nostro destino

come pioggia di girasoli

intinta in un diario di stelle.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Nelle soporifere notti del destino
nel labirinto astruso
dei contrastati desideri
tra le insidie celate del web,
solerte si annidava
simile a un raffinato cacciatore,
l'illusione di un amore platonico!
Una perfida apparizione ingannevole.
Nutriva l'anima di sorridenti sogni
in gemme di speranze negli sbocci
di quel malinconico autunno,
sospesi tra le distorsioni
delle immagini che pian piano
che quel qualcuno tesseva
nella trappola di vento,
e l'irrazionalità delle parole
che come navi da guerra
partivano per colpire il cuore!
Sul palcoscenico del social network,
sbocciavano colorate emozioni
come una interminabile fila indiana,
come bei fiori di plastica
in un giardino di cristallo,
innaffiati dai veri sentimenti
ma illuminati da luci artificiali
che offuscavano la cruda verità,
con le loro fragili illusioni!
In quel oceano di false
approvazioni e condivisioni,
nasceva un connubio passionale
dall'intensità di un fuoco di cerino,
costruito su messaggi enigmatici
e belle emoticon criptiche,
che celavano l'intimità
e la pura essenza di chi erano!
Ma in breve quel sogno
si tramutò in un crudo incubo!
La maschera si scioglieva
tra i battiti della tastiera
al calore delle contraddizioni,
e la verità si rivelava nelle espressioni
più recondite dell'anima bugiarda,
scavando ferite profonde nell'anima,
tradendo la fiducia e l'innocenza!
L'amore platonico si svelava
per ciò che era e non era affatto!
Un'illusione in trappola,
un inganno subdolo e malevolo,
che privava l'anima e il cuore,
lasciandolo solo annegare
nel dolore e nel disincanto!
E così la bellezza virtuale
si dissolveva come vapore,
come effimera illusione
nell'abisso gelido della realtà,
dove la verità risplendeva
in tutta la sua verace intransigenza!
E quell'amore platonico
svaniva nel nulla,
come un miraggio sbiadito all'alba,
lasciando solo lacrime
e orme di rimpianti.
Sulla sabbia del luttuoso silenzio
ai bordi del mare della tradigione,
dove onde di lacrime continuavano
a cancellare quei segni inobliabili
in altre notti da raccontare,
a quei tasti della artificiosa vita
che come neofita confida
come fede da coltivare
per un pugno d'amore,
nella caparbia continuava
a scrivere nuove avventure
alla smodata ricerca
di un nuovo porto dove approdare,
poiché l'alchimia dell'anima
non svanisce nel tempo,
come non svanisce
neppure il tarlo del vizio.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 322 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Non riesco a integrarmi, ho un disturbo borderline

distribuisco gomitate tipo Greg “The Hammer” Valentine,

nemmeno se mi impegno riuscirò a aspirare al Nobel

deutoplasma irriducibile tra vacche nere d’Hegel.


Non riesco a integrarmi, ho un delirio schizofrenico

rifuggo dalle masse e intingo biro nell’arsenico,

canto, fuori dal coro, come un mitomane a X Factor

disinnescando bombe, spaccio col metal-detector.


Non riesco a integrarmi, ho attitudini da killer,

deambulo tra zombie, stile King of Pop in Thriller,

volando a bassa quota quoto quote di quozienti,

costretto a impacchettare sottotitoli per non-utenti.


Non riesco a integrarmi, ho ogni sorta di fobia

in coda appetisco il verde, come un virtuoso in dendrofilia,

mettendo a fuoco il mondo e sfuocati i tempi con lo zoom,

mi arrendo alla desuetudine della consecutio temporum.


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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Non ci siamo mai mossi
se non per quei pochi millimetri 
che a volte separano le nostre labbra
e per l’attrazione dei nostri occhi
prima di stringerci e fiorire
in abbracci che limitano a noi soli
una rispettosa, bruciante appartenenza.
.
Eppure dal nostro piccolo spazio
abbiamo costruito nuove galassie
dato respiro a individui originali
che ci perpetueranno in piena libertà
nati così saggi per amore e follia.
.
Non è forse questo il mistero
che ha permesso che da un fuoco,
unico nel suo ribollire universale,
tutte le potenzialità si riunissero
per poi separarsi per un nuovo gioco?
.
E la scienza cos’altro è se non

passione, amore e follia allo stato puro
in un approccio senza alcuna certezza

ed anche senza un tempo-spazio
dove alcune nuove geometrie vivono
e che gli amanti riproducono in ogni attimo?
.
Mi chiedi se andremo ancora per sempre?
.
Non lo so, ma possiamo provarci
se, intanto, ci prendiamo per mano.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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