I giorni passano e tutto sbiadisce
Ma tu non sbiadisci mai
Tutto mi fa ricordare di te
Per le strade in cui passeggiavamo
C’è sempre il tuo profumo
i tuoi sguardi che mi seguono ancora
dimmi cosa dovrei fare?
per dimenticare quel sorriso
Che dipingeva la felicità in me
Brucia tanto dentro lo sai?
Le tue mani nelle mie
quando ci parlavamo con gli occhi
Tutto doveva finire, perché?
Ora non ci sei più
Ma tengo sempre la speranza
Che tu un giorno ritornerai
superando gli ostacoli
che nemmeno tu sai
Cerco in questo lento fiume
melodia da ascoltare
mentre la natura
assorbe i suoi raggi
di quel sole
che mi tiene in vita
assopisco la mente
tra gli ultimi voli
ascoltando i tenui rumori
in questo silenzio
che la luna
mi racconta
rubo tra le dita
trovando nulla
ma semplice aria
che profuma di cielo
e come polvere sparirò
tra valli
in cerca di una
nuova vita

Pietre dissipate
nel ventre
tra linee serpentine.
Rumori assordanti
di mostri che sfrecciano
nello sguardo
che ora fissa il tempo.
In quei respiri frettolosi
e passi svelti
in una corsa affannata
verso destinazioni
delle stagioni,
si incrociano
mille luci,
sfiorandosi per un istante,
per poi prendere di nuovo
il tunnel del destino.
Ferrovie.
Una Sera di solitudine
come altre sere, che sono già tante
ma questa è un po’ più forte,
all’improvviso tutti sono spariti
il mio amore, la mia famiglia e i miei amici,
ciascuno è impegnato nei suoi progetti,
e io come una stupida, sto qui ad aspettare
in questa stanza vuota è fredda
aspettando un messaggio o una chiamata
da qualsiasi persona,
Sono arrivata a un livello
in cui non supporto più questa solitudine
navigando su tanti pensieri, con la voglia di scrivere,
ma non vedo neanche bene le parole
a forza di piangere
e a forza di non sapere più che fare o che dire.
Parallela vita
nella legittima
indifferenza
di…imperi oscuri.
Sazi respiri
di venti artificiali
mentre annaspando
vivo l’aria vera.
Illusione di colori…
mi tengo il nero.
Occhi imbastiti
di collera per il domani
mentre nel parallelo
chiudono crepe
sui volti e sulle mani.
Una mostra
di gentil presenza
portando bicchieri
di lacrime altrui
comprate per poche
biglie di misericordia.
L’apparenza salva
la nobiltà!
Usando un verso,
una metafora, un nesso
...potrei dir che piove!
Piove la mia poesia
sui tuoi capelli
e sulla bocca tua
dipinge baci.
Sei tu Rossana?
E' tardi mia cara, troppo tardi.
Morir d'amore è niente
se mi ami, ma io parto.
La luna chiama
e passato è il tempo,
lascio la spada, l'amore,
i sogni, il tuo sorriso.
Giro il mio naso a oriente
e si alza il vento:
rivedo i miei compagni,
le sfide a fil di spada,
al fin della licenza....
e adesso parto.
Sei tu Rossana?
Ormai sei nebbia,
ma sento il tuo profumo.
Accosta le tue labbra
alla mia bocca.
E potrò dir che piove...
gocce d'amore che
bagnano il mio corpo
finalmente!
Parto Rossana,
sei tu la mia poesia.
Abner Rossi

ho atteso in ginocchio
appoggiando mani stanche
giocando con dita logore
nel terreno fertile
pioggia cadente
sulla schiena
scarniva la pelle
confondendo sudore
di questa vita vissuta
alzai lo sguardo al cielo
chiedendo ancora
mentre una nube
oscurava il viso
e gli occhi
socchiudevo
per sperare ancora

Un raggio di sole ….
d'improvviso
acceca ancora
..il mio inutile cuore.
….Un sospiro .....
cancella in un attimo
una vita di torpore..
Eri rimasta in me,
.. dentro me....
...piccola donna ...
m'innamorai ancora
dei tuoi ramati capelli..
...ignaro e mai domo...
sempre alla ricerca dell'origine
di un incosciente, mio,vuoto interiore..
...eri tu...
lasciasti un graffio indelebile
sul mio petto indifeso..
.. andasti via da me
.ragione non mi feci..
il cuore litigo' con la mente
e di te non parlarono piu'
nient'altro li emoziono'...
poi solo dolore,indifferenza..
Tanti anni per odiare,
tanti sbagli ,nel mio cammino...
io lontano ...
e tu sempre il mio solo grande amore..
...e poi ….,in fondo...
... è solo il giusto soffrire......
. si...,è cosi'l'amore.....
Sulla sua persona
cinque euro, esattamente,
una tessera della biblioteca scaduta.
Una cartolina timbrata,
non scritta, ma affrancata,
un diario tascabile tagliato con una matita
dal quattro di settembre al quattro di ottobre.
Una coppia di chiavi per una serratura da aprire,
un orologio analogico con ricarica automatica, si fermò.
Una domanda finale
di suo pugno,
una nota arrotolata per spiegare
piantata lì come un garofano
ma decapitato, nel pugno.
Una lista della spesa.
Una fotografia di suo figlio nascosta nel suo portafoglio,
un ricordo incassato nel cuore di un medaglione.
ne oro, né argento,
a coronamento di un dito
un anello di pelle bianca.
Questo era tutto.
d’acqua
il canale
dondola barche addormentate,
in fondo alla riva
riflesso sfuggente
di sole illumina
un ponte, confine
di pensieri, parole
incontri.
Esso divide
unendo due
cuori, coraggio
d’amar interrotto
da nascente dubbio,
spento dalla gelida paura
di rivelarsi
al di là di gradini
bruciati dal sole
di un tramonto
veneziano.

Mutilaste il mio corpo per nessun motivo
e poi la mia anima,
dopo mille molle insieme a me.
Se era l'amore della gioventù
...
Meteo, vento e linfa
preso ogni sogno di quei giorni.
Desgarraste la mia vita senza motivo
senza pregiudizi o l'umanità
il silenzio della vita
eterno sigillo le tue labbra
e uno sguardo vuoto.
Non credo di morire
gelato con la tua indifferenza,
Ho scoperto il mio essere, la mia ragione, la mia esistenza
Grazie al baratro della Terra Pura
e l'acqua che sgorga selvaggio tra le pietre e le rocce,
non è più possibile distruggere qualsiasi cosa
perché il corpo e far rivivere l'anima forte
ogni nuova alba.
Come ogni esiste, ogni speranza, ogni alba ...
Di Maru
Mi accorgo adesso
di quanto tu sia diverso
di come sei cambiato
ora che ti manca
chi ti viziava
come un bambino
indifeso
vecchio ma grintoso
con lenti scure
che il mondo vorrebbero
sfidare
gridando di essere qui
recitare la parte
di un giovane uomo
in abiti sportivi








