Bianche onde spumeggianti
mi accolgono festose ad acque aperte.

Chiedono di svuotar le mie tasche
di tutto il peso del tedioso inverno
lasciando solo i sorrisi della primavera.

Come foglia sconfitta dall’autunno,
leggera è la voglia che forte mi spinge
all’abbraccio dell’estate imminente.

E bizzarro, forse un po’ strambo,
è l’accostare questi benedetti momenti
al verde fluire dei miei vent’anni

allorquando ogni stagione vissuta,
fosse lunga, breve, fredda o afosa,
chiamavo in un sol nome giovinezza.

Il tonfo dell’oggi mi desta un po’ brusco
ma sono pur sempre preda dell’onda
col sole a picchiar come fanno i ricordi.

Di mare coloro queste mie ore
provando a scomporre malinconie
in acque disposte a nuove emozioni.

Luglio mi guarda un po’ stralunato,
vorrebbe veder giravolte impazzite,
le stesse di quando mi succedeva
di offrirle alla vita per dirle grazie.

Mi immergo in azzurri disincantati
andando a cercare i fondali del sogno
e quando riaffioro tra mille riflessi
è già mezzodì di un giorno diverso.

Prudente eppur sfinito, sulla battigia
gli occhi inseguono un granchio spaesato.

*
04/07/2024
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Se vuoi dipingere
Con l'anima
Che brucia l'aria
Nel furore
Della tua esistenza
Allora fallo
Fallo davvero
Non nasconderti
Dietro
Inutili paraventi
Non si scherza
Non si sfrutta
Non si butta
Non si guadagna
La propria arte
Bisogna amarla
E rispettarla
Fino alla morte.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Mi rendo conto che sto cambiando,
Quello di prima vado solo sembrando,
Quando facevo tutto alla perfezione,
Come un orologio svizzero in ogni stagione.

Ora perdo perdo i pezzi durante il giorno,
Non mi ingolosisco davanti una pasta al forno,
Una password appena modificata,
Il giorno dopo è già dimenticata.

Mi sento molto più affaticato,
In cima alle scale arrivo senza fiato,
Mentre guardo un film assai attento,
Alla fine del primo tempo già mi addormento.

Una cosa solo mi rende felice e contento,
Lo scrivo sia chiaro senza vanto,
Quando la vedo con quella cannottierina
Mi si rizza sempre come prima.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Sonetto di endecasillabi canonici con quartine a rima incrociata e terzine a rima alternata ABBA ABBA CDC DCD.


Porta lontano il treno ora in partenza
da questo vuoto e triste, tetro nulla
in cui la vita lenta si trastulla
guardando un mondo senza consistenza.

Debiti a iosa e di speranze assenza
per ripartire come dalla culla…
faccia tranquilla sol perché fasulla
i fallimenti finge abbian clemenza.

Comincia un viaggio, arrivo sconosciuto,
passa attraverso posti mozzafiato;
parte pian piano con un fischio acuto.

Partito adesso e fisso l’ho guardato
restando a terra con questo scaduto
vecchio biglietto tutto stropicciato.

01-07/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Sul sito web del Corriere della Sera

escono markette (in)degne del Gazzettino di Valmadrera,

i freelance webeti, che non hanno avuto mai la sfortuna di lavorare,

sfornano cottimi di minchiate che nemmeno Baget Bozzo sull’altare,

alla ricerca reiterata della fake news e dello scoop ad ogni inserto,

battono, a un tanto al kg, la strada che conduce a Studio Aperto.


Questa è la medesima categoria che intervista

insistentemente i disgraziati durante un sisma,

senza subire, di contrappasso, in strada,

l’applicazione al muso d’un abbondante enteroclisma,

riuscire a far ragionare uno che campa

sul numero di caratteri tipografici che batte in sala stampa

considerando la dignità umana fuori moda,

è come far guidare a Cicciolina un’autopompa.


Qualcuno riuscirà mai a spiegare a un mestierante della cultura,

vivacchiante in un’editoria di mercato da caricatura,

vittima dell’ipertrofia d’offerta di articoli senza domande,

che indipendenza e verità non convengono al lessico dell’orticoltura,

i baldanzosi Houdini della neo-sofistica utilitarista

col crollo dei meccanismi dell’editoria iper-capitalista,

finiranno col restare, finalmente, in mutande,

demoliti dal disprezzo d’esser stati «giornalista».

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Mano nella mano

passeggiamo sul lungomare

al suono delle onde

che sbattono sugli scogli.

  

Il mare è nero, come la notte,

e profuma di sale la tua pelle,

mentre un barcaiolo canta

ritornelli antichi

che mettono addosso un po'

di nostalgia.

 

All’ombra di una luna bianca

che un lampione pare

in mezzo ad un cielo stellato,

le nostre labbra si perdono

in un dolce e ancora dolce bacio

che ha il sapore dell’amore.

