Di cercarti ho smesso
il mio perchè
con la speranza
ridotta in briciole
sfamando il passerotto
di felicità senza ali
in domani senza pianto
stesi al sole ad asciugare
mentre fisso sgomenta
l'orizzonte spaccarsi in due
per un bacio caduto in lacrime
in un addio esanime.
Conservo occhi
che non hanno smesso
di credere
e mani
che non hanno smesso
di tremare
scartando regali
di bimba
a cui è stato promesso
un giro in giostra
che impaziente
il suo turno aspetta
guardando gli altri
ridere felici .
Quante attese
quante speranze
quante delusioni
per una fame
che non conosce bocca.
Voglio scusarmi con chi
ho tradito
senza cattiveria per inciso,
in questa vita
che abbia vinto o perso
ho spesso ingoiato merda
e l'incazzatura preso
ha il sopravvento
Se schiacciata mi sentivo
attaccavo d'istinto
ma non sempre riuscivo
a vincere la battaglia
sopraffatta la testa chinavo
L'oggi diventa presto domani
vorrei mutare i miei piani
anche se difficile
per essere migliore,
scrivere un romanzo d'autore
che colpisca chi lo legge
dritto dritto al cuore
Perpetrato ho errori
vissuto di paranoie
che avariato hanno
gran parte dei miei anni
e se pur strana
e ricca di difetti
dal cielo qualcuno
mi ha scritto nel cuore
la forza per essere migliore
Quando non ti resterà,
nella sera che avanza,
niente più del tuo cuore acceso,
sappi che mi puoi chiamare, figlio
ed io riprenderò con gioia
l'antica strada di casa
che sempre mi porta ad un passo
dalle tue più belle notti.
Non sarò, per il tempo che ti servirà
e che mi concederai,
solo un confuso ricordo,
ma fratello e padre.
Abner Rossi
14 Luglio 2012
ti prendo la mano
andiamo lontano
dove il sole non muore.
Chi l'avrebbe mai detto
che sbagliando s'impara
e la notte più lunga
viene solo una volta.
Mio grande amico
io qui sono nato
in questo mondo antico
ma mi piace e lo tengo.
Non portarmi lontano
dove non sò chi sono
ti prego... Restiamo
poi vada come vada....
La porta si era aperta
nello scuro
sprofondato
risucchiato nell'incerto
io restavo in attesa
mentre il dubbio
m'attanaglia
e mi serra in una morsa
dodici ore di silenzio
sali e scendi
scendi e sali
mani giunte
a cercare quel tuo
Dio
che di colpo ti abbandona
al tuo destino
dodici ore in attesa
una porta che si apre
l'incubo è agli inizi
sudo sangue
ti ritroverai piuma leggera a cielo aperto
cullata da emozioni vissute nel pianto
in quelle lacrime che nascondo a stento
mescolate ora con sabbia e vento.
Sarai nell’ultima dolce mia poesia
sfiorando le note dell’anima stanca
accarezzerai capelli bagnati di luce
seduto sugli argini del tuo tempo
in quella malinconia che ti conduce
verso strade diverse in un crudele tacere.
Sarai nel silenzio dolceamaro
appena sfiorato dalla schiuma del mare
in quell’ orizzonte che ora saluta avaro la dignità
che se ne sta per andare.
E poi sarai negl’ultimi versi di vita
in quel volo di uccelli migranti
e tu seduto sul ciglio della luna
a vivere gli ultimi nostri istanti
nell’illusione ti ho messo in alto
per potermi guardare
mentre ti amo
ma ora mi copro con stelle
cadute sull’asfalto
e mi chiedo
quanto dolore
saprai sopportare
visto che ora da quelle ciglia
di luna
nel mare dovrai annegare.
L'amante se ne va piano
nel cloroformio delle rose,
una serra
la camera
innalzata a te
per un'idea.
Piangi e ammira l'amante che
se ne va piano,
braccia bianche senza spine
e la fronte ferita,
nell'incerta contentezza
del suo chiamarti.
(2011)
Sopra l'uovo di diaspro
un'effimera scia
se indagano sull'astro
occhi verde veneziano...
