Abbandono il corpo
l'anima
alle acque
tiepide e morbide
all'alba
appena sorta
mi sciolgo
e muto in onda
sola tra le onde
il vento
danzare mi fa
a suo piacere
contro scogli
graffianti
poi nuovamente
lontano mi porta
Mi perdo
nell'immensità
del mare
che vidi ed amai
per la prima volta
affogando
nel tuo sguardo
stillante amore
Sogno mi appari
tu mentre onda
smarrita sono,
un'altra volta
affogo
nel tuo sguardo
ancora di salvezza
l'unico e vero mare
in cui voglio e posso
perdermi per sempre
risveglio a nuova vita
in perpetuo moto
E' a tergo
il giubilar che effonde
del tutto
giunge affronto e perdo
gli strali ombrosi
oasi di tempo
allineate a cadenzar gli esplosi
Sufflar
tediose nenie
gioghi esistenziali al laccio
e lieto dispensare glorie
l'albergar di culla
intorno a questo nulla
di questa bara io mi giaccio
e tosto
scrivo mie memorie
Giunge al colmo
la sutura
dei vanti
l'estremo e la natura
ad inanellar di inutili l'evento
la gioia di un momento
la somma delle cose
mi giunge deleteria.
color pastello dipinta,
sconvolta da
boati di cannone
abbandonata
alla disperazione
di sogni divenuti
croci, seppelliti
in una
fossa coperta
di sabbia
color seppia,
villaneggiata
dalla rotta
che dall’Ebro
ha scalfito
il suolo di Madrid
disperdendosi
in una mesta marcia.
Bagliori dal fronte
caricano d’angoscia
animi impietriti,
nuvole ammassano
esasperazioni
schiacciate
dentro un
treno fermo
al confine.
Per te fu sfregio
se ti posai
adagio
su guanciali
di parole randage.
E il dare vita alla tua cera
fu come farla cenere
dalla tua risposta.
Ora il mio esistere è sosta.
Un accumulo di date
mai nate
da recidere
e appuntare a latere.
M'ancora adesso ,
sperso ,
negli avanzi
di un pomeriggio,
mi sporgo
da davanzali inconsci
nell'ispezione del mio paesaggio
allungando il collo a dismisura
ma è solo miraggio
il lieve accenno di una tua figura.
Un impazzimento d'occhi
che sferzati dalla tua assenza
ne costruiscono loro una di presenza
spesso succedente
a chi .
nelle disequazioni del cuore
dà tutto
per avere niente,
giammai pace.
Perchè il nulla quando è nulla è nulla
e te ne accorgi
perchè tace.
Ma non è pace.
E' cedevole l'asse che il tutto sostiene
e si sta sulle punte per non gravare,
ma il tutto lo stesso sviene
e l'irreale
rimane tale.
Perchè tu non sei perchè sei.
Ma sei perchè non sei.
E vai pubblicità!!!!!
Automobili ... zero interessi
incentivi
prima rata sei mesi dopo
a partire da 50 euro al mese
uauhhh che figata!!!!
Lo yogourt che rinforza
le ossa
e se voli una scala intera
ti salva i femori dalla frattura?
Ah la famiglia felice
del mulino bianco
basta una colazione
sana e naturale
con brioches
alla carota
e la vita problemi non ha
Prendi tre
e paghi due
siiii ….
alle sette e trenta del mattino
coda tipo autostrada
il primo di agosto,
davanti al supermercato,
“apriti sesamo”
IPER ALADINO
apre le porte
e come pecorelle smarrite
persi vaghiamo nel mare
dell'imbroglio
dei media pubblicitari
spingendo carrelli
sereni e stupidi ….
Ed alla sera
di nuovo di fronte
al televisore
pronti a bere
altre novità
AH LA PUBBLICITA'!!!!!!
Di notte le lampadine sibilano come segnali di navi che affondano.
Leggiamo libri dimenticati dai loro autori.
Non c'è verità, nelle parole che ti salutano.
