Ti leggo e
trattengo un respiro
mentre con le dita
scorre un tratto
scritto da te e…
ritrovo me…
Anelo tra le righe
cercando di capire,
a che serve
lacerare le parole "mi manchi" ,
se l'unico significato trovato,
è riempire
uno cielo vuoto,
a che serve
cambiare senso
e cambiare direzione
a che serve
accendere la poesia
consumando le parole
a che serve fissare il mare
se non vuoi volare
non voglio perdermi
nelle parole,
perché quando “manchi”,
manchi dentro,
manchi dentro ogni cosa e..
non riesco a dire addio
nemmeno alla luna.

quannu u ventu m’accarizza
e cu l’occhi ranni
mi talii in funnu all’anima
lassannumi nu surrisu
caricu d’amuri
Duci è u to turmentu
quannu trasu nu to sciatu
cunfunnennu carni e pinzieri
e intra na nira notti mi perdu
comu na nica scintilla
ca mori no ventu.
Pianto amaro
È amaro il tuo piovere
quando il vento mi accarezza
e con gli occhi grandi
mi guardi in fondo all’anima
lasciandomi un sorriso
carico d’amore.
dolce è il tuo tormento
quando entro nel tuo respiro
confondendo carne e pensieri
e dentro una notte nera mi perdo
come una piccola scintilla
che muore nel vento.
baci sfiorano e crescono
afferrando aria e colori
camminando sul velluto
camminando sul velluto
gambe incrociano e incastrano
assorbendo amore e profumi
amando sul velluto
camminando sul velluto
mischiando la saggezza di Dicembre
con le pazzie di Aprile
peccando sul velluto
camminando sul velluto
seni riposano su petali di rose
sorseggiandone fragranza e delicatezza
ammirando sul velluto
camminando sul velluto
occhi di un cielo perfetto
scrutano il lusso semplice del corpo
adorando sul velluto
camminando sul velluto
tra origami di seta
e combinazioni di anima e corpo
scivolando sul velluto
non si può mentire
a ciò che è proprio
non si può mentire
a ciò che non è allegorico
non si può mentire
a ciò che è solennemente originale
Mi preparavo
a lasciare
la vita
mentre parlava
e giravo le mie dita
che stranamente
erano tranquille
non si preoccupavano
di frasi
misteriose
tra sguardi inascoltati
al diniego delle ombre
rassegnate
di un posto doloroso
che si dispera ogni giorno
per la morte vicina
nel ricordo
delle albe
Lento mi avvio
in un cammino
dove
non c’è ritorno
cercando ancora
nella mano
quel calore
che il tempo mi
ha rubato
annusando
il mio profumo e,
con le nuvole
costruendo immagini
in luoghi sconosciuti
mi innalzerò al cielo
come una colomba libera
per poi cadere…
rialzandomi
tornando sui mie passi
riprendendo il cammino
giocando di nuovo
con le dita
e
le mani
sorrette dal bastone
immaginando
quel luogo sconosciuto
che non mi appartiene
avendo la nostalgia
di un tempo che fu

e nascosto dietro la mente
a fotogrammi veloci
si avvicina e ti parla
ti parla dell’azzurro
scivolato su pantaloni corti
oltre il sorriso furbo
di chi sa che sta crescendo
ti parla di gocce di stelle
inseguite su navi di cristallo
fino al risveglio
sopra il grigio della pianura
ti parla di rintocchi pieni
avvolti in silenzi trasparenti
forti da rovesciare
anche il tempo
ti parla di profumi di fine settembre
sparsi sopra gli occhi
verso angeli sempre vicini
e leggeri
ti parla
ti ascolta
ti scava
ti orienta
fino a raccoglierti
completamente

Perchè ti voglio qui
con me
fino a toglierti il fiato
fino a farti male
fino a graffiarti l'anima
arrivo fino a te
perchè non posso farne a meno
perchè mi sei entrato dentro
al di la di ogni ragione,
arrivo fino a te
per trattenerti qui
fino a consumarti di baci...
fino a confonderti la mente
arrivo fino a te...
tu che di me
fai quel che vuoi
senza chiedere
mai
Non guarderò
oltre il riflesso
della mia ombra
assopita nei raggi
del sole
non avendo il coraggio
di urlare alla mente
il mio grido
di dolore crescente
per continuare
i miei passi
sorvolando burroni
irti di morti
feriti dal mondo senza pace
cercando la forza
di specchiarmi
incredulo al mio viso
chiedendo alla morte
un nuovo giorno
chiudendo gli occhi
in questa notte
che il giorno
mi dedica
schiudendomi
tra gioia e dolore

ove i miei Padri
furono
certamente non bramo.
Forse perché
vagando in terre lontane
la mente s’illude
che a fianco
ancora vivano …
Anche se il cuore
ad ogni istante
il suo strazio ostenta
e il passo allunga
per dilatare
il sospiro
che ferma l’istante.
La mente è un marasma
di pensieri, parole
che cozzano tra loro
non dando vita ad un pensiero finito,
persa il respiro convulso
impossibile mi rende il far poesia
Vorrei parlare di te amore che sei la mia vita
di voi figli miei gioielli preziosi,
ricordo ancora il vostro primo vagito
l'inizio della vostra vita ….
Sbraitare con forza la rabbia per tutto ciò
che dolore crea a me ed al mondo intero
spaccare a pugni questo muro di nebbia
duro come il cemento e liberare il cuore
E viaggiare sulle nuvole a caccia di parole
imprigionarle nella mia penna virtuale
e scrivere, scrivere in lettere maiuscole
della vita che ci consuma pian piano
come un cancro maligno
che si mangia ad uno ad uno gli attimi
che dovremo vivere lasciando solo scheletro e pelle,
l'autopsia non rivela la causa della morte
Perchè è morte apparente, come zombi
continuiamo il nostro cammino, inorridiscono
gli occhi di coloro che ancora sani sono
perchè in noi si specchia il loro destino ….
quando mi perdo nel mio
passato nello spiraglio dell'alba
respirando con la tua
bocca tra le pieghe ricurve
del giorno...
Mentre non comprendo
come facevi a parlarmi
d'amore
poiché a volte le parole
d'amore non arrivano al
cuore
ma sono schiaffi che
lasciano impronte...
...e invece bastava
dirmi:








