Tre quartine di ottonari monorima.
Finché dura è amore eterno,
poi diventa pianto e inferno
che ti svuota dell'interno
e ti spoglia come inverno.
Fisso appunti sul quaderno
o sul tablet più moderno
mentre lascio al malgoverno
vecchio involucro mio esterno.
Il pensiero è subalterno
al dolore a centro sterno,
sfoglio foto e spesso alterno
bei ricordi e pianto odierno.
02/03/2025

Commenti
Molto apprezzata e condivisa!
e ti spoglia come inverno".
Letta e riletta... Bella.
Per attizzare questo tuo vezzo, provo a risponderti per le rime, ma evitando di riutilizzate termini che già hai usato tu (correggimi se ho sbagliato).
Purtroppo, il senso mio mostra delle evidenti forzature ("passato il verno" perché oggi è il ventidue marzo).
Alle rime mi prosterno,
ma già dette tue discerno,
e son complice fraterno.
oggi ch'è passato il verno.
Come al lotto vincer terno
o succhiar latte materno
da bottiglia di Falerno,
(era tal motto paterno)
è trovar amor superno
un amor di vita perno
che del cuor non faccia scherno,
né ti porti nell'averno.
ed ancora ne secerno
di rimanti versi in "-erno"
se consente il Padreterno…
Ah, son ateo, mi costerno
e un rimario di Salerno
sfoglio e tutto lo squaderno
come fosse ultramoderno,
mentre al vento freddo sverno
con fervore sempiterno
qualche nuovo lemma cerno
presso un muro di piperno.
Certo non riempio un quinterno
anzi da sfida mi sperno
o il cervello mi squinterno;
oggi è freddo, ora m'iberno.