Scivola più lentamente
sotto il lago di spezie
un libro aperto e chiuso,
un battito di ciglia.
L'orchidea in un bicchiere
sorseggia
meraviglia.
(1984)
La notte è un foglio di carta carbone,
Blu o nera, frà le nuvole, fanno capolino le stelle
Lasciando all'iride il suo viaggio -
Riflettendo, come la morte, dietro tutte le cose.
Sotto gli occhi delle stelle l'alone della luna
Soffre il guanciale deserto all'insonnia
Spargendo la sua sabbia finissima e irritante in tutte le direzioni.
Più e più volte il vecchio film ha tatuato la tela
proiettando imbarazzi - e giorni da spolverare
Dell'infanzia e dell'adolescenza, <si tuffa la mente e vede>
Volti amati su alti steli, il cuore che copiò una lacrima,
Un papavero che lo fece piangere.
La sua fronte è sconnessa come un sacco di rocce.
Memorie si urtano a vicenda
Egli è immune alle pillole: colorate
Come accendere la noia nella serata prolungata!
Quei pianeti la cui influenza addolcisce il vinto per lui
Una vita ci ha battezzati nel no-vita per un po ',
E
La sua testa è all'interno di specchi grigi.
Ogni gesto, fugge subito in un vicolo
Di prospettive che svaniscono,
Dentro scarichi l'acqua nel foro in fondo.
Vive senza il suo angolino come una stanza senza palpebre,
Lunga-notte, nel cortile, gatti invisibili
Sono stati urla delle donne, o strumenti danneggiati.
Già si può sentire la luce del giorno, la malattia scrive su più pagine
Raccolta nel cappello pieno di ripetizioni banali.
La città è una mappa nel continuo cambiamento,
E ovunque la gente, non-incontra-sguardi ,
Stanno cavalcando seguendo la fila, come macchie sole
Lasciate sulla carta e sulle mie dita che ricordano.
oscuro male oscura male
***
Questa laguna è sempre più tetra e prima o poi impazzirai
sei nero fradicio e sai di ronzio di zanzara e delle sue ali
schiacciate al muro calma nevrotica e morsi alle viscere
prima di farsi pace assoluta l’adrenalina brucia ed incendia
il dolore che covi, è sconvolgente volatilità, odore di gas.
***
Quando guardo germogli penso fiori futuri di morte
penso morirò di me senza di voi e non vi guardo.
--------------Dal tentato suicidio di un amico veneziano alla paura per il futuro dei nostri figli
luminoso come non mai
per il nostro infinito amore
che spezza le nuvole nel temporale
a sancire novella promessa.
Dei scorsi pensieri mi nutro
coperto dal tuo profumo
d’amabili emozioni che mai scorderò
mentre a nulla servì l’amarezza
la fatica, l’inquietudine
poiché c’è sempre stato un sorriso
per me, oro per la vita.
M’immergo
in questo giorno di felicità
tra arcobaleni e lucenti, scie di stelle
che son d’argento
rinverdendo orme smarrite nel mai
rendendo nullo il tempo
con il traguardo
di questo nostro grande amore.
del giardino
ad occhi chiusi
i passi si dissolvono.
Sulle gelide gotte dalle lacrime invase
sbatte la neve
e i pensieri
congelati nel tempo che fu
al risveglio costringe.
Breve
ancor peggio del passato
la realtà sfiora lo sguardo
e il sostegno
nelle solitarie contrade
dallo schiamazzo del gioco
di alcuni bimbi improvvisamente ritrovi.
C'è silenzio nella stanza
buio
il sole non può entrare
sibilo di macchine
tanti occhi chiusi
viso pallido
tu li apri
mi guardi
con voce flebile
quasi un sussurro
percettibile
mi chiedi:
-com'è andata?
Io non ho sangue
si è congelato
ti prendo la mano
delicata
hai freddo anche tu
ti sorrido
tutto bene dico io
ma
sono morta.
Come un cybernauta
di capsule articolato
io sto seduto
mi reggo la testa
guardo al dannato
pensando
il contrario
di ciò che
penso davvero.
Poi noi ci sorridiamo
quando
il principio attivo
viene assorbito
ed entra nel circolo
oltre la barriera.









