freddo dicembre -
il calendario nuovo
segna le assenze
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Come al tempo di Grillo dei Vaffa
Ora il concetto ripulito da Canva
Le foto in un safari dove non becchi un leone
e in compenso per scendere ti rompi una gamba

Parlavano di siccità in mezzo a fiumi di bamba
Giocavano a poker senza saper fingere davvero
Ritornando poi come Simba
con doppie coppie eppure carte in meno

Giocavano a fare i duri in una cortina di rame
Giocavano a fare i puri
e più bevevano più la chiamavano fame

Alle tre di notte così adulti
da piangere sull'Happy Meal
Un cane va dove l'osso lo butti
mentre un gatto va in vacanza con un reel

Più li tiri fuori questi imprenditori
più ti fanno pena e più ci scappa il morto
Più gli straordinari son ricordi che colori
Più ti viene voglia di perdonargli un torto

Ma più non sai qual è il tuo tempo
Più non sai qual è la tua ragione
Più fa caldo quel sudicio lembo
ch'era la la tua libera opinione
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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La casa cambia forma e colore,
nuovi inquilini tornano a dar calore,
per undici mesi in letargo in cantina,
rieccoli a casa tra salone e cucina.

Escono dal cartone alla spicciolata,
tra i bambini la festa è cominciata,
vanno sull'angolo più bello dell'appartamemto,
non pagando l' affitto senza pentimento.

Con loro portano anche le caprette,
che campeggiano vicino le casette,
tutti trovano posto a casa mia,
facendomi sentire più in compagnia.

Loro son degli osservatori niente male,
a tavola han notato che manca un commensale,
ma essi la nascita han missione di portare,
mentre il lor silenzio tu lo sentirai gridare.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Settenari a rime baciate



Inutile parola

marcisce nell'aiuola
caduta, abbandonata
dal vento spettinata;
la pioggia la sfarina…
anonima latrina
sgrammaticata e sola
che piange e che non vola.


27/11/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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C'è chi dorme
C'è chi sogna
C'è chi purtroppo ha l'insonnia 
C'è chi aspetta
C'è chi lascia
C'è chi rincorre la propria strada
C'è chi pretende
C'è chi vuole
C'è chi si accontenta e poi gode
C'è chi ama
C'è chi odia
Chi sopravvive e poi perdona
C'è chi legge
C'è chi parla
C'è chi pensa solo alla condanna
Ci sono i belli
Ci sono i buoni
E per fortuna
Ci sono pure i brutti
Anche se alla fine
È solo una questione di gusti.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Vola via
in un concetto astruso che libera le mani
e no: non è una farfalla o una falena,
un diverbio che uccide un'amicizia in una sera,
una sgridata che incarcera una carriera
È solo una balera, l'ennesima,
a portarsi a casa cosa può

Dimmi com'è che voli via
Nell'intestino del museo, Belfagord

E l'intestino sono io
Dichiarato in un ingranaggio spento
Oppure inceppato o addirittura arrugginito
Di cui non si conosce il fondo
ma almeno un lamento sì

che manda avanti la trama
e rincula indietro chi ama
Fatto sta che dentro dentro
in un angolo chiamato "centro"
uno ch'è in pace ma brama
lo trovi prima o poi

E l'intestino sono io
Se gorgoglia sono io in quest'asma
Riempita di scherzi e un eccesso di respiro
Non importa chi sia il fantasma

Chi cammina il raggio con calma
collide sempre con chi s'è fatto il giro
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Strofe di ottonari rimati in schema ABABABCC.


Il bastardo criminale
anche dopo la conferma
della tregua consensuale,
le mitraglie sue non ferma¹:
non sia mai che per Natale
gli sfollati o gente inferma
riescano a tornare a casa
se non è già stata rasa!

Con che faccia il brutto vecchio
dichiarato criminale
si fronteggia nello specchio
senza mai guardarsi male?
Non gli fischia mai l’orecchio
per l’eterno funerale
che alimenta tutto intorno
ogni nuovo odioso giorno?

Fosse stato un altro stato
e non quello di banchieri
già l’avrebbero arrestato
per i crimini guerrieri²,
mentre invece par scusato
dai maiali che fin ieri
libertà e democrazia
esportavan a ogni via.

Quanto le Nazioni unite
l’abbian preso dentro il culo
per risoluzion fallite
contro quel cocciuto mulo
dichiarandole sgradite
rispondendoci “fanculo”
lo dobbiamo ancor capire,
ma ne avremo da soffrire.


¹: la mattina di mercoledì 27 novembre i soldati israeliani, a tregua già ufficialmente iniziata prima dell’alba, hanno ordine di continuare a sparare sui civili che tentassero di tornare “troppo presto” nei villaggi distrutti;

²: come aggettivo, nel senso di “crimini di guerra”;

P.S.: la mattina del 29 il bastardo continua a bombardare alla faccia della tregua che sostiene di rispettare, perché quando li fa lui non sono bombardamenti ma “chirurgia”.


