Immobile
a sembrare una ricostruzione in cera
giace
il corpo vissuto e segnato dagli anni
ormai esanime
sotto il velo
che occhi in preghiera
vegliano
E il cuore puro
di un bambino
piange la prima volta
la morte terrena
e scivolano lacrime sincere
che si mescolano
alla pioggia copiosa
di un cielo
che pare voglia abbracciare
quello strano vedere
e sentire
Tra le mie braccia
troverai il conforto materno
piccola creatura
che mi stringi forte a te
che stringo forte a me
per allontanare
qualcosa
più grande di te
e trema il tuo mondo
insieme a te
in quel dolore
che oggi segna
e domani
forse
insegnerà
a sembrare una ricostruzione in cera
giace
il corpo vissuto e segnato dagli anni
ormai esanime
sotto il velo
che occhi in preghiera
vegliano
E il cuore puro
di un bambino
piange la prima volta
la morte terrena
e scivolano lacrime sincere
che si mescolano
alla pioggia copiosa
di un cielo
che pare voglia abbracciare
quello strano vedere
e sentire
Tra le mie braccia
troverai il conforto materno
piccola creatura
che mi stringi forte a te
che stringo forte a me
per allontanare
qualcosa
più grande di te
e trema il tuo mondo
insieme a te
in quel dolore
che oggi segna
e domani
forse
insegnerà
8 commenti
Per colpa sua
ho un cuore di marmo
chissà se il tempo
potrà scalfirlo o scioglierlo
con una goccia di altro pianto.
Per colpa di mia madre
ho una pelle di gesso
che pian piano si sbriciola
quando all'improvviso
m'appare il suo dolore
nell'alba di un riflesso.
Per colpa di mio padre
ho mani consumate
e mi pulsano le vene
d'ingegno e fantasia
si sfaldano le ossa
nelle mie notti d'eresia.
Per colpa di Dio
ho ginocchia lacerate
tra il giunto e la radice
di preghiere urlate
nell'infinito di un futile aspettare.
Per colpa mia
e per colpa del mio vagare
mi rimane solo un bacio
e l'essenza del mattino
in un continuo e inutile cercare
ho un cuore di marmo
chissà se il tempo
potrà scalfirlo o scioglierlo
con una goccia di altro pianto.
Per colpa di mia madre
ho una pelle di gesso
che pian piano si sbriciola
quando all'improvviso
m'appare il suo dolore
nell'alba di un riflesso.
Per colpa di mio padre
ho mani consumate
e mi pulsano le vene
d'ingegno e fantasia
si sfaldano le ossa
nelle mie notti d'eresia.
Per colpa di Dio
ho ginocchia lacerate
tra il giunto e la radice
di preghiere urlate
nell'infinito di un futile aspettare.
Per colpa mia
e per colpa del mio vagare
mi rimane solo un bacio
e l'essenza del mattino
in un continuo e inutile cercare
Farfalle che s'intrecciano nel volo,
fendendo l'aria in dolce sintonia,
donan al core sorta d'allegria
ch'a guardarle non ci si sente solo.
E la Natura tutta, a piene mani,
dispensa voti di felici auspici:
fiori di pesco, pruni e tamerici
fan da corona a soffici gerani.
Rintocchi di campane in grande festa
alla messa richiamano i fedeli:
Gesù è risorto, mistero ci sveli
ch'all'Uomo Nuovo l'animo ridesta.
Pasqua ritorna a ricordare al cuore
ch'Egli morì per tutti noi salvare,
s'incarna Dio per l'Uomo perdonare:
il Suo messaggio parla sol d'Amore!
Sono un po' in ritardo lo so, volevo partecipare al concorso a tema, ma non ho fatto in tempo.
Gli auguri però li voglio fare a tutti. Un abbraccio. Catilo
fendendo l'aria in dolce sintonia,
donan al core sorta d'allegria
ch'a guardarle non ci si sente solo.
E la Natura tutta, a piene mani,
dispensa voti di felici auspici:
fiori di pesco, pruni e tamerici
fan da corona a soffici gerani.
Rintocchi di campane in grande festa
alla messa richiamano i fedeli:
Gesù è risorto, mistero ci sveli
ch'all'Uomo Nuovo l'animo ridesta.
Pasqua ritorna a ricordare al cuore
ch'Egli morì per tutti noi salvare,
s'incarna Dio per l'Uomo perdonare:
il Suo messaggio parla sol d'Amore!
Sono un po' in ritardo lo so, volevo partecipare al concorso a tema, ma non ho fatto in tempo.
Gli auguri però li voglio fare a tutti. Un abbraccio. Catilo
Ad occhi chiusi
scivolano pensieri confusi,
scivolano lacrime sul grembo,
in questo viale silenzioso ed ermo.
