strade vuote
serrande abbassate su vetrine inanimate
nel grigiore di un cielo basso
tra volute di una nebbia dispettosa
Aria stanca, aria ferma
pungente dei gas di scarico
eredità della frenesia
obbligata dei giorni di festa
Aria amara
intride l'anima
al pari dei polmoni
Alimentando il passo rabbioso
di rare figure stinte nella bruma
che a casa, già stanche s'avviano
Aspro si alza
il grido che accoglie il nuovo anno
nel peso di un augurio
che si scioglie nel silenzio
Ho rubato
la tua fotografia
dalla mano pietosa
di una amica
ed ora son qui
nel silenzio sacro
a guardarti,
finalmente libero
di parlare con te
con stupende
parole d'amore.
Tu non risponderai,
lo so
ma è meraviglioso
vederti
e sapere
che non potrai dire
neppure no.
O TRIZZEZZE TUTTI PRONTI A GIOIRE
DEL PRESENTE DOLORE
I CAPELLI RACCOLTI
MENTRE LE LACRIME SCENDEVANO
LA BOCCA SERRATA
STAVA COSI' SEDUTA
SULLA POLTRONA DI VELLUTO
A VOLTE URLAVA
A VOLTE SUPPLICAVA
MA CHE SENSO AVEVA ?
TUTTO ERA SVANITO
E COSI' SI CONSUMAVA
IL DRAMMA DELL ADDIO
MASO -11-9-2026
di un’alba oscura,
si ode il gelo d’un cuore tradito,
come vento che frantuma
fiori innocenti
nel giardino d’un mito.
L’ombra del rispetto,
tra veli di nebbia,
si dissolve nell’ira,
e l’eco d’onore
si perde nelle spire
d’un’alma che sospira.
Come stelle cadute
in un cielo tradito,
le parole d’affetto
disfanno il velo,
e il volto nudo
del tradimento ardito
trafigge la notte
di un mesto duello.
Oh, dissepolto affronto,
fredda lama,
che ancora morde l’anima
e non concede pace;
scolpisci nel petto
la tua squallida trama,
finché l’anima, attonita,
rinsavita, muore e tace
nel perdono che non sa tessere.
Nell’intimità della notte
stelle prendono vita,
accendono emozioni
regalano sogni immuni
danzanti sciami meteorici
solcano il cielo stellato,
nel buio delle tenebre
un battito di palpebre
ignuda notte illune
illuminata dai profumi
dal canto di un grillo
innamorato della luna.
La struttura metrica è quella di un limerick, endecasillabi canonici e settenari rimati in schema AAbbA, ma non ne ha la necessaria comicità.
Vorrei, ma non so neanche che rispondere;
è meglio se sparisco… sì, nascondere
la dannata empatia
(un’altra pecca mia)
che la realtà mi porta anche a confondere.
07/09/2026
Siedi qui accanto a me sulla panca,
immaginiamo l’estate di allora,
le lucciole danzanti sulla lanca,
la notte che di astri s’infiora.
Resta fra i salici e gli ontani!
Sussurra segreti il fiume. Ascolta
il brio dei grilli! Ti stringo le mani
e respiro la vita come una volta.
Le foglie si coprono di rugiada,
roteano le falene nel bagliore,
mentre il vento coccola la spelta…
Ma rapido il sogno si dirada:
muore l’anima senza il tuo cuore.
Siamo destino e non abbiamo scelta.
0-6
EE
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