Piove,
ma a volte spunta un raggio si sole ,
mai nessun giorno è stato così sincero,
il mondo piange , in sottofondo una vecchia canzone ,
sporca di fango, sangue ,libertà ,
e il vecchio viso di una bambina che racconta
di nostalgia , rimpianti , criminali ed eroi .

Il mondo che non ha imparato niente , piange ,
perché in ogni parte della terra è un giorno
di ordinaria follia e ,
a turno
scavano tra le macerie
alla ricerca d’un pezzo di carne
dopo una guerra
o il BOOM di un’autobomba.

Piange chi è solo
senza nemmeno l’ombra di qualcuno che gli voglia bene al mondo,
piange
la madre di una bambina a cui hanno tolto l’infanzia
con la violenza soldati in divisa da lupi di un'altra eterna guerra.

Piange anche il Cristo
appeso a quella croce che nessuno ascolta più !!!

ognuno è solo e chiuso dentro di sé
troppo impegnato a contarsi i soldi in tasca
per darli a chi non ne ha,
tutti parlano di un domani che non arriva mai
troppo presi dai propri interessi per aiutare gli altri ,
nessuno ha più voglia di vivere insieme ,di ballare ,cantare ,
sperare, ed ognuno muore da solo.

E piangi anche tu,
sei triste perché il lunedì sera il bar è vuoto,
perché il tuo lavoro ti dà il pane e non l’oro
o soltanto perché Leonardo non ti ha salutato
e lasci che la vita viva il suo entusiasmo muto ,
che la gente muoia
a pochi passi a te
mentre tu...
scavi svogliatamente nei tuoi stupidi problemi.
Sai solamente che oggi è giorno di " festa "
Il perché, sventoli triste una bandiera ,
assolutamente non ti interessa.
Ma se il mondo piange ,
e oggi pioverà ancora ,
è anche per colpa del tuo ignorante cinismo ,
del tuo cieco menefreghismo ,
unico triste vessillo della tua " frivola " libertà.
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Profilo Autore: Fabio b  

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La FAMIJA po' esse n'caldo abbraccio, quella coccola che te consola quanno tutti te deludono e te te senti sola. La nostalgia che t'assale quarche vorta, trova soluzione proprio oltre quella

porta " casa tua"
. Fori da quell uscio lasci le amarezze e te rifugi dentro quer guscio. Ma la FAMIJA Nun è solo "casa", ce so pure lì parenti , che spesso, so peggio der mal de denti! Nun so

sempre rose e fiori, c'è sempre quello che semina dolori
. Presuntuosi e aroganti degni der palco dei politicanti . Te so vicini solo se bisogna Vili! Nun conoscono vergogna.


onora er cognome che porti, spojate de la boria e ricuci i rapporti. A tutti i parenti che Nun conoscono rispetto, giro le spalle e iè lo dico n'dialetto : Stateme lontani, per carità, bona vita a tutti e tanta serenità
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Profilo Autore: Rita Cosmai  

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Senza essere naturali, i colori

non sono sempre belli, trasparenti

li opacizza il contatto con la vita

atavica, che abusa dei valori.

L’uso sfrenato a misura d’uomo

… evoluto. Solo per sé il contratto

che tutto sposta in giardino privato

dove sbiadisce, il pubblico sapore.

Simbiosi in sponde opposte di un sapere

e qualunquemente al sole permanere.

Votati per ergersi su qualunque

altra mente; concretamente scarsa.

Essenza sventrata, cotta e ridotta

ad acquarelli slavati e svenduti

ogni volta per nuovi, fiammeggianti.

Torce a vento, l’attrito … di ogni tempo.

(Peccato gli imprevisti,  al sole e pioggia,

giorni … che non stanno al passo coi tempi.)


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Passi di libertà

riscrivono le coscienze.