Ad occhi chiusi naufrago nei ricordi
Che cadono stanchi,
come D' autunno le foglie.
Ad occhi chiusi mi consumo
come una candela nel vento.
scivolano pensieri confusi,
scivolano lacrime sul grembo,
in questo viale silenzioso ed ermo.
Ad occhi chiusi naufrago nei ricordi
Che cadono stanchi,
come D' autunno le foglie.
Ad occhi chiusi mi consumo
come una candela nel vento.
Per le groppe
che rimontano la collina
il grano china il capo e scroscia
sotto il fiato del vento meridionale
che s’insinua, strisciante,
nella valle del Cigno.
Nel crogiolo della brughiera
s’addensa un pesante ardore
che rende foschi gli ulivi.
Cresce la calura
sui poggi e nelle gole,
e brucia ristoppie e terre aride.
Ma il vento di favonio, a sera,
scivola adagio
a far gemere le punte dei larici.
E rinfresca
l’aria allappata.
che rimontano la collina
il grano china il capo e scroscia
sotto il fiato del vento meridionale
che s’insinua, strisciante,
nella valle del Cigno.
Nel crogiolo della brughiera
s’addensa un pesante ardore
che rende foschi gli ulivi.
Cresce la calura
sui poggi e nelle gole,
e brucia ristoppie e terre aride.
Ma il vento di favonio, a sera,
scivola adagio
a far gemere le punte dei larici.
E rinfresca
l’aria allappata.
Ma talvolta, nel buio delle mie notti,
in giacca blu e cravatta
appendo, serio, la mia anima altrove e
lupo facc'io, lei agnello,
con furia rovisto pensieri abietti,
vomito ellissi e fiamme
e assassino dimenticati pianti
(assenti in apparir, lei),
aro il nostro campo di rosa e fiori,
sradico radici al mio
amore e cenere ardente ne faccio.
in giacca blu e cravatta
appendo, serio, la mia anima altrove e
lupo facc'io, lei agnello,
con furia rovisto pensieri abietti,
vomito ellissi e fiamme
e assassino dimenticati pianti
(assenti in apparir, lei),
aro il nostro campo di rosa e fiori,
sradico radici al mio
amore e cenere ardente ne faccio.
Ho scritto su una busta comune (sì, di carta)
una frase che conteneva parole di un rosa-alcool-denaturato
e parole di un rosso-estintore (sì, quelli sempre negli angoli)
unite da una linguina di vipera.
L'ho piegata ...ma poi (sapete, la mia bontà)
stracciata in sette pezzi
staccando ad Antonietta la testa.
Disperato fiore
con radici amare
coltivi nell'amore
del tuo seno stanco
.
Memoria storica
del coraggio con cui
sempre sei vissuta
e a volte sei morta.
.
Tu donna che oggi
come ieri sopporta
sotto lacrime stantie
laceranti bugie
.
E nel dolore che ha
sciupato i tuoi anni
alternate si son
mille e più corolle
.
sullo stelo d'acciaio
di quel fiore tuo che
in un prato di sogni
cattura il più folle.
Dipinto dell'artista Giacomo Liconi
Si stacca dal fiore
con sofferenza
con dolore.
Sà che
non potrà
più tornarci.
Vola si appoggia
si rialza
con un leggero soffio di vento.
Continua la sua corsa
attende la fine
la morte.
Oppure solo di ricominciare
rinascere
in un’altra vita.
con sofferenza
con dolore.
Sà che
non potrà
più tornarci.
Vola si appoggia
si rialza
con un leggero soffio di vento.
Continua la sua corsa
attende la fine
la morte.
Oppure solo di ricominciare
rinascere
in un’altra vita.
E gremendo l'ore, divo riso,
s'esibì a quest'ermo guardo,
vestendo istesso e 'l cor d'eliso
per grazia d'alte e magre gote.
E quel non frena 'l suo rintocco
anco urtar mani velate,
bolle, parte, scorre il lampo sangue
non su, disarmato da beltate.
Non osa l'occhio l'abbandono
dei gentili e puri lumi,
di vita a spirto fanno dono
que' tamburi giù nel ventre.
Tenue fianco, lieve e bianco,
infernale e più che santo,
gracil pare, è sol stimato,
granosa chioma non d'un canto.
Potrei, vorrei verso l'ignoto
ma calca la mente è di pensieri
e inquieta al dubbiar del suo saver
dei miei tormenti e desideri.
s'esibì a quest'ermo guardo,
vestendo istesso e 'l cor d'eliso
per grazia d'alte e magre gote.
E quel non frena 'l suo rintocco
anco urtar mani velate,
bolle, parte, scorre il lampo sangue
non su, disarmato da beltate.