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Profilo Autore: Antonio Crispino  

Questo autore ha pubblicato 22 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
colgo stupore
nelle dolci parole

vibrante suono
l'innocenza di infante

sconfina dentro
squarciando cupe albagie

tra le braccia materne
ciò che in me un tempo ho perso
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 322 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Tenero al canto delle civette

nelle tenebre un gufo piroetta


brillano nella quiete lucciole sospese

crepitano in cielo stelle scintillanti


volano nel silenzio ali di pipistrello

sbuffa sul fiume nel vapore un battello 


occhi di lince fiammeggianti nel buio

vibrisse di gatto vibrano emozioni


al chiaro di luna le note di un piano

forte nella notte batte un cuore.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 13 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Raccolgo stralci di nuvole

ed un compleanno di parole

schiude l’eco di una rosa

come bibliografia dei nostri riflessi

agitata da una pioggia d’universo.

E se del tempo

fossimo spigoli di luce,

e se del tempo

ne mordessimo i confini,

i battiti imperfetti,

ripensa a questi baci che ho scartato,

spoglia le labbra dei miei segreti,

vestimi soltanto del nostro tempo

come fossi marea di cielo

partorita dal silenzio.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 834 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
È solo che
in questi giorni privi di senso
il cielo è così vuoto che posso
specchiarmici, fa un male immenso. 

Cantano gli uccelli e ridono
i bambini, riesci a sentirli?
C'è un sole da bruciare i fiori
ma, anche così, non riesco a scaldarmi.

È solo che
quando arriva la notte, là fuori,
ripenso a tutte quelle passate
nella tua auto, ubriachi, 
a sparare un mucchio di cazzate. 


Perché non mi servono a niente
le canzoni, la birra, le maschere,
perché quella sera ci annegai 
nella tua auto, ubriaco.
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Profilo Autore: Lars  

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Cittadina graziosa e raccolta,
Da un manto di magia par avvolta,
Delle mura cingono la sua piazza,
All'esterno la bancarella impazza.

Un manto erboso e immacolato,
Fa da cornice al marmo levigato,
Che da vita ad opere di ingegno profondo,
Ammirate da ogni parte del mondo.

Poi ti guardi intorno a scrutare la gente,
Messa in posa sotto la torre pendente,
Mani e braccia in avanti protese,
Come a sorreggere il tutto a proprie spese.

La fiera dell'idiozia par diventata,
Piazza dei miracoli è soprannominata,
Il miracolo forse sta proprio in questo,
Riunir sconosciuti imbecilli nello stesso posto.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Se non mi chiamassi Nibbio, chi ci capisce è bravo

vorrei scrivere versi degni del Dolce Stil Novo,

nessuno si rivolti nella tomba, stile volta Gabbana,

sconvolti che alla Fata alletti assai la Durlindana.


Aletto, era una furia in un’Eneide da film porno,

sulle cime del Pornaso scrive versi d’alto bordo,

non riuscendo – come i Giuliani- a batter metri in anapesto,

le riviste le rispondono: «ripassi nel 200 avanti Cristo».


Se non mi chiamassi Griso, chi ci capisce è bravo

Malena Mastromarino, eletta col Pd, recita in Uccelli di Ruvo,

la lista Forza Italia rigurgita olgettine e olgettini,

Rolling Stones millanta che a troie ci manderà Salvini.


Saviano, Edizioni Mondadori, romanziere della Mala Vita

raccoglie assegni in bianco con due svolazzi di matita,

beati i mestieranti, di essi è la repubblica dei valentuomini,

scarto sotto scorta, finge di credersi Salvemini.


Chi ci capisce è bravo, in questo mondo di fake news,

forse nel 2070 trionferà cassoeûla con cuscus,

Berlusconi avrà trent’anni, il Papa sarà marziano,

i romani, col canotto, fuggiranno a Città del Vaticano.

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Profilo Autore: Ivan Pozzoni  

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Ne ho visti alcuni di una “nostra” autrice, mi hanno incuriosito e stamattina, letto l’ennesimo, ci provo anch’io.


Sperimentale
nasce novel sedoka
dandomi pelle d'oca.

So che non vale¹,
ché con le rime gioca,
ma novità m'infuoca!

¹: il “Sedoka”, essendo nativo giapponese, non solo non richiede le rime, ma non centra proprio nulla con la base della poesia occidentale, quindi non tiene conto delle accentazioni delle vocali e non usa gli accenti per regolare la metrica dei versi, ma al contrario ha i versi gestiti tramite il numero di sillabe basate sulle “lunghezze” delle singole vocali; un modo verosimile di rendere in linguaggio occidentale un Sedoka quindi è, come ho visto fare dall’autrice, usare versi di 5 e 7 sillabe in uno schema 5-7-7–5-7-7; essendo io affezionato alla metrica italiana e appassionato delle rime, l’ho interpretato con due quinari piani (accentati di 1ª e di 4ª) e quattro settenari piani (accentati di 1ª, 4ª e 6ª) vincolandoli con due rime in schema “aBB aBB” e m’ha divertito.

06/04/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Fermarsi
Pensare
Cadere
Rialzarsi
Sperare
Sognare
Guardare
Avanti
Ogni piccolo
Istante
Senza
Dimenticare
I dolci passi
Delle stelle.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Nella notte più buia
sfavillano sogni con stelle

Sciabordano onde stanche
tra intimi cibrei sermoni
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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