La storia, l’uomo, la memoria,

consegnano al mondo

il canto d’un partigiano

e tutt’intorno è dolore,

lacrime di sangue

fra macerie di vita

ma ora brilla anche la luna

a morder la pace

dell’Italia ferita.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Primavera aria di libertà

sulla canna della bicicletta

resiste e lotta una staffetta

crolla il regime fascista

rinasce l’Italia democratica

riaffiora un ideale di giustizia


resistenza all'indifferenza

resistenza alla violenza

resistenza all’egoismo

resistenza al nazifascismo

da 79 anni l’Italia è libera

democratica e repubblicana.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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E nel silenzio
Dell'esistenza
Ti penso
Ti penso
Ti penso
Come non mai
Di te
Mi rimane
Uno sguardo
Dolce
Intenso
Per ricordarmi
Che sono
Ancora vivo
Piccolo
Inconsapevole
Amore mio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Terzine di endecasillabi a minore a rime incatenate.

[01]
È grigio il cielo d’inizio dicembre…
strada bagnata, vuota e silenziosa,
pochi augellin che cinguettano insembre

[02]
mentre natura in umido riposa
e il sole stesso si pone in arrocco
dietro una nube che par minacciosa

[03]
mossa pian piano d’umido scirocco
che anche nel fresco riesce a far sudare
me che il paesello tra minuti imbocco;

[04]
mi basta appena un metro a superare
questo vetusto e triste cimitero
ed il piazzale andare a attraversare

[05]
quando lo scorgo come un prigioniero
che si trascina curvo e claudicante,
par soffocato da un grave pensiero

[06]
di quei che fanno dal mondo distante,
della parola tolgono ogni voglia.
Muove a fatica la gamba tremante,

[07]
nel volto leggo un'infirmante doglia
mentre lo sguardo spento punta in basso
come bastasse a inciamparlo una foglia.

[08]
Sbilenco al muro si sostiene lasso,
alterna lento cammino e respiro
come reggesse un ponderoso masso…

[09]
Intuisco presto quale sia il suo giro:
lapide avrà visitata e baciata
ed ora in casa procede al ritiro,

[10]
casa da tempo d'ella abbandonata,
vecchia compagna di tutta la vita
più di se stesso per anni adorata

[11]
fin quando un giorno sua vita è finita
e solitudine in casa è venuta.
Rugiada in strada, visuale ingrigita.

[12]
Per questo serve qualcosa che aiuta
a dare a tutto quel che abbiamo un senso,
ma un senso che non incontri caduta

[13]
quando incontriamo il dolore più intenso,
quando perdiamo coloro che amiamo
di cui ci resta atroce vuoto immenso.

[14]
Per sopravviver quindi immaginiamo
un qualche ignoto preciso disegno,
burattinai che anche se non vediamo

[15]
rendono tutto di certezze pregno,
d’eterna vita nascosta presenza
se non per tutti, per chi ne sia degno

[16]
ossia per chi negando l’esperienza
sogna che morte sia solo un passaggio
in qualche strano flusso di coscienza

[17]
o in paralleli universi o miraggio
nascosto d’alme che ci stanno intorno,
cari che parton per un lungo viaggio

[18]
dal quale un giorno faranno ritorno
oppur saremo noi a ritrovarli
quando verrà l’ultimo nostro giorno.

[19]
Serve inventare un senso contro i tarli
che ci potrebbero terrorizzare
se stiamo troppo svegli ad ascoltarli

[20]
pensando che niun ci venga a guidare
in questo assurdo insensato cammino.
Eccoci quindi creatori inventare,
eccoci persi a cercare un destino.

02/12/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Sarebbe semplice scrivere poesia

se fosse il vento a stramazzar le foglie

mentre esegue dell’autunno la missione. 

Invece è un fine vita. Un punto e a capo

la fine di un racconto che è concluso.

Sarebbe semplice scrivere poesia

se anche ciò che accade casualmente

non fosse della vita quasi tutto

e sempre sorprendesse la mia mente

come un antico gioco impertinente.

Sarebbe semplice scrivere poesia

se amore fosse solamente amore

uno stato del cuore che s’infiamma

una canzone scritta un po’ per volta

e non qualcosa privo di controllo.

Sarebbe semplice scrivere poesia

un po’ sognando per divertimento

e un po’ per trascorrere del tempo

e non un debito che non ho mai pagato

fatto non so con chi e chissà quando.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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ondeggia forte
quel rosso papavero
nel campo di tritico

diversa vita
nel croscio naturale
infonde forza pura
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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La mia anima vive

nel subbuglio

di un cielo stellato

dove stelle cadenti

che ho raccolto

stanno bruciando i fogli

del mio libro di sogni

col bagliore.

Come faccio a lasciarti

se ti incontro ogni notte

prima di addormentarmi,

se mi sfiora il tuo vento,

se pure la tua cenere spenta

mi entra negli occhi.

Come faccio a lasciarti

se conservo sorrisi

imbalsamati

in un astuccio d’oro,

le tue mani dal sapore di cielo,

baci sfiorati

ed un altare

dove ogni sera

prima di addormentarmi

pianto un fiore.

La tua ombra è incollata

al mio respiro.

Come faccio a lasciarti.

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Profilo Autore: Giuseppe Stracuzzi  

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Germoglierà la pace

dai graffi della guerra,

dal suolo insanguinato,

da ogni grido d’odio,

da un popolo disperato.

Germoglierà la pace

fra i volti consumati

da un vento di violenza,

dal pianto della miseria,

dai sogni cancellati,

da mille domani umiliati.

Germoglierà la pace,

avrà il volto della luna,

non più il volto della guerra.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sonetto di endecasillabi a minore, quartine a rima incrociata e terzine a rima alternata (ABBA ABBA CDC DCD); purtroppo si incappa in un enjambement tra la prima e la seconda strofa.


Cammino senza vedermene l'ombra,
cammino con l'abbaglio dentro gli occhi,
m'acceca e mentre mi fletto i ginocchi
non scorgo cielo, terra o mare… sgombra

la mia realtà mentre il cuore in penombra
timido bussa con profondi tocchi
tipo campane ai cui nuovi rintocchi
un sol pensiero la mente m'ingombra:

è giunta l'ora di tornare indietro
perché tra un po' pranzo sarà servito;
mentre pulisco degli occhiali il vetro

ora che il sole alle spalle è sparito
ritrovo l'ombra mia lunga un sol metro
e affretto il passo nel cielo scurito.

28/11/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Dimmi dove vai
Tormento tu chi sei
Perso nei meandri
Di tanti tanti anni
La verità viene a galla
Scoppia in faccia alla folla
Cosa mi rimane
Del tuo dolce cuore
L’innocenza
La colpa
Un maledetto amore
Quante serate trascorse
A scambiarci parole
Due stelle immerse
Nella stessa confusione
Quando mi hai baciato
Ero un muro inerme
Ascoltavo la tua voce
Per regalarti un fiore
Tra tante carezze
Ho percepito il niente
Volevo essere il tuo sogno
Mi hai cancellato in un giorno.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Fioriva il volto di una guerra,

apostrofo di morte mai svezzato

sugli squarci insanguinati

dei tuoi sogni recisi

come il più bel fiore al tramonto

e non ha casa questa vita,

solo addizioni infinite

di massacri e dolore

a rubare i tuoi giochi di bambino.

Si stringe al tuo cuore spento

solo il vuoto di un abbraccio,

l’urlo di una madre senza giustizia.

Mai più t’amerà un respiro di pace,

un vestito di felici speranze,

ora che sei un lembo di cielo

trafitto dal volo d’una farfalla.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Aleggia nella tarda ora
cambiata al buio del mattino
la nostalgia nera di rivedere il tempo passato

Più di dentro
son bloccati i sentimenti
che gocciolano come panni stesi

Il sonno diluito e finito, fuori dai rumori del giorno
accompagna gli occhi nello sforzo di rivedere

Più di dentro
la mancanza del sereno che fu
della gioia immensa sparita
del cambio nella vita

Un velo d amaro ormai pelle
un lento proseguire aspettando il cielo di sera con le stelle

Più di dentro
ha invaso il buio
l'eco limpido di piccoli rumori
l’ incomprensione certa
di grandi dolori
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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