Lasciar morire
è come seppellire
se stessi, in una catacomba
senza buchi, nel desiderio
di ritrovarselo accanto
un tempo che è già stato
tra affetti veri
che colpiscono il petto
ad un andar pianino
con l'appoggio preferito
all'ineluttabilità del fato
comprensivo per il bisogno
Non sò se riuscirei a staccare la spina....
Perdona piccole colpe
riconosci come tali
ti sentirai sollevato
nell'anima tua
che guarderà con ottimismo
comete, fiere di lei
che vuole l'amore
cercandolo disperatamente
in ogni più piccolo angolo
della terra, arrabbiandosi
se non lo trova
nel suo insostituibile calore
bollente, stanco di non sentirsi
amato, dalle buie notti non vissute
pienamente
da romantiche vive candele
che osservano effusioni amorose
fotografando due corpi
in uno soltanto
Ai margini
scruto l’andare del pensiero
che nel suo stare supino
si immerge nelle acque
del tempo.
Nelle fronde del tenero ramo
miraggio di rugiada
che assapora ogni mattino
quella luce a lei donato,
e se precipito
in questo fosso
di me rimarrà
solo una lacrima
lasciata nei margini
del mondo.
e lentamente scorre
per posarsi sul ramo
che l’alba attende
si accendono le stelle
e penetra la luce
nel cuore impietrito
dell’uomo che più
il sole non scorge
perché il pensiero
è granitico e l’orizzonte
non sogna.
Adoro i tuoi pensieri...
Cosmo dall'orbita zafferano
l'alba che cresce un viso ipnotico,
guardiano di ossa mi stai davanti
tra i leoni usciti dalla luna.
Dirigo i colori con altri occhi
e prego che non salga rapidamente;
restava a mezz'aria, senza un saluto.
Lontano pascola una prateria
di tende aperte ad ogni speranza.
Qui non è altro che la mia stanza
e un lungolago di lucine.
(2011)
Le bianche braccia
nella veste e le ginocchia,
il gesto d'amore che piega la luna
è uno scorrere
di silenzio su di me
di fata.
Non è realtà
e se ci penso fa male
che la mente addormenti piano il quadro...
Le dita
sulle corde
si fermano a metà
di un'altra vita.
L'incertezza del futuro
rende impreparati ad ogni
fortunale che abbattersi può
sui nostri occhi mentre
il cielo azzurro osserviamo,
che all'improvviso si fa nero
come il buio più impervio
Anime perse tra i gironi
dell'inferno che è di questa
vita di passaggio terreno
e non all'aldilà appartiene,
sopportiamo inermi
le sofferenze dai demoni inflitte
Demoni camuffati
in amori sofferti e poi finiti
in affezioni svariate
che colpiscono noi piccoli esseri
senza età ….
La Morte non è simbolo di avanzati anni
ruba il respiro a bambini belli come angeli,
a giovani desiderosi di vivere appieno
il tempo che di fronte a loro si presenta
mutandosi in un film dell'orrore …
Il sole nascente
mi veste di luce
mi sento stella che brilla
di fulgore riflesso
Dall'acqua del mare
mi lascio rapire
muto in onda leggiadra
e di gioia … danzo
Lingue di fuoco
avvolgono la pelle
truccandomi in tepore
caldo e dolce
che le sere illumina
dall'incavo di un camino
Nella Madre terra
vivono le mie radici
di quercia dalla folta chioma
che ombra dona
dalla calura estiva
In me tutto questo
vive
amalgama magica
fonte dell'amore
che da secoli ci appartiene
e si fa vita
tutta da centellinare,
bicchiere di vino d'annata
che mai evacua ….
assente questa sera
a non dare il respiro
alle foglie dell’alloro
umidezza che cade addosso
gelando le spalle
di chi aspetta seduto
sulle panchine del giardinetto
ed attendere la notte
per sognare un attimo
di pace…
chissà se un alito
di vento questa sera
potrà alleggerire
quel rigido umidiccio
che bagna i cartoni
di chi dimora ….
sotto un cielo decorato
da stelle …..
il parroco affranto
sull'orlo del precipizio,
di melma avvolto,
con le ruspe agghiaccianti
e le tasche cadenti...
Il capo chinato
affondava
come quei bracci di ferro,
tra le falangi arrabbiate,
coi denti nei lombrichi...
Ah e qual preghiera silente
si alzava
tra gli stipiti ferrosi,
ma nulla mutava
tra i secondi ansiosi...
Impotente,
tornava il religioso
alla canonica;
un timido saluto
e spariva tra le mura,
scomparve
e non lo vidi mai più...