Serate maleodolranti: festival di siringhe,
peonie in eruzione nelle camere intubate.
Corridoi sembrano ingoiarti
i secondi ti chiedono perdono
nascondendo tempi interminabili
Eppure a volte in superficie per un momento,
il sole splende a volte
e una breve certezza appare,
quasi la fede.
come rovi
intralciano il sentiero.
Se non li spezzi
t’intrigheranno sempre.
Ma i rovi ricrescono
e i sentimenti smarriti ritornano.
E allora occorre
un nitore incessante
per spazzolare i dolori
e renderli levigati
come ciottoli di torrenti.
E allora occorre
un nitore incessante
per ridare serenità
ai sentieri della coscienza.
Come una falce
la forza dei ricordi
taglia i tristi fieni dell’oblio.
Sensazioni come elastici
si tendono
in una flaccida continuità
e in un mero riflesso dell’esistenza.
Ho la bocca chiusa
come se le labbra
si dovessero incollare
e una tristezza diffusa mi accompagna.
Tra nuvole desolate,
leggere e monotone,
vago e sfoglio la mia coscienza
come un libro di pietra.
Le cose morbide
su cui mi adagio
hanno spigoli
per la mia razionalità.
Aspetti fluttuanti,
macchie di movimenti,
voci d’incertezza,
cose che passano
e non accadono.
Grandi fruscii di alberi
intorno a me.
Da isole lontane
osservo la pianura
della mia meditazione.
Finzione e turbamento,
disordine e fredda pietra tombale.
L’anima ricorda e piange.
Le mani tremano e gli occhi
soli, raccontano la verità.
La paura di perderti ha l’amaro
del buio e del freddo
e il destino di averti ha lo zucchero
dell’uva matura.
Attorno il deserto e la neve
incidono notti e profili,
come quello del cane di pezza
che col tempo si è fatto papà.
Picchietta sul vetro la grandine
e sul tavolo si posa la polvere
mentre i fiori sul campo si piegano
ed io provo stranito a dormire.
Non ci riesco, non posso, non credo,
ma la scarpa si deve allacciare
e se spreco i miei assi e i denari
è l’estatica infanzia che stupida
si crogiola in carezze di vento.
non è quello che non dico
che mi uccide.
Io sanguino parole
e nelle vene scorrono
sillabe impazzite
passando attraverso
mente e cuore.
Forse,
non è il silenzio che mi uccide
quello, rubò il mio sguardo
regnando in me da bambina.
E’ questo spargere
i versi dalle vene
il mio stesso sangue
in questa lurida cantina.
Talvolta porgendo fine
alla bramata via
e all’apparente quiete
ma come sempre
anche questa
è solo decisione mia.
E tu, che vedi ovunque
schizzi di parole dissanguate
vedresti comunque
che le parole non hanno
etnia, si sono adeguate.
Scorrono lettere
pulsano le rime
a volte fredde,
a volte d’amore
a volte rapprese si fermano
come un grappolo e mi soffocano
e brucia la gola
solo un istante di atroce dolore
e poi, sono sola.
sei cresciuta troppo in fretta.
Con uno sguardo incantato.
Quante corse contro il vento
credendo in un mondo diverso.
Sognavi ad occhi aperti
allontanando ogni paura
prendendo più sicurezza.
Ma il coraggio non basta mai.
Avresti voluto momenti più belli.
Ma in fondo
qualcosa sempre rimane.
L’incapacità di….
guardare la bellezza
dell’umanità fragile
con sguardi teneri
come la luna piena che proietta
il proprio chiarore
sul dormiente mare notturno.
L’incapacità di…..
ascoltare il cuore
d’un’umanità amante
con atteggiamenti semplici
come una madre
che cura
i propri piccoli
appena arrivati
in questo meraviglioso mondo.
L’incapacità di….
amare l’uomo
povero e peccatore
limitato
con stili nuovi di condivisione
come un Padre che provvede
per i propri figli
appena arrivati nel tempo
con desiderio di eternità e di pace.








