Quartina di ottonari a rime alterne.


Dato che l'abbiam creato
nostra imago e somiglianza
qualche anno e va gettato
ché non calcola abbastanza.

08/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Ricordi la notte

in cui il cielo stellato

ci rubò promesse e desideri?

Quando sconosciuti, 

sentimmo l'amore 

accarezzarci piano.

Fu tutto chiaro 

in un istante.

Luminoso e intenso,

non ci fu un bacio,

un abbraccio o una carezza,

ma solo stelle,

a fare di noi l'immenso.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Usciva dal tepee, fiera,
e guardava negli occhi il tramonto.
Quando il sole le regalò l’ultimo spicchio,
Raggio di luna accennò un sorriso.

Nell’ora scandita tra il giorno e la notte
pose sull’erba una peonia smorta.
Io vidi luce sul suo volto addolcito
e mi accorsi che si inchinò alla luna.

Le anime si riconoscono tra di loro
attraverso le vibrazioni, non attraverso l'apparenza.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Impara la tua arte
e mettila a portata.


Quella passione che avvolge
e non ti fa sentite
il rumore del tempo
e neppure
quell’essere di passaggio.


Sai, la vita
che abbiamo trasformato
in un campo minato
trattiene a stento


comunque meno
se al tuo posto hai radicato
per fiorite primavere
e fortunate estati
in raccolta dei frutti


d’autunnali ambizioni
e rifugio d'inverno.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Terzine di quinari ed ottonari rimati in schema aBC aBC dEF dEF.


Pronto a partire
come tutte le mattine
per il monte degli ulivi.

Vado a salire
ho con me tutte le spine
dei sentieri sù pei clivi.

La croce aspetta
erta dritta in mezzo a tante,
per sfigati tutti in coda…

Ma che disdetta:
resto solo oltre il tornante,
c'è nessuno che m'inchioda.

08/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Fare discorsi assurdi alle 04.00 di mattina

nel tentativo di scovare se ancora esista, in Italia, un vero romanziere

e non sentire inutile il discorso?

La gens umana è condannata all’estinzione,

ogni forma di romanzo, o d’arte, è condannata all’estinzione,

mi restano immagini di insipidi cormorani svedesi, speranza nell’esistenza degli alieni, e te.


Il mio stile, mostruoso - mi sono costretto ad abbandonare la rima-

è tentativo di concretizzare una nuova langue aliena,

in modo che i nostri dialoghi oltrepassino lo spazio

non si estinguano con la morte dell’homo sapiens sapiens,

il tuo sorriso d’ambra non si spenga al deflagrare importuno di Helios.


Gli alieni arriveranno a salvare i versi, di me, homo insipiens,

sbattendosene il cazzo di cormorani svedesi, di albatri francesi, di asini italici,

si divertiranno coi nostri discorsi delle 04.00 del mattino, ai tuoi sorrisi,

ricorderanno noi, salvandoci dall’estinzione di massa,

salvandoci dalla cultura di massa, noi alieni alla contemporaneità.


Gli alieni, alla fine, ci comprenderanno, noi, alieni dalla fame di successo,

e la memoria, come fossimo Greci in default, testimonierà una vita intera,

e la memoria non ci spazzerà via dall’Alzheimer dell’universo.


Stasera scrivo ermetico,

er metico de li mortacci,

tanto i miei versi non raggiungeranno mai anima viva.

Confido nella follia di un filologo alieno, di un allegro demiurgo,

che, smascherati i miei lazziscazzi da Panurgo,

su una nave spaziale guidata da schiere di veltri

ci resusciti, senza il deus ex machina d’angeli e sepolcri.

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Mi perdo
Mi perdo sempre
Ogni giorno
Ogni istante
Dicono che
Non bisognerebbe
Mai
Volgere lo sguardo
Al passato
Dicono che
Ogni lasciata
E’ persa
Dicono che
Non c’è amore
Senza inganno
Allora io
Sono nato
Per morire d’amore
Per ricordare
Quello che
Non posso dimenticare
Per sognare
Il tuo ardore
Quel desiderio
Irrinunciabile
Che avvolge i miei sogni
Ogni notte
Come una stella cadente
Sono un nostalgico
Sono il passato
Destinato a naufragare
Nel mare del tempo
Mentre tu vivi.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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In controluce dei primi forieri del giorno di un'altra estate, trascritta nelle pagine del passato, affioravano sulla sua fronte le prime gocce di sudore di quella giornata a raccontare il sacrificio nel piacere di creare ancora vestiti, ad ornare le grazie femminili con stoffe e fantasie che pian piano prendevano forma, dal retrogusto di originalità che la contraddistingueva! Mia madre, tra le pareti della sartoria che di nascosto ammiravo in silenzio, determinata come era nel suo lavoro, nella sua arte e passione, si perdeva nello spazio e nello spirito, immergendosi in acumi da metabolizzare.

madre in estate -
su stoffa da cucire
cartamodelli
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 322 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Rincaso in un fior

come spicciolo di cometa

ed il bacio della solitudine

riscrive questo infinito d’anima

come periferia d’inverno

sbucciato da una lacrima.

