A te,
che stai cercando un senso,
mi permetto di dire:
fermati a scrutare
il mare,
ma non limitarti ad un momento:
ci vuole tempo
per carpirne il suo piu' sordo movimento,
respirarne gli odori,
catturarne i colori.
E poi fai come me, guarda:
prendo questa conchiglia, l'appoggio al mio orecchio,
il suo soffiare
tutta mi pervade.
A te,
che ti sei perso, vivi disorientato,
ai margini te ne stai accovacciato,
dico:
drizza la schiena, conta i tuoi passi,
le tue angosce non vanificare,
le tue ore non sciupare,
nella pigrizia non ti rifugiare.
E, se la notte ti sorprende svuotato,
alza gli occhi e riempiti di cielo,
di questi frammenti di luce e suoni dispersi nel firmamento
perche' e' straordinario riuscire ad ascoltare
le voci del silenzio.
A te,
che hai chiuso il cuore, io dico:
sono una bestia che non vive senza interazione,
e non mi aspetto gratuita considerazione.
E tu, invece, che sei asociale,
pretendi di essere apprezzato, quasi, speciale!
Ma tu,
che imprechi e non ti dai pace
e al mondo sbrodoli le tue sconfitte,
guardami!
Tante e tante volte sono stata provata
ma mai nello sconforto mi sono crogiolata,
o nel dolore annullata.
La fede, sicuramente, mi sostiene e ne sono fortunata!
Ma tanta è la voglia di stare a questo mondo,
di godere di sorrisi e allegria
che la paura voglio mandar via.
Vivo di affetti, cambiamenti, nostalgie,
che nell'intimo mi si intrecciano quasi ricami,
e sempre, comunque, dico grazie al domani.
Commenti
Ciao, Nanni e buona poesia.
Grazie, Sara; grazie di cuore
Complimenti .
Grazie, di cuore.
Ho pensato di allegare il filmato, a margine del testo, proprio per dare completezza al mio messaggio.
Grazie, Paolo, hai letto tra le righe e ... oltre!
Grazie
Grazie, Silvana della tua attenzione.