Sibila al ceppo la scintilla
Geme l’ombra canticchiante salma di verno
Seduce il fuoco all’incontro con la cenere
sussurrando profezie d’antichi sapori
memorie innamorate d’umidi odori
coccolate liturgie tra mestoli ed affetti.
Il femminil tepore cola tra pentole e canovacci
rassicurante cura all’ardente buio della sera.
L’invito a cena battente grida di bambini
agita memorie nel cuore d’infantili amori.
Questo l’austero pianto d’occhi fissi al cosmo.

Commenti
Complimenti, come sempre, sia per la sensibilità che per la tecnica.
Un caro saluto
non consumistico
Mi ricorda le cucine di un tempo
con il focolaio in muratura
la cappa enorme( cenere, umidi odori)
pentole, canovacci
mestoli, affetti, grida di bambini.
Nessuno tornerebbe indietro
eppure per me sono nostalgici ricordi.
ciao
Il calore familiare magistralmente descritto, con un filo di sana malinconia.