in una città senza vie
e chiesi informazioni
alla mia anima disinvolta
che rilassata
passò per la strada...
Mi guidò
verso un'impetuosa scala,
meta i cumuli di nubi
che sfiorerò col dito anziano
sulla cima dell'arduo percorso...
Fissai
nei preziosi diamanti
la graziosa ragazza al mio fianco:
"non soffro di vertigini,
è la scala dell'amore"
mi disse senza parlare...
La presi così
per la mano tremante
e la condussi
per i primi alti gradini,
alti come le nostre delicate ambizioni,
alti come un basso muro di frontiera...
E così
la sollevai
con leggerezza spontanea
e la raggiunsi
con un balzo facile:
pensammo bene
di salire ancora
con le nostre forze unite...
Grossa folata
di vento piacevole
ai corpi uniti
in abbraccio eterno:
ritratto di me e lei,
con le anime lascive,
a disegnare cuori di nuvole
sulla cima della discesa...
"Vedi
si gioisce
anche per respirare
le stesse nuvole pure,
gustose d'amore infinito...
Guarda, il magnifico panorama
è lo scalino più bello..."
E così
sciolsi le mie parole
nel sigillo del suo cuore:
ora siamo li, in cima,
a assaporare la brezza della vita...
della mia città.
Città ormai spoglia di fantasie
che respira a singhiozzi
una triste vita.
Incontro, tante scarpe..
scarpe di mille colori,
sono diversi, poi simili,
nell’aria sento pesanti odori.
Ecco, queste mi piacciono
corrono saltellando
non hanno pensieri
e verso il futuro
stanno andando.
Di lato invece
passano eleganti
un paio di scarpe
color ..vuoto.
Sono assai carine
ma forse troppo pesanti,
dicono quelle alla mia sinistra.
Attenti, rispondo,
inciampate, che svista.
Rispondo ora con un cenno
ma saluto e non mi fermo
e vado ancora avanti.
Ho la sensazione
che ci sia qualcosa d’altro
oltre queste scarpe
nemmeno tanto interessanti.
Ci sarà pure un motivo
del perché vengono tutti qui
a sfoggiare cotanta
bellezza.
Niente, sono delusa.
Prendo la traversa
e torno a casa.
Una giornata persa
in una città da me diversa
dove scarpe noiose
ovunque incontravo.
Mi diede un sorriso
solo un paio di scarpe
malconce.
Vecchie e strappate
coperte di polvere grigia.
Finalmente alzai la mia testa
e vidi l’anima di chi le portava
aveva in mano un violino
occhi velati, vestito di nostalgia.
Il suono di una moneta,
intorno il fastidio
di scarpe orribili
nessuno lì si fermava.
Ne è valsa la pena
torno contenta
lasciando dietro di me
un’anima vera
che per me ora
dolcemente suonava..
il silenzio mi preoccupava
volevo sentirla
essere sicura
che non avesse il morale
giù
L'ho sentita gentilezza
orgogliosa
invitandomi alcune ore
per dialogare
di quello che non và
e di fatti belli
dei suoi raggiungimenti
imparando a seguire
le malattie
Ricordo che mi incantai nel guardare
un tenero germoglio sull'albero
pronto a schiudersi al primo sole
mentre io innamorata,
aprivo il cuore al mio primo amore.
Con il tocco lento e caldo delle sue mani
colsi il fiore piano e consegnai il ricordo alla memoria
vedo ancora i colori e il tatto vellutato di quel dono d'amore
ricordo che chiesi a lui di essere premuroso giardiniere
calmo e paziente nella cura del nostro fiore
di annaffiarlo con costanza con l'acqua della tenerezza
e non dimenticare di nutrirlo di desiderio e passione
Ma lui guardava e taceva con occhi bassi
come chi sapesse già che la fine è in tutte le cose
perfino in quelle più preziose e belle
Non so quanto piansi nel bere l'amara verità
e alla disperazione seguì lenta ma inesorabile la pietà
mentre il cuore ferito e freddo tremava di disperazione
non ne voleva sapere di deludere l'immaginazione
gli raccontai allora la favola dell'eternità
prima di farlo addormentare nell'illusione
che l'amore vero non ha mai fine
se continua vivo nei pensieri di un cuore fedele
Non chiedetemi se ci credette,
non me lo chiesi mai
forse perchè volevo pensare
che lui lo fece.
Ho visto una rondine
fiera di esserci e di volare,
ha attraversato paesi di religioni diverse
ha sorvolato per mesi immense frontiere.
