A te, Terra dei Tristi*, chiedo
se questo inverno potrà
un giorno finire;
alle mie genti che ti abitano
chiedo di rispettare ogni tua zolla;
ai fiumi e ai ruscelli
che dalle tue viscere
sgorgano e fluiscono
chiedo di esser testimoni
del sudore versato nei campi
dal nonno di mio nonno
affinché possano godere dei tuoi frutti;
al fragore delle tue cascate
domando se ancora sentono
il gemito per la fame
dei bambini della tua terra;
al vento che alita
attraverso le tue montagne
chiedo di portare
una nuova primavera
con tutta la sua fragranza.
Cilento: lì dove affondano le mie radici
senza le quali non posso volare,
a te chiedo:
sei il luogo in cui sono incatenato
o l’essenza della mia identità?
Dimmi tu:
sei carcere o libertà?
se questo inverno potrà
un giorno finire;
alle mie genti che ti abitano
chiedo di rispettare ogni tua zolla;
ai fiumi e ai ruscelli
che dalle tue viscere
sgorgano e fluiscono
chiedo di esser testimoni
del sudore versato nei campi
dal nonno di mio nonno
affinché possano godere dei tuoi frutti;
al fragore delle tue cascate
domando se ancora sentono
il gemito per la fame
dei bambini della tua terra;
al vento che alita
attraverso le tue montagne
chiedo di portare
una nuova primavera
con tutta la sua fragranza.
Cilento: lì dove affondano le mie radici
senza le quali non posso volare,
a te chiedo:
sei il luogo in cui sono incatenato
o l’essenza della mia identità?
Dimmi tu:
sei carcere o libertà?

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