E disegno sbadigli d’eterno

sui meridiani del pensiero,

su annotazioni di cielo,

il cuor si tinge di me soltanto,

della grammatica del mio presente,

d’uno spiffero d’alba

seduto accanto al mio tempo

che parla di me soltanto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sono partiti in tanti

e la solitudine attanaglia il mio cuore.

Siete partiti in troppi e intorno ho solo il vuoto.

Nessuno qui a trattenermi ancora, 

nessuno qui a legarmi al mondo.

Affido i miei giorni ai ricordi,

affido il mio tempo agli attimi,

vivo di vita effimera,

e resto in attesa.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Vento,
affido a te il mio cuore,
affinché qualcuno lassù
possa acuietarlo,
per far ascoltare al cielo
il suo vagito...
Liberalo da ogni tristezza
e dagli un po' di pace,
e tanto calore perché ha
bisogno di tanto amore...
Prendilo al volo, vento,
ma non tappargli mai le ali,
perché non riuscirà a volare...
Conservalo poi,
talmente vivo,
proteggendolo
nel tuo caldo abbraccio,
vegliando il suo dolce
sonno.
Fagli guardare
quell'orizzonte azzurro,
asciugandogli quella
lacrima,
se la vedrai sgorgare!
Tutte le reazioni:
2Tu e Anna Carta
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Profilo Autore: Antonietta Mennitti  

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La televisione dell’orrore, la televisione dell’errore,

ricorda i negozi vendo horror sponsorizzati dal televisore,

lo share aumenta se un freelance dai neuroni anchilosati

intervista, di notte, nelle loro macchine, decine di terremotati,

che se io fossi l’intervistato, zio buono, chiamerei un carabiniere,

o almeno lancerei il freelance a calci nel sedere.


La televisione delle lacrime, la televisione dell’assuefazione,

usa il marchio della marca come linea di demarcazione

tra frammenti di film, tra spezzoni di trasmissioni,

i romani de Roma basavano sullo sponsor la solidità delle obbligazioni,

noi attribuiamo allo sponsor la forza di far decidere a esseri inumani

se dare maggior valore a un tifone o a una strage di bambini afghani.


La televisione della morte, la televisione del dolore,

lo studio non è da frequentare da chi è debole di cuore,

ogni notizia del telegiornale è un atto terrorista

in grado di trasformare Jeffrey Dahmer in Hare Krishna,

l’inchino all’Isola del Giglio è stato uno scoop eccezionale,

l’unico difetto degli improvvisati attori fu di non saper nuotare.


Stasera tutti dietro alle televisioni spente:

a mettersi davanti, infatti, si rischia solo un accidente.


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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Sedoka rimati in schema aBC aBC.

Non fa niente.

Ma non fa niente,
anche il dolore forte
un po’ di tempo e passa!

cavarsi un dente
è un lampo come morte
poi tutto si rilassa


Sempre colpa sua.

Vorrei dormire
ma il dannato cervello
non riesce a fare pausa:

resta a soffrire
mentre a Morfeo m’appello…
sempre il cuore è la causa.


La sola luce.

La sola luce
che anche adesso qui brilla
viene da questo schermo;

dev’esser truce
la mia stanca pupilla
mentre lo fisso fermo.


Impossibile per impossibile…

Vorrei sognare
qualche cosa di bello
che non sia sempre lei…

tipo viaggiare,
possedere un castello,
esser pieno di sghei!

08/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Un dettaglio
È tutta una vita
Anche quando il tempo
Dice chissenefrega
È una dolce carezza
Che si erge con tenerezza
Nella fragilità di alcune dita.

Un dettaglio
È la luce romantica
Di una luna impazzita
Con cristalli di fuoco
Ombre consunte
Parole infinite
Nella terra fertile di una fede.

Un dettaglio
È la certezza assoluta
Di un sogno sopravvissuto
Alla melodia di un canto
Scosso dal boato di un pianto
Dove la pioggia riempie soltanto
I calici dei cuori fradici.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 95 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Siamo solo due atomi
velocissimi e rapidissi
che si dirigono al capo opposto
della disintegrazione

rapidi nell'universo
che sembriamo in pace
siamo come autori sconosciuti
ma che piacciono

E più veloci di prima
curvati dallo spazio
in traiettorie incurvate

come materia forma e sostanza
anch'esse racchiuse dentro una stanza
il cielo è blu e noi siamo tanto piccoli
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Profilo Autore: Fone  

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