Perverso godimento
amarti
a fior di labbra
lasciare 
che il tuo sguardo
mi spii
mentre nuda
inizio a toccarmi
eccitata
nel sapere che
tu godi
in silenzio
del mio godere.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Oltre l’averci, pura accoglienza carnale
agonizza fluida priva di rivelazione e verso                    
la bocca della morte,appaga bianchi sorrisi

baci da infarto in anticipo sui tempi, ansima     
filtrando saliva sulle nostre labbra. Trina vegeta
dall'inesistenza ai nostri figli in fuga con catene.
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Profilo Autore: scoria  

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I vecchi
“volponi” della politica
vanno rottamati
nelle nostre cantine
come bottiglie di vino fresco
per essere consumato
al momento opportuno.
 
I vecchi
“amministratori” della politica
vanno rottamati
nelle nostre mansarde
come giocattoli vecchi
per essere ripresi e donarli
ai bambini poveri
che non sanno come usarli.
 
I giovani
della Polis moderna
galoppano
come destrieri
inesperti della vita
si consegnano ai Vecchi
possedendoli
perdendo entusiasmo
libertà e stima.
 
Sii un valido esordiente
consegnati
ma non ti far possedere
come una donna che si affida
senza diventare una proprietà
è un meraviglioso dono d’amore.
 
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Profilo Autore: Franco  

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D'elettrico amore
quel certo stridore
scende dalla collina

dalla sera scintilla
fino ai tavolini del lago
alle coppe di ghiaccio
 ai cucchiaini di brina.

Una testolina piegata
trasporto seduta
boccuccia
di malinconia

per i miei binari
che non s'incontrano mai 
prestabiliti dal mondo.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Quando sfiorerò ancora le tue mani,
non vi sarà un passato o un domani
a cui affidar i tristi miei pensieri,
che si rifletton sai, per giorni interi

nei cupi ambiti della mia memoria!
In lor si disperse ogni vana gloria.

... Quando sfiorerò ancora le tue mani,
vivrà per me soltanto quel momento;
ed esso, come l’ulular di un vento
che un gran baglior ridona agli altipiani,

la vera gloria in me allor riporterà.


18/02/2012
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Le foglie non cadono
nel tempo degli addii, 
rimangono sospese.

E nell'assenza, 
il vuoto si riempie di troppe cose. 
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Profilo Autore: LaPioggia_  

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Vendetta corrosa
degli anni or sono
gridava tradita
dal   mero perdono.

“Resistetti così a lungo, 
in questa foresta
e contenta ero, aggiungo,
prima di te era festa.”

Rispose colpito
da cotanta rabbia roca
il perdono sopito
finalmente aprì bocca.

Io esisto da sempre
nella coscienza umana
 laddove odore acre nel ventre
la tua presenza emana.

Mi accingo a seminare
la luce tra le dita
laddove tu, nel tuo passare
uccidi per sempre la vita.

 Potessi vedere
 l'anima  che luce rilascia
quando abbraccia il sapere
e seppellisce l’ascia.

Sapessi il suono divino
che canta l’eterno
brindando nel bicchiere divino
scaldando l’inverno.
 
Ma tu sei la vendetta
e non conosci l’oblio
poiché sazia solo di te
non cerci la fame di Dio.    
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Rassegnata
ho smesso di capire
la cattiveria
l'odio
di chi si vuol vendicare.
Si vive e si prega
per poi
all'uscita di chiesa
nell'ipocrisia
pugnalare amici di schiena.
Meschinità che dai pane
agli affamati di ingiustizia
cosa si può raccogliere
se è il male
il germoglio da seminare.
Contadino demente
di perduta mente
segui la luce avvenente
che ti porta a capire
quello che non sai vedere
invece di crocifiggere
il tuo Cristo personale
"Gesù o Barabba! "
l'eterna visuale.
Umanità indegna
di essere amata
come puoi cambiare la storia
se resti nell' ignoranza accecata
nell'odio e nella brama
di veder accusata
il fratello o la sorella
di opinione calunniata.
Nessuna meraviglia
se tutto diventa odio
senza tolleranza
senza amore
l'uomo rassegnato
da l'addio al suo Dio
e a me non resta
che seppellire
la speranza in suicidio.

 

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Nell'attesa del tuo grido
immagino i tuoi occhi
e non sò spiegarmi questa forza nuova che muta
il cuore esplodeva oggi alle cinque
quando dalla tua e un po mia bocca
<babbo aspettiamo un figlio>
nonno sarò nonno
un non so che ha colorato la mia anima
l'ha alzata, nell'orecchio mi ha sussurrato
questo è il mio regalo
la tua cura rinasci...
lacrime cosi belle luccicavano nel cadere
mi sentivo ripulito fresco nuovo
conterò i minuti per i tuoi occhi
scriverò per raccontarti tuo nonno
le sue paure i suoi sbagli il suo cuore
ma non scriverò nemmeno una parola sul dolore
perchè è fuggito oggi da me
e se i miei occhi non vedranno i tuoi
rinascero orsacchiotto
tuo nonno.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Ah amore,
 quanti giorni conto tra i capelli bianchi
quante stagioni
 nelle rughe di margherite negli occhi,
e quei sorrisi
 come brividi su pelle stanca
 con su scritto che mi manchi
mi portano la lacrima dal cuore,
 ahimè anche il pianto ormai muore.
La  vita mia levigata dal tempo e dal mare
dune piene di granellini che corrono tra le dita
quei granellini minuscoli  di emozioni
che formano la mia spiaggia in questa vita.
E poi quel verde dell'anima
 che spiccava nello sguardo
che posava sospiri su alberi secchi,
 rami senza ombre

e sbocciava nel miracolo una fogliolina
 arrivata in ritardo

laddove la morte allungava già
 la mano dalle sue sponde.

 Il profumo dell'amore
 quel magico angelico odore di divino
che inebriava le notti come un etereo vino
e noi volavamo lontano tra campane di nuvole

toccando le ali della fantasia
 diventando noi stessi la poesia.
Scorgo il Faro del tempo
che guida ora l’anima mia
aspetta, è ancor sveglia,
  percorre luoghi amati
tra ombre e luci
cercando ricordi
che non sono mai arrivati…
 

 
 
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Assorbo il tuo dolore
lo sento
pungermi la pelle
come fosse mio,
tu cupa
alla finestra
a contare i giorni
che ancora ti rimangono,
 occhi velati
 viso rigato
segni del passato
curve le spalle
portano il peso
una lacrima
sfugge al controllo
 con la mano
la cacci via
la tua debolezza
per te è vergogna
sollevi il viso
accenni un sorriso
con voce flebile
mi saluti
vado via




 
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Due conchiglie gommose
mi trasportano
in una culla ondeggiante
tra le frasche arboree
dell'estate,
in un'atmosfera
di fate e dittatori...

Quei dittatori
che ti impongono
i ritmi di un tempo
e quelle fate
che incantano
con l'aere del passato,
lanciando quella polvere
che suona come un flauto...

Un flauto di quelli di pan,
con quelle mille canne
che fischiettano
e ti lasciano svarionato,
tra i profumi dell'oriente
che inibiscono la mente...

Un flauto di quelli traversi, 
che parla di un miraggio,
un miraggio
che mai ho potuto vedere,
ma che ora sento,
tra le voci di quei carismatici,
che mi impongono di ascoltarli,
sempre se mi va...

E' un totalitarismo
che mi comanda
e mi porta tra i boschi
di vent'anni fa,
dove i vecchi arbusti
venivano abbattuti
e gli anziani
piangevano i tempi
dei mandolini e dei liuti...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Ruvide parole
scivolano
verso
 dirotti pensieri
storditi,
colpiscono
come rasoi,
impugnate dal
giudizio
senza
comprensione
rendendo
più intensa la pena
distesa
sui colori opachi
di un tappeto.
 
Bottiglie vuote
riflettono
il buio
dell’abbandono
nato da
ruvide parole.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Arrogante e cattiva è la vita
che separa i suoi figli dai padri
minacciosa crudele ed amara
un po’ nera un po’ triste un po’ kaki;
 
ci si aspetta soltanto la fine
per trovare conforto e riposo
e anche quando il segreto è graffiare
io non posso non devo non oso.
 
Guardo fuori e la voce che trema
si tradisce e si lascia capire
ma che fare se il credo è sincero?
se le spine mi fanno soffrire?
 
Sono pronto a ricevere un segno
confinato nel ruolo del gatto
disperato d’amore e dolcezza
sono solo ed è un dato di fatto.
 
Un qualcosa è rimasto incompiuto
una scheggia che infetta i pensieri
la scalena figura di un uomo
derubato dei giorni più veri;

la poesia non è certo il messaggio
non è altro che un fiore appassito
la stagione che voglio di meno
compromessa dal vento improvviso.
 
Minaccioso è il delirio del matto
maddalena del sogno comune
scellerata compagna di viaggio
per le misere frasi e le lune;

quattro foto scordate dal glande
sono appese sul lato mancino
quattro pose che sanno di sperma
quattro assi che porti al polsino

nel frattempo mi vedi morire
signorina “ti devi fidare”
oggi il mondo si sposa col vizio
e tutto il resto lasciamolo stare.
 
Risoluti neghiamo l’insulto
non parliamo e dormiamo lontani
vanità sei regina e padrona
del passato dell’oggi e il domani.
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Profilo Autore: Charlie  

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Silenzio.
 Sono il silenzio
assoluto, non parlo,
  non scrivo
e non faccio più rumore.
Forse…perché
non ho più niente
da dire….
Ho aperto la porta,
ho urlato qualcosa..
e adesso ...la chiudo.
Appendo distratta
il pensiero sul nascere,
giro la chiave, tanto….
non si sente ora il rumore.
Tolgo le scarpe,
non le metto a posto
il disordine
è anche nel mio cuore.
Accendo la scatola vuota
chiamata televisione,
guarderò il mondo,
ora…che il mondo
non può più vedermi.
Spengo il giorno.
Voglio solo luce soffusa,
porta ombre diventate
amiche.
Chiacchiero con loro
e poi le butto fuori,
ho imparato, che
così si fa di solito
con gli Amici.
 E poi a dormire..
in un letargo del tempo,
dormire in  primavera,
tanto…sono sempre
stata diversa.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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