quante volte
ho atteso la notte
per respirare
in solitudine
mentre conto il tempo
guardando le stelle
respirando l'essenza
della vita
balla con me
non andare via
rimani ancora un po’
non cercare le parole
oltre
sono qui tra queste mura
che si
nutrono di te
portami via
dove la luce può
darmi un sorriso
dove le tue parole diventino
il mio respiro
dove ogni cosa è ferma
a pensare
mentre i miei occhi
assorbono i tuoi
portami via
oltre il desiderio
di rinascita
dove ogni realtà
si nutre del nostro amore
e il tempo
cullerà
le nostre anime
Orfano
tra catafalchi in disuso
inchiodo casse e bare,
alla bisogna
traccio zinco, stagno a sigillare
e lustrini di corredo doppio uso...
certo le misure son importanti
tutto è lindo lavorato con i guanti,
è nel tappezzare interni il gran da fare
la scelta dei rasi e dei cuscini preposti all'uso
e all'accoglienza di chi diparte.
Quale onor
vostra eccellenza
il rimirar di vostra grazia sul cuscino
dei drappi e dei merletti non fui avaro
per tanto quello sguardo cupo lo lasci a casa...
qui mi guasta immagine e presenza
si metta quieto si sdrai in pace che ancor
non ho chiodato.
Lei comprenda
chi lavora e sposa l'arte
e nel servir la morte
compiendo l'ultimo viatico
chiude la cassa anche ad un commenda.
Certo ci si tappa il naso
a lavorar in quest'uso,
di mestieri non trovai se non l'abuso
umili mestieri da tirar su cinghia
o altri da sgrassar denaro all'unghia...
qui almeno seguo l'estro
e l'improvvisazione
casse di ogni volume e dimensione
legni pregiati
e d' OC ed anche non piallati
tutto al giusto prezzo senza dar capestro...
non siamo in banca
siamo al cimitero,
questo è il mio regno di questo son maestro...
Mezzo secolo di vita
vissuto ormai
donato alle nuvole del cielo
che via lo portano
e più non ritroverai
Vissuto amando, lottando
alla ricerca del meglio
che la vita offre
sapendo gioire
di quel che lei ti dona
accogliere ciò che ti nega
Rimembrare
la bizzarria dell'adolescenza
quando il corpo
ancora acerbo
andava stretto
come un bozzolo
che aprirsi non vuole
negando alla farfalla
di erompere
in tutta la sua bellezza,
mentre il cervello elaborava
pensieri già maturi
Conflitto tra corpo e anima
passaggio obbligato
apparentemente infinito,
ora ritorni
sulla spiaggia
dove conchiglie raccoglievi
dove il primo amore
di cui nemmeno
ti sovviene il nome
fece battere il cuore,
Ritrovi il piacere
che allora era dolore,
di essere un tutt'uno
col mare tra le sue onde
nascondevi il bozzolo
da cui farfalla non voleva
erompere
Un sorriso dal cuore nasce
appagato del vissuto
mezzo secolo,
uno spicchio di rimpianto
si rispecchia nel sole
per l' adolescenza
morta … svanita ormai per sempre …..
indefinite
discrepanze illogiche
in sciarade di ombre
che uniscono
il raggio di luce
della tua
bellezza,
alla lugubre tenebra
luccicante
nel torbido
claustrofobico
dei tuoi occhi
tristi, neri.
Rabbia
arde dentro
esalta
dicotomia
del tuo essere
bruciando
come stoppa secca,
carezze,
emozioni,
sguardi
mai più ricomposti.
Orgia distruttiva
ti avvolge
come tentacoli
di piovra
obbliga la metà
del tuo cuore
ad incarnar
un’ abbietta
Maldoror.
Infinite notti
a guardare
il corpo tuo
dormire
spossato
dall’amplesso,
mentre sfido
la tua ombra
accanto a me,
ghignante
pregusta
oscuro attimo
in cui
insinuarsi
nell’anima
tua.
Tuo amor
continuo
gioco d’ombre
conduce
miei sentimenti
alla follia
di schizofreniche
pulsioni.
Sai di quel tempo,
strano...
uscivano parole dolorose
dalle nostre bocche
l'avvolgerti e non averti impose
rabbia ed un serrar di nocche
Poi il tempo mutò
e così pure il nostro amore
tennero i baci in sospensione
e le bocche avide di corpi
ricordi
s'avvidero quei giorni
di strane cose,
occhi gonfi d'emozione
poi tutto ci travolse intorno
e fu passione.
