Puoi sollevarmi, se vuoi,
e farmi vibrare nell'aria,
come fa la tramontana
con la canna da pesca.
E poi, se avrai coraggio,
potrai seguire quel filo
che ti riporterà al mare.
È tutto più bello qui sotto,
che come i sassi millenari
anche i tuoi pensieri nuovi
sembreranno più grandi,
sotto la smisurata lente
di questa vasta distesa
di acqua salata e dubbi.
schiena dritta e polmoni al vento,
respirava fumo di brace dalla forgia.
schiena curva e intonata voce
cantava sempre la stessa canzone.
Mio padre mi diceva:
"impara un mestiere che un giorno ti potrà servire"
e mia madre dall' altra stanza urlava:
"devi studiare un pezzo di carta ti aprirà la strada".
Io che guardavo il cielo e annusavo la terra
correvo a piedi nudi nei prati verdi
respirando profumo d' erba
e non pensavo che questo giorno
arrivasse davvero...
Non tornerà più quel tempo
spensieratezza e mulini al vento.
Ci sono ricordi
sento il mio cuore battere forte,
il futuro ottimista mi apre le porte
da varcare insieme a te per ore ed ore.
Giocando con l’amore, il cuore mio
batte unanime col tuo
e come un amalgama di corpo e anima
riesce a fare noi sentire una splendida
persona che come corpo etereo
diffonde la sua energia
per far divenire il tutto una poesia.
I nostri cuori, amore mio stupendo,
uniti sono per l’eterno
e volesse il cielo anche oltre
sempre che Dio, amaramente,
non ci distacchi prematuramente.
sarà l'aria fredda che tira
o sarà che mi manca
il mio piccolo amore.
Sono un pò giù di corda
il mio cuore non scalda
non gli chiedo il perché
la so già la risposta.
Sento tanto il bisogno
di infinite carezze
ormai sono viziata
non nè posso fare a meno.
Ora provo a parlarci col cuore
sennò non la smette
gli dirò che ho sognato l'amore.
Era vero......
Ci siamo sfiorati
tremando giù per le gambe
incantesimi mossi
di foglie miste alla pioggia
Sul più bel prato
s’è bagnato il respiro
nel richiamo di fango -rugiada
endemiche alterazioni:
sentirsi nudi -lo siamo
odori silvestri, pori
sentori
Si ama
Posso impazzire lo sai
Per quelle tue calze a rete
Sentirmi a posto, io… mai
Di te avrò sempre… sete
Un mio sguardo si accende nel tuo
Ci sono sassi ed un sentiero
Ma anche se brancolassimo nel buio
Ci guiderebbe il desiderio
Cosa è successo a noi
Non trovo mai le parole
Questo amore non muore mai
si… c’è la notte, ma dopo c’è il sole
Cosa è successo a noi
Fili uniti nella stessa trama
Non ha paura del tempo e del poi
…chi… come noi
non dimenticarlo mai
Si ama!
si librano farfalle di luna
tenui creature in filigrana
d'oro le ali titillano
su grevi palpebre serrate
quali i papaveri di Morfeo
vermigli come la passione
e i fiori degli ibischi nelle oasi
che solo a mani d'alabastro
è concesso sfiorare
petali delicati e stami
della vita fili recisi
nel luogo dell'invisibile realtà
dove s'addormentano insieme gli amanti
e da soli gli artefici degli universi
ripensando la creazione
tra le infinite possibilità
dei loro gesti incondizionati
delle loro parole nella luce
corre per i tetti,
entra nel parco giochi
e nelle case di campagna,
s’infila tra cespugli e pietre
e riempie i campi
di muta tristezza.
Pioggia,
amica di sognatori
e disperati,
compagna di uomini stanchi
e sedentari.
Sbriciola le tue farfalle di vetro
sui metalli della terra,
corri sopra le antenne
e sulle torri,
infrangiti contro le case
e sulle strade.
