Confusa l'ombra
tra piume e foglie
allunga una striscia
del giorno,
la morte.
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Profilo Autore: Etincelle  

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L’alba assaggia le nuvole,

bacia le mie scarpe

sporche delle ultime stelle

e poi mi incipria le vene

come vele svezzate d’eterno

a navigar fra la pioggia del silenzio.

Il suo profumo nasce sulla pelle,

timido d’esistere, come bucaneve,

e poi carezza finestre socchiuse,

strade addormentate,

voci inscatolate nelle piazze.

Aratri sbadigliano nei campi

ed allora la poesia

nasce per il mondo:

nasce l’alba,

è rugiada di sguardi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Come in un addio 
non sempre 
il cielo è chiaro 

Tavolta piove forte 
e ogni goccia 
è un pensiero che cade
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Il sole filtrava tra i peri

nel freddo internato,

fioca la luce pei sentieri

nel cielo abbrunato.

Foschi oscuri  i corridoi

di mura muffite

e puzzolenti i pisciatoi

di vite passite.

Bambini figli di nessuno

guardavano  il pero

ed in attesa del tribuno

speravano invero.

In fila mogi ad aspettare

brodaglia di verza

ed un intenso scodellare

al vento che sferza.

Giunse presto la fresca sera

nell’algido cielo

e già nitida la frontiera

lontana dal gelo.

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Profilo Autore: Donato Caione  

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Aria
sognante e
solitaria,
cammina
nel vicoletto:
mi vede e sorride...
chi è ?!
L' Amour.
 
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Profilo Autore: rikyineffable  

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Sui confini fragili della notte,
stanno le donne dai lunghi pensieri,
cercando una luce tra le porte rotte
di oggi, di domani e di ieri.
​C’è un fuoco che trema, una fiamma viva,
che brucia prima che scenda il buio,
mentre il sole stanco giunge alla deriva
e si perde nel mare, in un cupo indugio.
​Ma la notte non è solo vuoto o silenzio:
è l’abbraccio dei sentimenti più veri,
dove l’abbandono è il coraggio di essere sinceri.
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Profilo Autore: Francesco Gallina - Sostenitore   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Sonetto ABBA ABBA CDC DCD.


Se il mondo fosse dentro me davvero
meglio farei a prendere una purga
onde evitar provveda una chirurga
a liberare il mio intestino nero

per sopraggiunta nècrosi ma spero
che a ben del mondo il fatto pure assurga
e la boccetta¹ paia taumaturga
togliendo al mondo odor di facocero

di cui l’intride mia profonda essenza.
Certo sarebbe alquanto liquefatto
ma della luce chiara la presenza

potrebbe far sentire soddisfatto:
fluidi pensieri con intelligenza…
liquefazione avrebbe un bell’impatto!


¹: di purga.


03/05/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Perugia
è 
per me,
sempre un
ritorno...
e sorpresa.

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Profilo Autore: rikyineffable  

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Scende improvvisa, algida lama,
fischia nei botri, sega i crinali.
E’ luce tagliente che si dirama,
roca eco di plaghe settentrionali.

La tramontana ora rade il fiume,
flette salici, calami e giunchi.
Strappa le onde, fogli di volume,
con folate quali artigli adunchi.

Squarcia le nubi nel cielo di vetro,
vortica sull’arena delle prode.
Ed io ancora e sempre impetro
il soccorso, ma l’angoscia rode

l’anelito estremo, soffoca il cuore.
Vorrei che il rovaio spazzasse via
il tempo, le nere ombre, il dolore.
Invano: assenza, vuoto, agonia.

M-0-0-0-1-2
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Profilo Autore: Oudeis  

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Prenderò il tuo volto,
lo farò diventare la mia ossessione.
L'ombra con cui fare l'amore.
​Ti farò sospirare
con l'ebbrezza dell'acqua:
non sono aria, ma carne calda.
​Sfiorerò i tuoi lembi
quando meno te lo aspetti,
per vedere la luce nei tuoi buchi neri.
​Sono la tua dolce illusione.
Cadrai nella mia oscurità,
attraverso il dolore del piacere.
​Dimenticherai la tua vita
e io la mia,
per abbracciare l'inizio della fine.
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Profilo Autore: Francesco Gallina - Sostenitore   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Se guardi meglio 
sotto quel ciottolo 
scoprirai 
che non ci sono tesori 
né api né cicale 
ma solo stanche formiche
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Come tsunami 
che travolge litorali,
spiazzi, auto e vite,
la tua dipartita
ha sconvolto
la mia esistenza.

Ancora adesso 
soffro e cerco
conforto in amici
e poesia...

Ma la mia anima è 
cambiata,
la solitudine come 
un macigno è difficile
da affrontare.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Sonetto standard nato come risposta al commento fattomi su un sito da Sisifo per il precedente sonetto «737 - Cuore sbronzo».


Prologo:

il 28 aprile pubblicai in un paio di sito un sonettino, il «737 - Cuore sbronzo», scritto il giorno prima; tra i commenti mi ritrovo:

# Sisifo Gioioso 28-04-2026 22:53

Sbronzarsi di qualcosa che non c'è,

sol rimedio sarebbe la presenza.

Ma quando irreversibil è l'assenza,

fanne ragion e bevi un buon caffè.

Gli rispondo improvvisando un sonettino:

# ioffa 29-04-2026 00:41

Se agli occhi suoi mi porta un verde prato,
[…]

eccccetera ecccetera eccetera, e lui mi risponde:

# Sisifo Gioioso 29-04-2026 08:55

Quest'ultimo tuo sonetto merita la pubblicazione. Solo qui è sprecato.

Al che reagisco:

# ioffa 29-04-2026 09:28

Va bene, mi hai convinto, ma dovrò per forza citarti per dare un senso al testo autonomo, diventerà il «739»

Quindi è colpa sua se vi tocca di sorbirvi un sonetto in più! ????



Se agli occhi suoi mi porta un verde prato,
con il caffè ne immagino i capelli,
castano scuro oserei dir ramato¹,
lievi, ondulati², ricciolini, belli.

La vedo ovunque e resto senza fiato,
sconfitti di Ragion sono gli appelli;
mi rendo conto che son fulminato,
me stesso prendo pure pei fondelli:

l'ammiro, vedo ovunque e poi ci parlo
nei miei pensieri; pur se resta assente
occupa il cuor, non riesco ad evitarlo.

Cammino ancora, fo finta di niente
ma nella testa mi corrode un tarlo
che mi ripete: «Tu sei deficiente!».


¹: oserei dirlo solo per far rima;
²: ondulati solo per la metrica, in realtà son proprio ricci.


29/04/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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All’alba s’apre il giorno,
un brivido guizza
lungo la schiena
e nasce
nel profondo dell’anima,
un senso soave
che si perde nel vento.

Respirando
a pieni polmoni
l’ossigeno
scorre come linfa.

Ora, la libertà di essere,
la libertà di avere
e di appartenere
lascia la sua impronta
e si espande trovando,
tra folate di vento,
un profumo
che sa di libertà.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Il cielo di questa sera 
sembra piombo. 
Le tue ciglia giocano a nascondino 
per celare la tua ombra 
nelle nuove iridi che brillano. 
Ed io taccio al tuo sorriso celato, 
fatto di falso e briciole di speranza. 
Le onde in corsa del mare, 
dietro di te, 
sembrano una platea,
un applauso frastornato 
di rabbia e rancore 
che non mi lascia respirare 
il tuo profumo, che appare estraneo.
Ed io resto immobile, 
con le mie gambe fragili, senza terra. 
Sento il mio cuore morire 
nel petto, accettando il tuono 
delle tue bugie sulla pelle. 
Brucia questo squarcio 
nel silenzio che cade. 
Ed io resto a guardarti rinascere 
da vecchie rughe, 
vecchie pagine scritte 
dal nostro amore ingiallito, 
dal tempo che, come sabbia, scivola. 
Nel sapore d’amaro 
che le tue mani raccontano, 
allontanando le mie,
spiegano confini. 
Ed io, inerme, sciolgo il nastro rosso
e libero lo lascio precipitare
nel vuoto che punge.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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