La paura si impossessa
sempre più di me
vestita di bianco
ingannevole figura angelica
E' astratta ma fa male
un male penetrante
come una lama arroventata
conficcata nel cuore
Esorcizzarla
focalizzando i pensieri
verso altri lidi
ma come una pellicola
di un film, ormai logora
si blocca sempre
sulla medesima immagine
riportando alla realtà
Allontanarla
osservando le nuvole
che lievi solcano
i cieli
vestirsi della leggerezza
del bianco
che a loro appartiene
per un attimo la pace ritorna ….
All'orizzonte ecco una nube
nera incazzata
pronta a scaricare la rabbia
sotto forma di pioggia
ed ecco la paura si muta
in rabbia
una rabbia potente che
partorisce lacrime
e si fondono con la battente pioggia
finche' la nube spinta dal vento
si allontana
Pare tutto finito
vana illusione
tornerà la paura
tornerà finchè lascerò
che sia più forte
del mio coraggio
di affrontare la vita ...
su quel materassino
vi ero sdraiata
mi sentivo cullare
dolcemente
dalle onde
che ammiravano
il cielo
d'un azzurro splendente
che accarezzava
il mio volto
disteso e contento
per quell'uomo
desideroso
di essere padre
che sognavo di avere
un uomo altruista
donatore di occhi
abbracciando la morte
di un vero signore
Fuggono i ramarri
dalle dita, sono
i miei stessi anelli
e comete domestiche
saettano incappucciate,
ripararsi
e altre speranze
che non toccano mai terra
col loro piede...
Nel fruscio di margherite
fiorite a caso nel ghiaccio
in fondo agli occhi.
Non mandare i miei sogni in frantumi
che la storia deve essere scritta,
accompagna il mio pianto sommesso
e rifletti sul tempo che slitta.
Mentre premo il destino che insiste
si ripete la pioggia e la danza
superiore al volere che sudo
si ripete e il mio cuore sobbalza.
Tutto quello che in sogno svanisce
si consuma nel sangue o nel letto
un profumo che piega la schiena
e ti strappa un respiro sospetto.
Io mi chiedo se il dado sia tratto
se anche il cielo mi abbia lasciato
mi rispondi che tu sei più forte
di ogni sogno destino o soldato.
Ma anche il cane ha la sua dignità
limitata al passare del tempo
come il giorno che ho detto ti amo
fra le ombre e i fantasmi mi pento.
Il pesce con la spada tratta
farebbe a meno di sfidare l’aria
ma con l’occhio girato al mezzo bue
e alle sue coste nude
pensa alla dignità
di chi la testa conserva intera
nel mercato in mostra
ed anche nel ritratto
Ispirata a un particolare del dipinto di Guttuso "Vucciria"
C’era un bianco e lunatico aspetto
conformato alla splendida era
radicato nel regno segreto
di un futuro di fuoco e di cera.
C’era un tempo provato dal dubbio
dalla pioggia che riga la terra
un coraggio che sento mancare
nella notte che perdo la guerra.
Se si appaga la fame e la sete
non rimane che un pugno di sabbia
solitudine e lacrime amare
una vita di ozio e di rabbia.
È svanita la nebbia sul monte
per posarsi sul centro del tavolo
fra in bicchiere e l’avemaria
fra l’essenza e il mio occhio benevolo.
Appoggi le tue parole
su fine carta
che trasuda
il tuo profumo.
Pensieri
trasformati in segni
da decifrare.
E lacrime di commozione
rigano le mie guance
e
sbavano le curve
di nero inchiostro incise.
Lui
prenderò
questi fogli
e vi custodirò
le mie passioni,
il mio amore,
i pensieri,
le preoccupazioni,
e poi ne farò
uno scrigno
per il tuo cuore.
Sara dolce
averti con me
sarai messa
su un trono
e con me sarai
Regina
ed io il tuo re.
Copyright @ Anna Codelupi
& Giuseppe Buro 9 set 2012
A volte…
ma davvero poche volte
smetto di amarti e provo
ad odiarti.
Vedere il fiume che scorre
da due lati opposti
provando gli estremi
delle emozioni umane.
E mentre ti guardo
ti odio con un amore immenso.
A volte..
ma davvero poche volte
muoio di notte.
Per potermi svegliare altrove
e in quell’altrove vedere
se tu ci sarai ancora amore
tanto che ritrovo i tuoi occhi
in ogni vita passata.
A volte…
ma davvero poche volte
mi dimentico di me stessa
e provo paura per un’anima
lasciata in un angolo pure da me
tanto che cerco nell’alba
un suo grido, un suo lamento.
Poi mi accorgo
che non posso dimenticarmi
di me stessa
se tu vivi dentro di me.
A volte…
ma credimi poche volte
smetto di volare
e cammino tra l’umanità.
Poi mi accorgo che nel
mio cammino
non tocco mai terra
perchè sorretta sempre da te.
A volte…odio l’amore
provando paura,
ma poche volte davvero…
perché siamo umani
anche io e te.
più di quanto io amo Iddio
ti giuro amore mio
che a te sarò fedele
e dello stesso amore
amami pure tu.
Accettami così
perché sono certo
che è così che alimenteremo
la nostra esistenza.
Non moriremo di fame
perché vedremo i rami
dell’albero della vita
carichi di frutti,
e poi avremo il coraggio
di tendere la mano
e coglierli.
L’amore può condurci
all’inferno o in paradiso,
so che ci porterà
sempre in qualche luogo,
un luogo
che non conosciamo,
ma che presto sapremo.
Cosa importa
se ci saranno ombre,
la tua luce
farà brillare i nostri cuori,
ogni amarezza scomparirà,
non darmi pena al cuore
e dello stesso amore
Amami pure tu.
Copyright @ Giuseppe Buro & Mena Tucci
3 set 2012
Su un a parete dipinta di rosa
o su una spiaggia di cenere e pigne
un dio furioso attraversa i suoi limiti.
Lo si intravede al calare del sole
nascondersi timido dentro un pinolo
oppure appiattito su mura di cinta.
Talvolta il suo pianto non ha la misura
e i suoi occhi proiettili feriscono l’aria,
lo prova il rancore che serbo quest’oggi,
che i sogni stirati, un risveglio han prodotto.
Lo prova il rancore che serbo dal basso
per dei, per pallottole, per pigne e pastelli.
Sul davanzale secolare del giorno
pieghe di luce scompigliate .
Nulla vi sia intorno
solo il buio nel suo declino.
Un fascio difensivo delle ultime stelle
rimedia altrove fuoco vivo
e alterna ombre di tamburi sulla pelle.
L’artiglieria fidata della luna spossata
posa sull’albero
il corpetto del crepuscolo vanitoso.
soave promessa d'Amore,
espressione di un "oltre"
che dimora dopo l'infinito,
essi sono il volto dell'anima,
preludio di Speranza
e lieti albori senza fine,
nella fragilità
del mio piccolo cuore.
miezo a lu ciardine tuojo
e po laggià arredà
cu rose prufumate
e pe camino tengo
sulamente a te
pe me scarfà
ce starraje tu
cu li carezze
toje
ammore mio
sarraje tu a regina
de sta casa
assieme a te
viaggio che penziere
e o' core mio
sarrà a casa toja.
O' saje che si p'me
si nu profumo
e rose fresche,
n'addore
e primmavera
nu culore
blù marine
e na ventata
e giuventù
chest si tu.
E mentre suonne
te guardo
sonn't a me
songo io
l'ommo ca fa p'te.
Copyright @Giuseppe Buro
6 set 2012