27/11/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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Volo di notte
Tra sfaceli di corrente
Le mie mani stringono il niente
La polvere di un amore
Si è perso per sempre
Tra quattro pareti senza presente
Scrutare il futuro è impensabile 
L'avidità è un cuore nero
Che palpita per l'oblio
Facendo tremare il corpo
Privato dell'orgoglio 
Non ci sono più maree
Né sentimenti
Lacrime solcano lunghi patimenti
Una condanna senza limiti 
Causata da ferite inguaribili
Le giornate si sono trasformate
In espressioni incomprensibili.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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A sprazzi parole e pensieri di pace

emergono in un mondo di pazzi,

razzi infuocati incendiano palazzi,

pupazzi, gli umani, in mano a pazzi


sprazzi di luce in controluce

colorano lievi un cielo stellato,

tenebre e spettri stan sulla terra,

infinito e cupo rumore di guerra


a sprazzi la vita affiora spontanea,

un fiore rinasce nella sporcizia,

profuma di gioia una lacrima triste,

scivola in viso un dolce sorriso.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Discorde son le note nei tuoni
del buio nel travaglio del dolore,
la pelle lacerata ha l'odore di pece
e il cuore conta le sue lacrime
sul rotocalco del vento.
Dov'è la primavera del domani
a cincermi il capo coi suoi olezzi,
dove sono i passi del perdono
nel riposo che libera la ragione
dagli spettri del macigno presente.
Dov'è il clavicembalo a declamare
la mia vittoria nella fuga dal tunnel
di quel passato amorfo nella brace.
Finquando la mia forza sarà coriacea
sarò acqua che placa ciò che brucia.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 445 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nel vago ricordo del Living Theatre della mia giovinezza, tento una rappresentazione estrema del mio senso di illusoria libertà del vivere, interpretata come mera possibilità di adattamento alla sorte.

Guardo quanto ho vissuto come fosse
d’un teatro vivente lo scenario
dove l’unico sono spettatore
dove l’unico son protagonista
come avessi assistito a lungo dramma,
commedia tanta, meno la tragedia
dato in unica rappresentazione
diluita nei tempi dei miei anni
con copione che non ho scritto io
ma che ho intensamente interpretato
in guisa da sembrare recitato
da un improvvisatore magistrale,
d’altrui gesta e parole il canovaccio.

Infinite le scene e sconfinata
galleria di grotteschi personaggi
in real tempo maschere per ruoli
di tutti i logos, ethos, d’ogni pathos
e tutt’attorno cori d’ogni fatta.

Ma l’autore rimane sconosciuto,
mentre tutti gli attori son svelati
ognun d’essi prestato alla mia scena,
teatranti a lor volta di sé stessi
ognun protagonista contestuale
con la mia la sua scena intersecata
anch’essa con un suo sviluppo e trama
unico spettatore o spettatrice
di rappresentazione d’altro testo
improvvisato istante per istante
da lui/lei, canovaccio come il mio
a casaccio inseguito e interpretato.

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Ed è così che riarriva il momento,
Quello che fa ogni bambin contento,
Sale lo scatolone dalla cantina,
Si monta l'albero e su ogni pallina.

I bambini attorno con mille parole,
Come la terra fa ellissoidando il sole,
Uno dopo l'altro mettono i rami,
Nei quali il loro occhio cadrà l'indomani.

La casa si riempie di moderni colori,
Sgargianti tentano di allietare i cuori,
Ma manca il profumo della mia giovinezza,
Quando l'albero era vero e non una schifezza.

Sul portapacchi della 500 legato,
Fresco di pineta appena tagliato,
Tanto che dovevi stare attento,
Che la resina non cadesse sul pavimento.

Oggi materiale non ben identificato,
Rende il tutto falso e spersonalizzato,
E invece del profumo narrato prima,
Ha l'odore di muffa della cantina.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Non c’è anima
Nei respiri dei nostri silenzi
Le tue parole scivolano
Dalle mie labbra
Nel vuoto della nebbia
Quanti gesti hanno graffiato
Le pareti del tempo
Mentre pronunciavo invano
Il tuo nome
Tra le vastità del cielo
Aiutami amore
Non basteranno i fiori
Per eludere
Un truce sentimento
Che distrugge l’orgoglio
Di ogni strada
Della nostra esistenza.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Limerick AAbbA.


Entra nell'acqua bella calda e godici
restando in vasca immerso per le dodici
finché poi il generale
col suo piglio letale
del lancio inserirà segreti codici.


26/11/2024


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Profilo Autore: ioffa  

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come e perché ci siamo adattati
a tante memorie
‒ perché tutte quelle lingue che non consolano ‒
che si fa fatica a trovare
dagli occhi lasciati
a morire di fame sui fondali.
per un attimo le vedo
sogghignare nel caos della tua scrivania
mentre chiudi il dolore nel cestino
insieme a un coagulo d'amore.
avremmo dovuto mettere
l'orgoglio da qualche parte intestina
e chiamarle tutte (le memorie)
fare la scelta e suicidare
quelle innestate in rami analfabeti.
perdonaci, ruga scolpita di Penelope
mito di terra a riavere lo sposo
‒ noi siamo solo recidive astrazioni
per questo ci cancelleranno dalle leggende.







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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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