M’intristiva quel fiore
che mesto appassiva
senza un segno di vita.
Quel fiore
che con orgoglio gentile
ritto sul gambo stava
e, nutrito dal sole
che lo riscaldava,lo colsi
per farlo rifiorire nel cuore,
stringendolo al petto
con paterno affetto.
Un lamento dalla sua
alla mia radice
impone alla mia
pietà gentile
di non strapparlo più
con prepotente affetto.
