Assuefazione…
Non si sente più puzza
dal reo fellone:
sia macigno o pagliuzza
la morale rintuzza.
12/05/2024
Ottave di endecasillabi in rima toscana (ABABABCC-DEDEDEFF)
D’appetito giornate intrise sono
Quelle d’oggi e di ieri, ed ancor così
Sarà se non chiedo con cauto suono.
Con tremulo grembo, e strozzo altresì,
Allor mendico l’amistà in dono
E lacrima spinosa lungo i dì
Colgo tra tutti i mari. Da ora nulla
È più sapido di questa fanciulla.
È sera, il grillo bruisce e la tenebra
L’animo cela, ed ella si divien
Albore, così la gioia è terebra
Nella mia voce e di trangugio vien
Il palpito in gola. Ma come penetra
Questo momento. Tutto quel ch’avvien
Inchiostro sarà giacché vedo lei
Fondamentale dono degli dèi.
Son molto stanco.
Leggo composizioni
ed in qualcuna arranco
cercandone ragioni
mentre rimane bianco
foglio d'osservazioni
aperto a fianco.
Pensieri brutti.
Mi viene un gran magone
leggendo troppi rutti
privi di costruzione,
trascinati tra i flutti
senza una direzione…
'Nanottatutti!
05/05/2024
Volo incerto sul tuo grembo
Mi spezzo come un sogno
Ti porterei ovunque
Ma non ho un corpo
Le tue labbra
Sono frutti generosi
Che non oso cogliere
Nemmeno avessi gli anni
Il mio amore è illusione
Fuori da una porta
Che rimarrà per sempre chiusa.
dell'essere incostante
ove il chronos urge
e fluisce incessante,
si dispiega una danza
di affetti e aspirazioni,
come vortici di penombre
e chiarori da tessere
in boccioli che sbocciano
lenemente per divenire.
E in questa complessa
trama di intrecciati fati,
si nasconde l'enigma
di un'anima cinta di sofferenza,
sopprimendo i singhiozzi
in quei calici dolci e amari,
nelle visioni frantumate,
quali serafini dalle ali distorte!
L'esistenza,
un dedalo di ardue scelte,
dove il cammino
si dipana in vacillanti passi,
i pensieri si smarriscono
fra meditazioni e disinganni,
sotto sottili fardelli
e persistenti inquietudini,
a ornare ghirlande
di lacrime e speranze.
Qual flutto remoto
che defluisce imponente,
così si manifesta la vita,
radiosa e sfuggente,
fra carezze dell'alba
e patimenti funesti,
ci incanta e rapisce,
senza scampo né evasioni.
E nei meandri del crepuscolo,
nelle oscurità dell'animo,
le parole melliflue
divengono canto e armonia,
un concerto di sensazioni,
con accenti di tristezza,
fra amori perduti
e passioni irrecuperabili,
nelle perle della vita.
E in quelle allegorie
di questo cosmo lirico,
si intona la speranza,
ma anche il rimpianto,
come un vento furioso
che insegue le ore,
ove il passato e il domani
si amalgamano in concordia.
E così, fra versi labirintici
e termini esoterici,
ricerchiamo un significato,
un movente nell'essere,
poiché anche nella malinconia
come nello sforzo,
l'essenza bisbiglia parole
di perseveranza.
E questa vita,
un dipinto di cromie
e gradazioni policromati,
dove il gusto dell'affetto
si intreccia al tormento,
come germogli che erompono nell'agonia dell'esistere,
un aroma eterno,
che non segue sempre
il proprio flusso, segue la sua scia.
E così, in questa percezione,
il cuore si dilata
e si rivela nella sua tenerezza,
sonda gli affetti più reconditi,
come un oceano in burrasca,
dove lo spirito si emancipa,
nella sua forma più consona,
e accetta consapevole
ogni mutamento nel suo seno
come un inquieto infante
da nutrire e coltivare,
fino all'ultimo respiro.
Turpe chiunque in volto
travolto dagli eventi
e peggio l'anima risente
là dove viene tolto il dono
dell’essere umano per seminare
ovunque il vuoto, stolto
in pseudo arbitrio sepolto
a far d'erba un fascio folto
e continuar la strada
dell'incetta di vento
che, facile, in tempesta traduce
- e non può esser assolto -
Mentre lo sguardo
difficilmente distoglie, chi
colto, libero e sciolto
coltiva il proprio orto
e può regalare il frutto
parte del suo raccolto.
Se bastan cinquecento bombe atomiche
e in giro ne abbiam oltre diecimila¹,
spegniamo queste vite tragicomiche
che ormai l'abbiam passato quel duemila
di chi sbraitava «Mille e non più mille»,
facciamo terza ed ultima la guerra
di cui vediamo già tante scintille
e liberiam da noi la stanca Terra.
¹: attualmente pare ce ne siano circa tredicimila, atomica più, atomica meno.
05/05/2024
La solitudine del cuore
Scogli insormontabili
Il desiderio di amarti
Guardo il tramonto
La mia voce si perde
Un coro di luci
Irrefrenabili
Soffoco
Un pensiero straziante
Là fuori
Le stelle
Mietono sentimenti
Lastricando confini
Tra strade bruciate
E gelidi abbracci
Mi accorgo
Che non posso fuggire.
visitò il volto
di un uomo addormentato
ma non lo svegliò...
I pennelli del cielo dipingevano
audaci
senza fretta
trascorrevano gli istanti
come voli di farfalle,
ed un bicchiere di vino
ormai vuoto
regalò al viso in quella notte
un sorriso sull'ombra vicino alla fine
ed i pennelli anch'essi
vicino alla fine dell'universo
gettarono un nero manto di stelle
come fondo del domani
costellazioni che girano nella volta
del cielo nera e virente
prossimi all'autunno
e la stanchezza anch'essa
senza fretta di raccontarsi...
Qual gran fetente ha scritto il mio copione?
Non mi ha dipinto neanche bene, stolto!
Un personaggio che non vale molto,
che la realtà non vive e l’illusione
resta sconfitta dalla sua ragione,
un cuore pien d’amore ma sepolto
in un presente privo di raccolto
verso un futuro di disperazione.
Ho recitato un pessimo soggetto
che all’intervallo già pareva afflitto
da inconcludenza, povero reietto;
un personaggio troppo male scritto.
Ho recitato male, sì, l’ammetto,
ma il canovaccio… meglio se sto zitto!
03/05/2024
Frementi nel cuore
frammenti di emozioni,
tremanti incroci di mani
tra miti risvegli mattutini
assalito da fremiti di gioia
ascolto gemiti delfini,
onde rimbalzano tra miti,
trema la terra alle Tremiti
fremiti di luce nel cielo,
stelle frementi nel cosmo,
frena un aereo tra le nubi,
freme nell’olio una ciambella.