Sapevano
di rose e melodia
quelle ore
passeggiate in sintonia
tepori di sorrisi
tra aliti intrecciati ai visi
e
le braccia
affusolate ai fianchi
Rammenti
eravamo stanchi
lungo quel cammino
e i varchi
le soste
che provvide
ci permettevamo
quante tenerezze tra le mani
le carezze
ci piovevano improvvise
e noi spensierati
sussurravamo al vento
t'amo!
Strage di Capaci
Strade di guerra
Strade tra macerie e corpi dilaniati
Tritolo che esplode
Trincea aperta
Terrorismo che dilaga
Rimoviamo i morti eccellenti
Ridiamo degna sepoltura con gli onori di Stato
Rimane tutto lì? Rinati per il dono della vita
Ascoltiamo chi grida giustizia
Accogliamo tale grido per cambiare l'umanità
Amiamo per non dimenticare uomini veri
Giovani facciamo Memoria
Giustizia sia nei Tribunali ma Perdono nei cuori
Gente non dimenticate i veri Maestri e Profeti.
Elevati i vostri scudi contro la Mafia
Eliminate la Violenza e il Potere mafioso
Educate l’umanità ad una cultura di Vita e di Pace.
Ci saranno sempre
fra noi
quelle parole
celate
in uno sguardo
pieno di tenerezza
parole sospese
in una lieve carezza
in un tocco di mano
in un abbraccio
per un saluto
fugace
parole celate
che non diciamo
ma che il cuore
sente
come un'eco
Parla cuore
vai a briglia sciolta
come un cavallo
nella prateria corre,
la criniera al vento
Racconta l'amarezza
che ti veste
urla contro i demoni
che non invitati
tornati son a farti visita
intrufolandosi nella mente
come tarli in vecchio armadio
La melma in cui cammini
a fatica
emana fetido olezzo,
anestetico virtuale
rallenta le membra
la volontà di vivere
Cerchi rifugio in un sonno
muto sterile da sogni
stato di catalessi
per non pensare
per non piangere
seppur piangere
più non puoi
gli occhi sono deserto
arido
Non arrenderti cuore
non morire di nuovo
questa volta
potresti non rinascere più
So pendolare
e non ciò niente da vantà
è n'à vita che viaggio
e se me metto con l'impegno
ci uscirebbe un vero libro
su sti pori pendolari.
Eh si!
So pendolare ma che ce posso fà
se m'è capitata sta tortura
de stà sempre a viaggià?
E' sempre n'avventura
sai quando parti
ma non sai quando arrivi.
E poi d'estate
altro che aria condizionata
te senti prigioniera
te manca un pò il respiro
e poi le sudate
che te lo dico a fà?
L'abbonamento lo pagamo
senza sapè
se poi arrivamo.
Son proprio disperata
ogni giorno è na puntata
e me se stringe il cuore
quando penso a mio figlio
che per lavorare
su sti treni tocca stare.
Mah l'Italia è questa quà!
Ve lo voglio proprio dire
ma potete riferire
lavorerei una volta al mese
mandando tutti a quel paese.
C'è bisogno di parole
e di sale per poter capire
poco importa la semantica
linguale
o di quella lessicale
quando la parola esce
e dalla mente
rimbalza al cuore...
Mantici
filosofici di un bel pensare
pragmatici
in metrica
o evoluti
elaborati di libere parole
emozioni e delusioni
un mondo di scrittura
di un incedere frasale
chi si tace degli indissoluti
e chi si danna degli arguti
eppur ci consta a rabberciare
quei legami da chiarire
quello scritto
in cima al mondo
di un vivere profondo!
con labbra dall'amore assetate
e socchiudo gli occhi diventando l'amante
della fantasia che dipinge la mia estate.
Delizia da spartire il tuo amare sincero
libero da turbamenti e falsa inibizione
e io che divento il tuo tempo sereno
serpeggio su di te tra baci e suoni.
Laddove la schiena incavata
inarca desiderosa le dolomiti
ti perdi in me trovando la via celata
tra boschi bagnati di sospiri sopiti.
Sono la tua rosa maturata di sera
in quelle fosse scavate dal sonno perduto
ma sono la passione più vera
donandomi tutta in questo mondo sperduto.
Gioventù bruciata
poesia d’odio
perché non c’è solo amore.
Gioventù bruciata
mentre corri verso il baratro
urlando come gallina
non sei la speranza del futuro
ma frutto marcio del presente.
Gioventù che canti sguaiata, rutti, pisci
abbindolata da mostri televisivi
da streghe travestite da bionde fatine,
ascoltami :
stai per morire
se non ritorni al respiro profondo della poesia.









