fino a sfiorarsi.
Morbide al tatto si offrono ,
per immaginar chi le possiede.
Palmo a palmo esse si pongono,
in una irrefrenabile voglia di conoscersi.
Dita fra dita queste si uniscono
fino a creare un incastro perfetto.
Delicate fra loro si stringono…
scrigno segreto di una promessa d’amore.
Ruvide mani dal tempo segnate…
arrancano in cerca dell’incastro perfetto.
« Di andare ai cocktails con la pistola / non ne posso più, / piña colada o coca cola / non ne posso più »
(Ivano Fossati)
Che siamo iridescenti
non è mai stato un segreto,
tu come le bolle di sapone,
ed io come l’addome
del maggiolino
del bosco:
(con
sette note
d’arcobaleno
lungo la volta
delle ali).
La vita
qui,
è follia
circolare,
è fuga di idee,
è un pensiero
malinconico
in un mare
di parole
e toni:
la sola
bellezza
che si vede
anche se è buio.
Il colore non mente,
è vero amore questo:
quando noi, in società,
resistiamo immersi
in una miscela
di bile nera
e gialla,
di affetti
malinconici
e collerici.
pe ‘n po’ de notorietà,
so lieto e me congratulo
de quello che sto a fa.
Perché, vedete amici
senza pubblicità
nun se ne dinno messe
nun te resta che da schiattà !
Dovevo aguzzar ingegno
pe riuscire a catturare
cor massimo de impegno
attenzione generale.
E quale mejo cosa
all’uopo potea decidere,
senza essere ambiziosa,
se nun de favve ride ?
Pe questo che ve scrivo
queste quartine amene
pe er semprice motivo
de ore assai serene.
Quanno sarò più noto
mai più le scriverò,
raggiunto avrò il mio scopo
coi granni mi siederò.
Un mio lettore arguto
prendennome pe gonzo.
disse : più che ‘n paraculo,
me pari proprio ‘no stronzo !
al primo guizzo del mattino.
Sai dipingermi giardini di emozioni
e il cuor si bagna di mille sensazioni,
agghindandosi di sconosciuti colori.
Mi prendi, m’accogli,
tra due righe di parole,
dolci o amare.
Fai l’amore dove vuoi,
canti amore quanto puoi,
ti riscaldi al mio tepore…
Mi colori, mi fai bella,
m’innamori!
Poi mi abbracci quando piango
Mi riaccendi se mi spengo,
se mi turbo mi sorridi
… solo tu, o mia poesia!...
del prossimo Inverno
io avrò cent’anni
e tu sarai la luce
in questo tunnel
che ci porterà all’inferno.
E ci sorprenderemo ancora
mano nella mano
sulla linea immaginaria
che stiamo disegnando
per non perdere il tragitto
che dal sogno va all’eterno.
E saremo occhi di vetro
pelle di seta
cuore di violino
saremo infanti
abbagliati e stanchi
dall’umiltà del cielo
che non ci chiederà il nome
la provenienza
e questa insofferenza
di arrivare in fondo
ma proprio in fondo all’infinito.
Adesso è quasi sera
e mi travolge questo silenzio
l’unico suono
sono i tuoi passi
che mi calpestano il cuore
mentre entri ed esci
dalla cruna di questo disperato
unico, folle amore
L'acqua è
una dolce carezza
una nostalgia di
giochi di schiuma e fantasia.
uno specchio riflesso
mi sento libera
di ascoltare
in dissolvenza
Voci d'acqua
ho nel mio cuore
mentre scrivo.
Madre mi prese il vento
le vesti intorno a me
ricordano un tua carezza.
Tra polveri di un cammino
con il sole al declino
sento detro me la tua presenza
guardando le more
lucide di sapore estivo
e grandi campi
dove i pomodori
sembrano papaveri
rivivo con te
in qesta natura
una dolcezza divina.
Mai tanto grata
saro' a te madre
per avermi dato il dono del sapere
e per avermi nutrito
di gioia di vivere
in questa semplice natura
che arricchisce ogni giorno
la mia vita.
Spessore a rialzar la statura
di colei che la bellezza sua in cm misura.
Più imponente si sente
anche se difficoltà trova a camminar fra la gente.
Elegante, slanciata, traballante, apprezzamenti ricerca
nel mostrar la sua altezza.
Corredo irrinunciabile da civetteria forgiato
sia nel mostrarlo o tenerlo indossato.
Tira su l’umor in altezza vertiginosa,
ma nel finir tale incanto
di quei cm sentirà il rimpianto.
Quel che lei non conta,
è che l’uomo affascinato
non è attratto da quanto enunciato.
Il suo pensier non punta all’altezza,
né a tale misura di grandezza.
Esso immagine pone a lei in ben diversa posizione,
dove il magnifico elemento non trova espressione.
Non interessa al sognatore di questi la forma o il colore,
in quell’occasione l’effetto è ridotto
e il pensiero va a quanto l’abito ha sotto.
Attenta allora!
Non esagerare siffatti ad indossare,
perché colui che lo sguardo posa ad altezza fissa,
non noterà in futuro chi è più bassa.
Parole abusate,
un pò accarezzate
Quando il pensiero è pieno
di chi abbiamo nel cuore
E al solo pensiero
un brivido increspa la pelle
Quando non passa mai il tempo
e le mani cercano mani
Si sciolgono labbra serrate al sorriso
come bocciolo dischiuso dal sole
Aneliamo quel tempo insieme
come prezioso tesoro
Lasciamo un pò per via tutte le pecche
Ma non dimentichiamo
i gesti
le parole
gli sguardi
il filo sottile
che unisce e cattura
l'invisibile rete
di magiche maglie
che ci veste l'anima
e si chiama Amore
e cenere cadente a dipingere versi
alla finestra un anziano francese
occhi sporgenti guarda
il fiume umano che scorre
sotto il fumo che dalla mano
so sparge al suo orizzonte
due giovani amanti si baciano
affacendati nel loro amore
un tenue sorriso si fa largo
tra la cenere ed il colore dei ricordi
occhi umidi abbagliati dal calore d'un abbraccio
la gente cammina veloce indifferente
alla bellezza disperata di una Barbara
che cerca appassionata ultime carezze
prima dell'addio, il suo uomo non tornerà
il vecchio francese lo sa e la protegge sfiorandola
con il lieve gesto di una mano nell'aria
sui tavoli dell'osteria
i vecchi Bretoni giocano a carte e ridono
fanno cagnara, uno di loro impazzisce
vuole ammazzare il padre dicono
volano brocche di vino sul ciottolato
sangue si mischia all'inchiostro
tingendo nuove vie alle nostalgie
appartate nell'oceano all'orizzonte
un gatto impaurito corre
tra le gambe di soldati in marcia, corre!
alcuni inciampano altri cadono altri scappano
altri sparano altri corrono dalle loro donne
e le abbracciano, un generale ural! bestammia! ordina!
ma il battaglione non c'è più
il vecchio francese ride
accende un'altra sigaretta
e la cenere cadente a dipindere versi
si disperde al vento di sogni dispersi
e la frusta del tempo si ferma
davanti un rosso tramonto provenzale
a Saint Paul de Vence.