Ha accarezzato cieli di tutti i colori
unendo fiumi cascate e limpide aurore,
ha tinto di bello diversi pensieri
ha stretto amicizie con bianchi e neri.
Dolce e costante ha tracciato il destino
e come per gioco ha indicato il cammino,
Portando con sè la nuova stagione
e creando luce in ogni regione
ha volato nel mondo in modo tenace
per dire un giorno è tempo di Pace.
Vicino al pensiero
sei
dei giorni miei
del mio respiro
di un desiderio
che assale.
Di un cuore
che batte
impazzito per te
per l'amore
che silenzioso
mi doni.
Vicino al pensiero
di uomo
per una donna
che lo bacia
dentro un sogno
di passione.
Mi hai detto vieni e te ne sei andato
hai mostrato al mio cuore una fiamma
e poi l'hai spenta, con fare spietato
mentre io ingenua credevo, tu mentivi
e giocavi con le parole complici ignare.
E' difficile da spiegare ma vedi
rinunciare a te, non è poi così difficile,
impossibile è invece rinnegare l'emozione
dell'immensa beatitudine nel cuore
che tu con il tuo esserci regalavi
mostrandomi il paradiso
dove era possibile amare.
Hai lasciato che l'inferno mi inghiottisse
mi divorasse spietata la solitudine
ignorando l'urlo della disperazione
deflagrata alla tua assenza.
Sola, di nuovo, con il dolore di una lacrima
spietata dalla mente sgorga agli occhi
quando non c'è più nessuno
ad aiutarmi in queste ore a pensare
a chi o cosa possa redimere il dolore
se ancora resto quì, ostinata
a non voler smettere, stupida,
il tuo rimpianto, di amare.
Queste sere di primavera
il rosa tenue del tramonto
colora in un dolce saluto
il mondo
La luna arriva in sordina
un incanto
la sua soffusa luce
cornice per gli innamorati,
al suo chiarore si donano baci
e timide carezze
Quanti amori ha visto nascere
e forse altri sciogliersi
in lacrime
tramutate in stelle
aggiungendo luce al dolore
Poi l'alba si accende
pian piano
preludio di nuovo giorno
al canto del gallo
rinnovata vita
attimo per attimo
Ad ogni rinascita
una cellula se ne va,
rapita dal tempo
che mai stanco riposa...
le bellezze donate dal Creatore
marchiate a fuoco
nel cuore permangono
alleggerendo la stanchezza
che veste i corpi
Ed ancor al chiaror
della luna canuti i capelli
il viso rugoso
dolci carezze e piccoli baci
per gli innamorati
senza età
l’insonnia che sballo
non mi fa riposare
Guardo le stelle
e lo sguardo si perde
nel buio della notte
Ti ho persa
davanti ai miei occhi
il vortice del tempo
non mi fa ragionare
La notte e come il giorno,
davanti a me gli anni tutti uguali
I capelli s’imbiancano già come la neve,
mi sforzo di comandare ai piedi
e continuare a camminare
Ma sono ancora qua
su questo acciottolato
con una vertiginosa lucidità
E aspetterò il tuo ritorno,
quando avrò guardato i tuoi occhi
e avrò visto la luce dell’amore
solo allora sorvolerò lo spazio
perché sarai con me Amore.
Con battito d'ali apri Creatura
quei profondi occhi,
Battiti d'ali di farfalle
le tue ciglia sono,
Creatura infinita.
Creatura che d'infinito universo sei parte
imprigioni in bellezza tua
l'immensità.
Non tener sotto chiave la mente,
liberala e come creatura alata
libera profonda interiorità.
Non lasciar inchiostro
sofferente incastrato tra la penna,
esprimiti e disegna parole;
Non lasciar color vitale
impigliato tra setole,
dipingi immaginazione.
Occhi
or'in sogno d'arte
chiudi d'altro battito alato.

... Anima di creta...
L'anima,
elemento impalpabile,
quanto
tangibile e mutevole...
si scalda con
il calore;
si indurisce se
ferita;
si infiamma con
la passione;
si spezza quando
è delusa;
si accende quando
è avvolta dall'amore;
si congela con
l'indifferenza;
si esalta con
l'attenzione...
Si definisce
Anima di creta
ma,
si nutre di
sentimento,
sensazioni,
emozioni;
si alimenta di
amore puro;
la creta è
solo malleabile,
l'anima vive,
l'anima è vita...






