Satirica sfaccettatura dell'umorismo impertintente,
tiepida consolazione incastonata in un istante gioia,
deliziosa degustazione dell'essenza della vita,
espressione naturale di noi stessi.
Discrasia nostalgica insediata nel pianto,
raccomandazione benevola rassicuratrice,
aggettivo silente compreso in ogni dove,
sigillo indelebile che sopravvive al tempo inesorabile.
Simpatica distorsione facciale involontaria,
vivida determinazione della semplicità,
raccoglie il meglio della personalità comune,
trasforma un difetto in qualità preziosa.
tiepida consolazione incastonata in un istante gioia,
deliziosa degustazione dell'essenza della vita,
espressione naturale di noi stessi.
Discrasia nostalgica insediata nel pianto,
raccomandazione benevola rassicuratrice,
aggettivo silente compreso in ogni dove,
sigillo indelebile che sopravvive al tempo inesorabile.
Simpatica distorsione facciale involontaria,
vivida determinazione della semplicità,
raccoglie il meglio della personalità comune,
trasforma un difetto in qualità preziosa.
4 commenti
Il mezzo per il fine
è quel confine pratico
piuttosto grezzo, male
dell’intelletto statico
per esternare dazio
da sfilacciate setole
con stolide terzine
di strazio a ciò che appare.
E solide s’erigono
barriere ad impedire
alla visuale spazio
che resta d’un epigono.
Si cambi direzione:
sia il mezzo solo il ponte
di valico al confine
ché dentro c’è la fonte.
è quel confine pratico
piuttosto grezzo, male
dell’intelletto statico
per esternare dazio
da sfilacciate setole
con stolide terzine
di strazio a ciò che appare.
E solide s’erigono
barriere ad impedire
alla visuale spazio
che resta d’un epigono.
Si cambi direzione:
sia il mezzo solo il ponte
di valico al confine
ché dentro c’è la fonte.
T’ho visto da lontano.
E per un istante ho pensato che fosse meglio distogliere lo sguardo.
Ho pensato che forse, il destino ha deciso per noi.
Ha deciso di farci prendere due strade opposte
perché altrimenti sarebbe stato tutto fin troppo semplice.
E noi, non abbiamo mai amato le cose semplici.
Ti guardavo e pensavo a come il destino possa essere così crudele a volte,
a cosa gli sia successo per essere diventato cosi.
Continuavo a guardarti, inconsapevole di ciò che stava avvenendo nel mio stomaco:
miliardi di farfalle svolazzavano a destra e a sinistra.
Pensavo e ripensavo al primo sguardo, quello pieno di insicurezze e curiosità.
Ecco, fu in quell’istante che decisi di girarmi
e di andare via.
E per un istante ho pensato che fosse meglio distogliere lo sguardo.
Ho pensato che forse, il destino ha deciso per noi.
Ha deciso di farci prendere due strade opposte
perché altrimenti sarebbe stato tutto fin troppo semplice.
E noi, non abbiamo mai amato le cose semplici.
Ti guardavo e pensavo a come il destino possa essere così crudele a volte,
a cosa gli sia successo per essere diventato cosi.
Continuavo a guardarti, inconsapevole di ciò che stava avvenendo nel mio stomaco:
miliardi di farfalle svolazzavano a destra e a sinistra.
Pensavo e ripensavo al primo sguardo, quello pieno di insicurezze e curiosità.
Ecco, fu in quell’istante che decisi di girarmi
e di andare via.
Autunno sei alle porte
l'estate morirà
non verserò lacrime
gravosa ed empia è stata con me
Se pur il sole di colori la vestiva
e la mia pelle bruniva, feriva
il plumbeo cielo l'ha resa triste
lasciando scivolare pioggia
sul mio viso, lacrime acide
Autunno con la tua dolcezzza
doni pace e serenità
i boschi sono una poesia di colori
muschi e foglie sfumano in scuro marrone
mutando in toni di giallo e arancione
Un quadro di inestimabile bellezza
dove tutto pare prendere fuoco
come un rituale magico,
i suoni della natura
creano dolce melodia
In questo meraviglioso paesaggio
ritrovo la vivacità dell'anima
la speranza si rinnova
verso un vivere più libero, soave,
ritornare in sella di quel cavallo
di nome “Vita” imbizzarrito sì
ma con pazienza e amore
si può domare ...

si può domare ...

Tamburelli suonate a festa
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
Sta piovendo.
Non lo vedo ma lo sento
dal rumore della quiete
che c'è dentro.
Sta piovendo e mi ricordo
della scuola e del maestro
che chiudendo la finestra ripeteva:
- Sta piovendo! Sta piovendo! -
Mi ritornano i tuoi baci
con lo zucchero filato
e la tua voce che mi dice:
- Zitto amore... non la senti?...
Sta piovendo! Sta piovendo! -
Santo cielo piove ancora
e io da sempre quando piove
mi dimentico l'ombrello.
Poco male;
Vorrà dire che mi bagno
fuori e dentro.
Non lo vedo ma lo sento
dal rumore della quiete
che c'è dentro.
Sta piovendo e mi ricordo
della scuola e del maestro
che chiudendo la finestra ripeteva:
- Sta piovendo! Sta piovendo! -
Mi ritornano i tuoi baci
con lo zucchero filato
e la tua voce che mi dice:
- Zitto amore... non la senti?...
Sta piovendo! Sta piovendo! -
Santo cielo piove ancora
e io da sempre quando piove
mi dimentico l'ombrello.
Poco male;
Vorrà dire che mi bagno
fuori e dentro.
Son vissuto cercandoti nel volto di ogni donna
e ascoltandone il cuore scoprivo
che non era quello giusto.
Lacrime ho versato in un pianto ...
dove il dolore mi voleva sconfitto.
Mancavi alla mia anima, amore.
Non volevo perdermi lungo i viali della tristezza e della solitudine,
anche se, per lunghi periodi,
vi ho vissuto come assiduo frequentatore,
sedendomi ai tavolini, a bere l’amaro succo della vita.
Attonito e cieco ero, la speranza la stavo seppellendo,
dopo averla affogata nelle delusioni
che la realtà mi aveva presentato come resoconto dei miei errori.
La paura del sole mi accecava,
perché mi ero abituato a vivere nel buio
che regnava intorno a me.
Spesso non riuscivo a distinguere tra il bene e il male,
a causa delle maschere che indossano le brave attrici,
che si presentavano a me, recitando il loro solito copione.
La falsità ha spesso sconfitto l’ingenua mia anima,
che voleva credere nell’amore.
Altrimenti perché continuare a cercarti?
Se non altro solo per volere vivere quell’amore scritto
e nato nella notte di tutti i tempi,
dove avevamo giurato, di fronte all’infinito, amore eterno.
Ora ti ho trovata, ti ho qui di fronte a me
e mi sto specchiando nei tuoi occhi.
e ascoltandone il cuore scoprivo
che non era quello giusto.
Lacrime ho versato in un pianto ...
dove il dolore mi voleva sconfitto.
Mancavi alla mia anima, amore.
Non volevo perdermi lungo i viali della tristezza e della solitudine,
anche se, per lunghi periodi,
vi ho vissuto come assiduo frequentatore,
sedendomi ai tavolini, a bere l’amaro succo della vita.
Attonito e cieco ero, la speranza la stavo seppellendo,
dopo averla affogata nelle delusioni
che la realtà mi aveva presentato come resoconto dei miei errori.
La paura del sole mi accecava,
perché mi ero abituato a vivere nel buio
che regnava intorno a me.
Spesso non riuscivo a distinguere tra il bene e il male,
a causa delle maschere che indossano le brave attrici,
che si presentavano a me, recitando il loro solito copione.
La falsità ha spesso sconfitto l’ingenua mia anima,
che voleva credere nell’amore.
Altrimenti perché continuare a cercarti?
Se non altro solo per volere vivere quell’amore scritto
e nato nella notte di tutti i tempi,
dove avevamo giurato, di fronte all’infinito, amore eterno.
Ora ti ho trovata, ti ho qui di fronte a me
e mi sto specchiando nei tuoi occhi.
Un sottile dedalo di sensi
Una fitta trama innervata
che trasale al minimo tocco
sangue, linfa bollente
in vene di ghiaccio
Ecco quello che sono
e tra le mie dita affusolate
un rasoio sempre pronto al taglio
il mio battito una corsa
che sfonda il cuore
il mio respiro una lotta con l'aria
il corpo che annega
nel sudore di vivere...
Quel sudore che perfino d'inverno
mi imperla la pelle
facendone un involucro di brina
Questi occhi neri , fondi come pozzi
fatti della stessa materia oscura della notte
spie affamate , sentinelle
questa bocca avida
che prende a morsi la vita
La lingua che spesso lecca le ferite
Le unghie pronte al graffio
e questa povera mente
perennemente inquieta
sovraeccitata
che urla dalle sue viscere
sulle corde tese del mio essere
Una fitta trama innervata
che trasale al minimo tocco
sangue, linfa bollente
in vene di ghiaccio
Ecco quello che sono
e tra le mie dita affusolate
un rasoio sempre pronto al taglio
il mio battito una corsa
che sfonda il cuore
il mio respiro una lotta con l'aria
il corpo che annega
nel sudore di vivere...
Quel sudore che perfino d'inverno
mi imperla la pelle
facendone un involucro di brina
Questi occhi neri , fondi come pozzi
fatti della stessa materia oscura della notte
spie affamate , sentinelle
questa bocca avida
che prende a morsi la vita
La lingua che spesso lecca le ferite
Le unghie pronte al graffio
e questa povera mente
perennemente inquieta
sovraeccitata
che urla dalle sue viscere
sulle corde tese del mio essere
Nella quiete della tarda sera
ritorni ad essere nei miei pensieri
scosti la pace che alla notte impera
e nella mente non ho più sentieri
Come queste stelle,sei lusinghiera,
sei l'affetto che mai ho ricevuto ieri
spazzi via il male come bufera,
dell'amore sei una dei suoi pionieri
Le tue speciali iridi m'invasero
frammenti di felicità scomposti
rigiunsero nel mio animo spoglio
Noi come i lati di un quadrilatero
paralleli e allo stesso tempo opposti
divisi da quel muro dell'orgoglio
ritorni ad essere nei miei pensieri
scosti la pace che alla notte impera
e nella mente non ho più sentieri
Come queste stelle,sei lusinghiera,
sei l'affetto che mai ho ricevuto ieri
spazzi via il male come bufera,
dell'amore sei una dei suoi pionieri
Le tue speciali iridi m'invasero
frammenti di felicità scomposti
rigiunsero nel mio animo spoglio
Noi come i lati di un quadrilatero
paralleli e allo stesso tempo opposti
divisi da quel muro dell'orgoglio
Ora
la terra ha tremato! Si è scrollata di dosso
uomini e cose senza pensarci.
E perché avrebbe dovuto?
Solo per il fatto che qualcuno l’ha chiamata madre?
No. La terra non ci ha generati; gli alberi sono i suoi figli
e l’erba... e i fiori...
Noi siamo i parassiti arrivati dall’aria,
da uno scrollar di coda di Comete.
Proliferiamo, succhiamo sangue e ci scanniamo tra di noi per farci posto.
Fino a ché la terra si scuote;
non perché ci odia (sentimento tutto umano)
ma come chiunque -infestato- cerca il suo sollievo.
la terra ha tremato! Si è scrollata di dosso
uomini e cose senza pensarci.
E perché avrebbe dovuto?
Solo per il fatto che qualcuno l’ha chiamata madre?
No. La terra non ci ha generati; gli alberi sono i suoi figli
e l’erba... e i fiori...
Noi siamo i parassiti arrivati dall’aria,
da uno scrollar di coda di Comete.
Proliferiamo, succhiamo sangue e ci scanniamo tra di noi per farci posto.
Fino a ché la terra si scuote;
non perché ci odia (sentimento tutto umano)
ma come chiunque -infestato- cerca il suo sollievo.
Cammino e schiaccio foglie
dacché l’afelio
è brillantezza
di una visione smemorata.
Distanze grigiocenere
a nord del paradiso,
non interrotte.
Dolore d’alba a sera.
Cammino
gridi di sabbia e tundra
più volte torno
a una stasi indovina
esilio
accartocciato al centro.
Sotto la giacca, fitte
di un’enfasi
da cui mi stacco
per il colore, troppo.
Non mi dimentico di te
mentre per la via raccolgo le croci
con le rose che ti hanno coperto.
E fanno ancora male
come la cupa pace della notte
come questa mia poesia
che vive e muore nel tuo ricordo.
Potrei dimenticare il mare
o il sole che mi bacia al mattino
o il sorriso beffardo della luna.
Ma non dimentico le tue parole
o la presenza della tua voce
che chetava i miei tristi momenti
o le carezze prima di andare a dormire.
Quante volte ti ricordo
pur sapendo che tale rimani
e che è un’illusione la tua presenza.
Ma, mi rimarrà sempre addosso
il tuo caro e amato respiro
e ogni cosa mi ricorderà di te
mentre aspetto il tuo bussare
alla mia porta dei sogni.
mentre per la via raccolgo le croci
con le rose che ti hanno coperto.
E fanno ancora male
come la cupa pace della notte
come questa mia poesia
che vive e muore nel tuo ricordo.
Potrei dimenticare il mare
o il sole che mi bacia al mattino
o il sorriso beffardo della luna.
Ma non dimentico le tue parole
o la presenza della tua voce
che chetava i miei tristi momenti
o le carezze prima di andare a dormire.
Quante volte ti ricordo
pur sapendo che tale rimani
e che è un’illusione la tua presenza.
Ma, mi rimarrà sempre addosso
il tuo caro e amato respiro
e ogni cosa mi ricorderà di te
mentre aspetto il tuo bussare
alla mia porta dei sogni.
Le sere stellate
saranno ricordi
e i sentieri punzecchiati
cancelleranno il dorato del sole.
cancelleranno il dorato del sole.
Distratta andrò e
non penserò a niente
verrà la pioggia
un'altra luce mi salirà nel cuore .
Trasognata una faccia di luna
contro il mare
pesa sugli occhi
e s'appoggia
mi preme dentro
ed io mi sento
gonfia di malinconia.

Foto web

Foto web
Le stagione si sono susseguite
e in alto il sole c'è sempre stato
Che ne resta di quel colpo sparato?E di tonfi assordanti di corpi caduti
chi nè ricorderà il nome?
Che ne resta di tutto il futuro mancato:
Concime per la terra che mai darà frutto?
Indelebile rosso sparso
di un tramonto non più visto?
Che nè resta
ai vinti e ai vincitori
di tutto quello che non è divenuto?
Distinta rappresaglia sintomatica malsana,
calano intorpidite le aspettative,
fioccano i presagi deteriorati dal pensiero articolato,
scivola il morale nei bassifondi arcaici.
Lento degrado motivazionale,
scissione eccentrica autocommiserativa,
celano i silenzi le chiassose insicurezze,
riflette il vuoto lo specchio rotto.
Animo isolato nell'ovattata moralità,
flagellano i rimorsi delle occasioni perdute,
straziano instancabilmente i successi mancati,
inconscia realizzazione di non esser realizzato.
calano intorpidite le aspettative,
fioccano i presagi deteriorati dal pensiero articolato,
scivola il morale nei bassifondi arcaici.
Lento degrado motivazionale,
scissione eccentrica autocommiserativa,
celano i silenzi le chiassose insicurezze,
riflette il vuoto lo specchio rotto.
Animo isolato nell'ovattata moralità,
flagellano i rimorsi delle occasioni perdute,
straziano instancabilmente i successi mancati,
inconscia realizzazione di non esser realizzato.










