Sconosciute cose che amo
immergono gli occhi
nel verde sconfinato,
verde di valle,
di cieli fioriti
fruscii di spighe,
aquiloni
e scie di farfalle.
Dipingono
di verde selvatico
gli occhi, a tratti scuriti
dai rami di un pino.
Un soave infuso nell'aria:
un sentiero sprigiona
profumo di timo.
Verde marino dell'acqua
che spumeggia lo scoglio
lo abbatte
e ne porta via il sale;
gioca col sole
a scambiare i colori,
accarezza gli scafi
che sfrecciano qui,
su del mio naso.
E slegano i miei pensieri,
che vibrano come bronzee corde
e balzano via le note lontano..
Le cose che amo
si mostrano, mute
ed io in silenzio ad ascoltarle
come fossero semplici poesie.
Sconosciute poesie che amo.
E danzano, a suon leggero
di lievi melodie,
che scopro,
che vivo
nell'aria
cercando
di comprendere invano.
non c'e' inganno tra le braccia del marinaio-cammini nel tunnel di luce facendo la gatta-i peli si gonfiano-e ci troviamo alla deriva-il sole oggi ha fatto venire la controfigura-ha il mal di pancia-mare e cielo si confondono-non scommetterei di stare nel verso giusto-ma oggi i pirati hanno un cerchio alla testa-sono stati derubati-gli echi della mente mi rimbalzano fuori dagli occhi-la bussola gira come la ruota di un mulino-c'e' poca aria per chi ha la bocca corrosa dal rhun-cerco il colpevole tra una ciurma di me-e' una folla di mostri poco silenziosi-per loro e' un riconoscimento la colpevolezza-oggi ho deciso di guardare altrove-dove non mi e' concesso-la deriva non e' sempre male-i bauli sono vuoti -viaggio più' leggero-forse la deriva e' più comoda-chiudo gli occhi per vedere quello che vorrei-finalmente solo blu-blu notte-volano conchiglie e sirene banchettano intorno un falò' sull acqua-le tentazioni della ciurma mi confondono sempre-riapro gli occhi per vedere se e' tutto uguale-sto andando alla deriva- e potrebbe essere molto molto peggio------------
La poesia, la più alta,
la più vera e scaltra
fonte d'immaginazione.
Il brivido che scatta,
che spegne e da la fiamma
ad ogni genere di sensazione.
E' il riflesso del mondo
sullo specchio difettoso
che guarda, ammutolito, a me.
E' una musica che parla,
non dice niente
ma accompagna
a passi lenti,
nell'universo sognato,
proibito dai sensi
ma, al suon frizzante,
rinato.
La vita è un fioraio che inebria col suo odore la città di petali di rosa e di bonsai. La vita è un giardino pieno di tranquillità dove staremo tutti quanti insieme. La vita è bella perchè è vita, basta solo questo, le parole sono importanti, l’equilibrio pure, e in quel giardino di vita, bella, ci saremo tutti noi, e vivremo da eroi.
Si la vita è bella, bastano le complicità per volersi bene, e amarsi ancor di più, tutti noi insieme per volerci bene. La vita è millefiori e felicità, la vita e vita e bella per me sarà
Una vita si spegne nel buio
Nel buio di quel sabato notte,
quando un rumore sordo, boom, boom,
squarciava il silenzio.
Una vita si spegne nel freddo.
Nel freddo di quella notte,
in cui tu, nel buio della tua anima e del tuo cuore,
spingevi forte sull’acceleratore.
Una vita si spegne nel vento.
Un vento di bufera che quella notte spirava forte,
la morte,
che ti ha portato via per sempre.
Una vita si spegne contro un muro.
Un muro molto duro
Duro come il tuo cuore,
incapace di comprendere il senso della vita.
Una vita si è spenta
Si è spenta nell’oblìo.
Nell’oblìo di quei giovani che, distrattamente,
presi dal loro trantran quotidiano, ti hanno già dimenticato
o ti dimenticheranno.
Per questo, altre vite si spegneranno nel buio
per sempre
per sempre.
Possiamo provarci
perchè no...
C'è un tempo
per le mani
uno tempo per le labbra
un tempo per i corpi
ed uno per averti accanto.
Possiamo provarci
a starci lontani
e sentirci stretti
come l'alba al mattino.
C'è un tempo
per amarsi
per odiarsi
per mandarti via.
Nel dubbio,
non resta che
provare a fidarsi
di uno sconosciuto
mentre bussa a questa porta.
Possiamo non aprire
possiamo farlo entrare
e lasciare
che devasti la casa
possiamo uscire noi e
farci due passi.
Basta provarci.
Notasi: con cautela.
Nel silenzio quel rumore irrompe
nella testa una lama
affligge le mie ansie
e nel terrore di svegliarmi
chiuderò gli occhi
tremanti nel buio
lasciando scorrere lacrime
umide di terrore.
Chiuderò tutto intorno
queste pareti
per avvolgermi di nuovo
di quella luce
che trapela
in quelle stanze buie
senza porte
nella mia testa.
Un essenza arcaica
sveglia la vista fuggente
disegnando varchi esistenziali
nella feroce razionalità
di vivere il prodigio ogni secondo
nei fasti oblii d’oro
e giammai pensar d’esser Re
banale sogno ciclico
inseguendo impronte nel sole
ghermendo gorghi di pace
adagiando sogni dentro scatole cinesi
occultate nell’orizzonte marino
luogo in cui resuscito passate speranze
svecchiate come acqua di fiume
beffando i dolori della vita
incosciente d’esser Re
Re della mia vita
Di ricordi bagnati
hai riempito fagotti
che curvano asta e schiena
al portatore.
Hai diviso scrupolosamente
il sapore dei momenti
ordinando la tempesta,
ordinando tutto quel sudore.
Le emozioni le hai suddivise
seguendone la scia,
seguendone l'odore di bagnato
in base alla voglia che lo generava.
Il diario che nascondevi
è colmo di pagine secche
dove l'inchiostro si comporta come il sentimento
un po' testo, un po' contesto.
Quelle pagine non ancora asciutte
aspettano solo le tue labbra,
la tua firma, il tuo "ben venute".
Le altre si limitano ad attendere
che tu scelga il come bagnarle,
se di sesso, di pioggia o di rimorso.
Ti sei persa la tempesta,
ma hai strappato abiti e pelle
per non perdere una sola goccia
del prossimo temporale.
Aspettando che un altro giorno nasca
sono una stanza molto grande dove
siede assurdamente il cuore. Vale a dire, sopravvive.
Nel taglio delle sue strane correnti”.
Il mio cuore. Cuore indomito,
cuore pulsante.
In questo mio tumulto del cuore,
mentre aspetto, mentre ti aspetto,
tutte le finestre sono aperte:
entra la luce, entra il vento e sbatte gli scuri.
In lontananza, il mare.
Mirar rami in fermento
udir chiaro dolce canto
nel sbuffar mite del vento
che sfiora guance in pianto
Saluta il dì morente
fendendo il cor che batte
la luce fioca vigente
nell’acqua cheta riflette
Piega la mano tremante
smorzando l’aureo sorriso
nell’acre froge fumante
perder il tempo… il viso
Sono l'autrice del libro Un cuore a metà romanzo breve del genere autobiografico. Sto terminando il secondo romanzo del genere drammatico Paure mai sconfitte
La poesia che ho inserito verrà pubblicata nel mio prossimo libro che si intitola Piccolo Respiro
Grazie per la vostra attenzione. Nora Demaj



