La mia anima vive
nel subbuglio
di un cielo stellato
dove stelle cadenti
che ho raccolto
stanno bruciando i fogli
del mio libro di sogni
col bagliore.
Come faccio a lasciarti
se ti incontro ogni notte
prima di addormentarmi,
se mi sfiora il tuo vento,
se pure la tua cenere spenta
mi entra negli occhi.
Come faccio a lasciarti
se conservo sorrisi
imbalsamati
in un astuccio d’oro,
le tue mani dal sapore di cielo,
baci sfiorati
ed un altare
dove ogni sera
prima di addormentarmi
pianto un fiore.
La tua ombra è incollata
al mio respiro.
Come faccio a lasciarti.
Germoglierà la pace
dai graffi della guerra,
dal suolo insanguinato,
da ogni grido d’odio,
da un popolo disperato.
Germoglierà la pace
fra i volti consumati
da un vento di violenza,
dal pianto della miseria,
dai sogni cancellati,
da mille domani umiliati.
Germoglierà la pace,
avrà il volto della luna,
non più il volto della guerra.
Cammino senza vedermene l'ombra,
cammino con l'abbaglio dentro gli occhi,
m'acceca e mentre mi fletto i ginocchi
non scorgo cielo, terra o mare… sgombra
la mia realtà mentre il cuore in penombra
timido bussa con profondi tocchi
tipo campane ai cui nuovi rintocchi
un sol pensiero la mente m'ingombra:
è giunta l'ora di tornare indietro
perché tra un po' pranzo sarà servito;
mentre pulisco degli occhiali il vetro
ora che il sole alle spalle è sparito
ritrovo l'ombra mia lunga un sol metro
e affretto il passo nel cielo scurito.
28/11/2023
Tormento tu chi sei
Perso nei meandri
Di tanti tanti anni
La verità viene a galla
Scoppia in faccia alla folla
Cosa mi rimane
Del tuo dolce cuore
L’innocenza
La colpa
Un maledetto amore
Quante serate trascorse
A scambiarci parole
Due stelle immerse
Nella stessa confusione
Quando mi hai baciato
Ero un muro inerme
Ascoltavo la tua voce
Per regalarti un fiore
Tra tante carezze
Ho percepito il niente
Volevo essere il tuo sogno
Mi hai cancellato in un giorno.
Fioriva il volto di una guerra,
apostrofo di morte mai svezzato
sugli squarci insanguinati
dei tuoi sogni recisi
come il più bel fiore al tramonto
e non ha casa questa vita,
solo addizioni infinite
di massacri e dolore
a rubare i tuoi giochi di bambino.
Si stringe al tuo cuore spento
solo il vuoto di un abbraccio,
l’urlo di una madre senza giustizia.
Mai più t’amerà un respiro di pace,
un vestito di felici speranze,
ora che sei un lembo di cielo
trafitto dal volo d’una farfalla.
Aleggia nella tarda ora
Più di dentro
Il sonno diluito e finito, fuori dai rumori del giorno
Più di dentro
Un velo d amaro ormai pelle
Più di dentro
Vago nel vento, vago nella pioggia,
vaghezza di vagone fermo a Foggia,
emetto dei vagiti invaginati
da un’anima animale che dai lati
esala esanimi ed acrimoniose
lacrime di esistenza senza rose,
vita di sofferenza senza posa
sogno di coppia in cui manca la sposa.
26/11/2023
Cieli divelti
e macerie d’anima
inorridite dalla morte.
Eccolo il volto della guerra,
eccolo il palcoscenico degli orrori,
eccolo il lutto che germoglia
in una carneficina di respiri.
Corpi abbandonati come immondizia
scarabocchiano la devastazione,
straziano brandelli d’asfalto
ed il mondo piange umiliato,
piange, piange, piange
e si spezza qualunque voce,
muore qualunque stella
figlia di una pace spenta
innanzi alla bestiale crudeltà
di una stupida guerra senza ragione.
Appassionato
Come la luce di una stella
Lo desidero con ardore
Inseguendolo nella tormenta
Sotto la pioggia
Nel diramarsi di un dubbio
Sono pronto a tutto
Pur di volare nel pozzo
Di un sogno umido
Voglio scuotere il languore
L'imperscrutabile timore
Che giace nelle mie viscere
Voglio labbra con parole
Dalla lingua lunga
Che seducano
Le mie righe a senso unico
Penso a quel bacio
Ricolmo di gioia
E nostalgica malinconia
Al tepore di un incontro
Alla seduzione incandescente
Di una fine apparente
Al sapore di una donna
Che raccoglie la mia anima.
Inafferrabile soffio sul cuore
felicità densa d’aspettative
che nascon subito pur s’abusive
per poi svanir dopo neanche due ore;
anzi talvolta il dolce stupore
neanche un minuto di più sopravvive,
svanisce alieno cercando altre rive
mentre realtà riaccende il suo fragore.
Soltanto un attimo presto svanito
come per dirti che esiste davvero
ma non sei tu che l’avrai stretta al dito:
resterai lì, confuso Calimero¹
con questo dubbio a renderti ammattito:
se è solo sporco o proprio il cuore è nero.
¹: Nei primi caroselli, Calimero era un anatroccolo nero buono e sincero ma che si ritrovava nei guai in ambienti pericolosi ed ostili, finché tutto veniva risolto grazie alla bella olandesina che col detersivo “Ava come lava!” svelava che non era nero, ma semplicemente sporco ed insieme allo sporco gli lavava via qualsiasi sventura! Come eravamo creduloni e speranzosi negli anni ‘70… ora invece siamo solo creduloni e complottisti. Tutto complotta contro me e contro il mio diritto alla felicità.
24/11/2023






