Mi hai guardato ancora
ed io ho intravisto la coda del lupo,
del dingo che vaga affamato
sul cumulo di spazzatura.
Che danza armonioso,
sempre piu' magro,
per gli slums di Bombay.
Avevi negli occhi un sospiro, il mio,
come il fischio di un cuore malato.
Il labirinto, l'aroma del gin,
il passo di quando sono ubriaco.
Non potevo reggerlo quello sguardo,
le mani sudavano, e la cassa toracica
si faceva piu' piccola.
Se non sono svenuto, credimi,
e' perche' mi ami lo stesso.

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