Ma non distruggere i desideri,
non bruciare i sogni,
porgi le tue carezze alla malinconia
e prendi per mano la solitudine.
mentre l'amore scoppiava inarrestabile
ci scambiavamo bigliettini
per non disturbare,
ci si contemplava
e si scherzava sulle cose attorno
man mano che le cose scemavano
tu eri sempre più attenta
alle lezioni e agli appunti
e i bigliettini viaggiavano
sempre meno
o senza ritorno
così un giorno
nauseato da te che eri parte di quel mondo
mi alzai senza dire nulla e uscii dall'aula
tu non mi fermasti, la lezione era importante
così, dicevo, uscii dall'aula
e sperando in un tuo messaggio
aspettai sulla panchina di marmo gelida
del terminal
e persi un pullman
e ne persi un altro,
il terzo fu il mio, tornai ad Agropoli a pezzi
e persi te,
per sempre
Arriverà leggero il vento
come l'aria del mare
asciugherà i suoi occhi belli.
Spendenti come una notte
di luna piena.
Poi si starà bene al sole
non sentiremo il freddo
di questo inverno
perché il vento
sarà così caldo
che sembrerà un'altra stagione.
Arriveremo insieme
lei ed io
due vite come tante
semplici ma importanti
non faremo caso
a tutto quel vocio.
Saremo fuori dal mondo
così presi dall'amore.
Tu sei
Quel respiro
Che mi toglie
Ancora il fiato
L’unico nome
Che il mio cuore
Non ha mai cancellato
Non ha mai scordato
Il mio angolo di pace
In questo pazzo mondo
Tu sei
Quel sogno
Che rifarei
Ogni notte
L’unica donna che
Vorrei al mio fianco
E che di amare
Non sarò mai stanco
Sono frasi già dette lo so
Ma è tutto quello che ho
È tutto quello che mi rimane
Per dirti che tu sei
Il mio angolo di pace
In questo pazzo mondo
E rimarrai per sempre
Bellissima ai miei occhi
Tu sei
Quel sorriso
Che resterà
Nella mia mente
Tu sei
Quell’aria
Che vorrei
Tornare a respirare
Tu sei
La dolcezza
Che mi manca
Ancora ogni notte
Sono frasi già scritte lo so
Ma è tutto quello che ho
È tutto quello che mi rimane
Per dirti che tu sei
Il mio angolo di pace
In questo pazzo mondo
E rimarrai per sempre
Bellissima ai miei occhi
calca, nudo, ora il tuo piede
mentre percorri questo sentiero.
Sei giunto a me
dopo tanto tortuoso cammino e,
d'un tratto, l'impervio selciato
si è fatto più liscio e tenero al tatto.
Mira innanzi a te, Amore mio!
questa rua corre lontana
si va pian piano espandendo
fino a perdersi nell'orizzonte...
Vuoi segnare con me
le tue orme future?
Ogni ostacolo sarà superato,
se la leva sarà 'l nostro amore:
servirå a cementare l'unione,
sicuri che un dì arriveremo
a varcare il confine del Cielo!
“io volevo far cementare le mie statue, una dietro l'altra, proprio nel mezzo al selciato della piazza, come una corte vivente di sofferenza e sacrificio. Sarebbe sembrato così che gli attuali abitanti di Calais, quasi sfiorandoli nel passare, avrebbero meglio sentito l'antica solidarietà che li lega a questi eroi. Sarebbe stato, credo, di grande effetto. Ma rifiutarono il mio progetto e mi imposero un piedistallo tanto deforme quanto inutile. Hanno sbagliato, ne sono certo” - cit. Auguste Rodin
Ah Rodin! Di cosa sei stato capace?
Di quale profonda meditazione?
C’è poesia nelle tue mani d’artista,
filosofia nelle onde della tua barba;
ed io amo il tuo contegno pensoso.
Amo la tua malinconia, amo l’alchimia
di una vita contemplativa e ascetica.
Rodin, in parte io ti ho capito, lo sai?
e ora so che l’intelletto è il mezzo;
ora so che la nostra vita comincia
dove finisce quella della nostra guida.
Ma ha risvolti strani a volte il pensiero,
ed io, quando alzo gli occhi al cielo,
non lo so più se medito o contemplo.









