L’ora ha sbriciolato i denti
sul bordo del crepuscolo-
un morso di luce stantia
che fermenta nelle ossa.
Il corpo, centrale elettrica in tilt,
sputa scintille di melatonina:
ogni neurone un trasformatore
fuso nel cortocircuito.
L’aria è garza imbevuta di ozono,
appiccicata alle ciglia,
mentre i minuti si fanno larve
nella clessidra dell’addome.
Sotto l’epidermide, orologi a cucù
si azzuffano con le vene —
il sangue batte quarti
in un fuso mai sincronizzato.
La primavera è un nastro incastrato
nel mangianastri del campo da calcetto,
una cassetta sbiadita che graffia
aprile in loop distorto.
Stanotte il tempo non scade,
si incolla alle suole
come gomma da masticare fredda-
mastico attimi senza sapore
fino all’alba.
sul bordo del crepuscolo-
un morso di luce stantia
che fermenta nelle ossa.
Il corpo, centrale elettrica in tilt,
sputa scintille di melatonina:
ogni neurone un trasformatore
fuso nel cortocircuito.
L’aria è garza imbevuta di ozono,
appiccicata alle ciglia,
mentre i minuti si fanno larve
nella clessidra dell’addome.
Sotto l’epidermide, orologi a cucù
si azzuffano con le vene —
il sangue batte quarti
in un fuso mai sincronizzato.
La primavera è un nastro incastrato
nel mangianastri del campo da calcetto,
una cassetta sbiadita che graffia
aprile in loop distorto.
Stanotte il tempo non scade,
si incolla alle suole
come gomma da masticare fredda-
mastico attimi senza sapore
fino all’alba.