Non osa l'occhio l'abbandono
dei gentili e puri lumi,
di vita a spirto fanno dono
que' tamburi giù nel ventre.
Tenue fianco, lieve e bianco,
infernale e più che santo,
gracil pare, è sol stimato,
granosa chioma non d'un canto.
Potrei, vorrei verso l'ignoto
ma calca la mente è di pensieri
e inquieta al dubbiar del suo saver
dei miei tormenti e desideri.
Ritornano alle estive lande
provenienti dalle terre del sud,
recan valigie di sogni
di vita che si rinnova.
Dopo 'sì lungo viaggio,
instancabili,
riapron gli antichi nidi:
uno è da ricostruire
l'altro da restaurare...
Al suon di garrulo canto
procede l'alacre lavoro
bisogna fare in fretta
la famiglia non aspetta!
Stupìta ti guardavo:
all'opera eri intenta!
D'un tratto sei involata
e, dopo aver gridato al cielo
la gioia tua del cuore,
sei scesa giù in picchiata;
nel tuo radente volo
la guancia m'hai sfiorata
e m'hai trasmesso "solo"
orizzonti sconfinati
e oasi di palmizi,
deserti e siti egizi,
del Nilo il limo fertile
del Liban 'l dolce miele.
Sotto le piume bianche
che fan da pettorina,
batte il tuo cuore grande
che dona a noi, stanziali,
un esotico alito di vita:
profumo di rari fiori,
di frutti prelibati.
Atavici sapori!
Un attimo poi, in fretta,
torni alla tua casetta,
nella stagion novella,
o dolce Rondinella!!!
provenienti dalle terre del sud,
recan valigie di sogni
di vita che si rinnova.
Dopo 'sì lungo viaggio,
instancabili,
riapron gli antichi nidi:
uno è da ricostruire
l'altro da restaurare...
Al suon di garrulo canto
procede l'alacre lavoro
bisogna fare in fretta
la famiglia non aspetta!
Stupìta ti guardavo:
all'opera eri intenta!
D'un tratto sei involata
e, dopo aver gridato al cielo
la gioia tua del cuore,
sei scesa giù in picchiata;
nel tuo radente volo
la guancia m'hai sfiorata
e m'hai trasmesso "solo"
orizzonti sconfinati
e oasi di palmizi,
deserti e siti egizi,
del Nilo il limo fertile
del Liban 'l dolce miele.
Sotto le piume bianche
che fan da pettorina,
batte il tuo cuore grande
che dona a noi, stanziali,
un esotico alito di vita:
profumo di rari fiori,
di frutti prelibati.
Atavici sapori!
Un attimo poi, in fretta,
torni alla tua casetta,
nella stagion novella,
o dolce Rondinella!!!
Ad occhi chiusi ti scaldi al tepore del freddo
arrotolato in quella stazione
casa color cartone
valigia su giornali d'altrove
stringono le dita
fiori
sogni non sogni
corpi che attendono i giorni
scopri
ti ricopri
non t’alzi
perché non t’alzi?
crisantemo reciso.
arrotolato in quella stazione
casa color cartone
valigia su giornali d'altrove
stringono le dita
fiori
sogni non sogni
corpi che attendono i giorni
scopri
ti ricopri
non t’alzi
perché non t’alzi?
crisantemo reciso.
Inciampi nei colori del buio
la notte ti porta lontano
senti il richiamo
osannato del cielo
un cobalto colore
che ti strappa il cuore.
Cuore solitario dai toni notturni
brami solitudine
e il buio ti veste di niente
e la coscienza nascosta
ti trova a un soffio
dal giorno.
Giorno confuso
pieno di chiasso
solo in mezzo alla gente
richiamo forte
di gaia malinconia
vezzo
che ti accompagna
solo se hai un barlume
di gioia increspato di seta..
Seta di nulla
giorno deriso
dal male di vivere
e alla sera ti ritrovi
spogliato dal vuoto
dentro il buio della notte
con l’abito smesso e
il cuore sgualcito
che gronda dolore..
la notte ti porta lontano
senti il richiamo
osannato del cielo
un cobalto colore
che ti strappa il cuore.
Cuore solitario dai toni notturni
brami solitudine
e il buio ti veste di niente
e la coscienza nascosta
ti trova a un soffio
dal giorno.
Giorno confuso
pieno di chiasso
solo in mezzo alla gente
richiamo forte
di gaia malinconia
vezzo
che ti accompagna
solo se hai un barlume
di gioia increspato di seta..
Seta di nulla
giorno deriso
dal male di vivere
e alla sera ti ritrovi
spogliato dal vuoto
dentro il buio della notte
con l’abito smesso e
il cuore sgualcito
che gronda dolore..










