Lo spazio attorno si riduce in fretta.
La minaccia del destino adesso è
di divenire presto algido cielo
che pianta le frontiere sulle ossa.
I giorni intanto corrono veloci…
non c’è tempo per fermare il tempo,
per sghiacciarlo nell’attimo finale
che stabilisce la resa dei conti.
Non più movenze blu nei letti sfatti
da gremire con carezze audaci
che pensavamo fossero capaci
d’annullare i dubbi sul futuro.
Quest’ultima rosa è sempre rossa,
protetta dalle mie mani stanche,
ed io non voglio ch’essa ti giunga
a profumare gli orli dell’altare.
Quando, timorosa, lei sarà con te
non appassisca tra le tue dita scarne.
Parlale, con i linguaggi che vorrai
ma… parlale!
Comete di pioggia
fioriscono nell’anima di una donna,
feriscono il suo fragile esistere
come sipari di vento
regalati all’immenso,
come parentesi di cielo
a sciogliersi dentro.
Comete di pioggia
vestono i pensieri di una donna,
ella danza con la luna fra le braccia,
morde l’ortografia del suo cuore,
rinasce dalla sua solitudine
come un timido fior
rincasato sulle labbra della speranza.
Sonetto, endecasillabi piani a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.
Si vedono nei campi nuovi ulivi
pronti a sputare in faccia alla xylella
mentre qualche verdura già costella
poderi più vicini e meno schivi.
I muri a secco lungo i miei declivi
di resilienza pur fan mostra bella
mentre la pioggia e il vento li scalpella
ma stanno ancora su quasi giulivi.
S'asciuga intanto al sole questa terra;
chissà quant'altro ancora per l'oliva
che maturando in sé succo rinserra¹.
Per ora a rifornirsi occorre stiva²;
speriamo non arrivi intanto guerra
prima che dei frantoi mola riviva!
25/02/2025
Donna dipinta dalla luna
ti confondi negli occhi degli uomini
ed affretti la tua vita ferita
in un pugno di speranze
e sfioriranno forse un cielo di offese
ed i tuoi lividi pensieri insanguinati,
stipati segretamente nei silenzi tuoi.
Donna dipinta dalla luna
sei battito d’universo sospeso
in questo infinito capitolo della storia
saccheggiato d’amore e rispetto.
Donna dipinta dalla luna
non smettere mai di combattere
per scrivere e riscrivere sempre
l’immensa bellezza del tuo valore.
Noi siamo figli del sistema
figli dell’eritema
che va per la maggiore
e specialisti
del multiforme, l’arena
per l’imprese effimere.
Siamo schegge impazzite
lontane
dal rendersi conto
che più non rispondono
nemmeno a sé stessi
e previsione per gli altri
del men che meno.
Figli che non s’amano
e amar non possono
oppure nuocciono
d’estremo opposto.
Pupi
del teatro indifferente
all’esserci o non esserci
come se …
equivalessero.
Dove cessa
con gli altri
il valore di esistere.
Fredda è la luna
su dune di rabbia
Rincorro ricordi
dentro stanchi deja vu
tra lame di rasoio
sopra campi di elicriso
Sono in lotta col futuro
colmo solo d'incertezze
Riempio il vuoto del presente
...apro varchi
a un tempo assente
Sono spento
ho il ghiaccio dentro
sto aspettando
...un altro vento
Sonetto minore (cioè in settenari), schema abba abba cdc dcd.
La mia patria è la Terra
che però disconosce
chi ci vive e in angosce
il mio cuore sotterra.
S'avvicina la Guerra,
non ci salverà l'OSCE¹,
vane sono galosce
se il diluvio si sferra.
Sento il telegiornale
col continuo aggiornare
su ogni tipo di male.
Mi vien da vomitare,
mi si abbatte il morale
ma non basta ignorare.
¹: L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che ha tra i suoi principi promuovere la pace, evitare le guerre almeno in Europa.
24/02/2025
Ruberò
il dolore di una donna
e ne farò comete
da posare sul suo cuore,
rugiada su una margherita,
pettine di luna
dimenticato nei tramonti,
e tu, stupido uomo disumano
ingoierai il cielo delle sue infelicità
ed il peso dei suoi occhi spenti
per tua crudele mano,
spezzerà la pace dei tuoi sogni.
Ruberò
il dolore di una donna
per posarlo fra le braccia di Dio
perché sia una nevicata
di nuove giuste speranze,
un bacio che sappia di rispetto,
una dolce carezza senza orrore.
Quando scrissi “A una poetessa ferita dalla luna”, sonetto pubblicato qui di recente ma risalente a oltre un anno fa, mi fu allora risposto: “Nemmeno nel buio/ di una notte senza luna/ son ciechi i tuoi occhi!/ Di dettagli hai arredato l'anima/ ed ora, d'emozioni vivi”. Quanto segue fu la mia replica.
Qual gatta che si muove misteriosa
guardi nel buio una falce di luna
quella che fu per te pericolosa,
che ti ferì poi diventò tua cuna.
Gli occhi tuoi bastano a far la magia,
nella notte narrar quel che tu vedi
e a chi non vede illuminar la via
e dell’anima tua mostrar gli arredi.
Dettagli hai colto lungo i tuoi percorsi
luminescenti emozioni di vita
distillati d’amor bevuti a sorsi
che rendon tua beltà tuttor fiorita.






