Mi confondo col tuo cuor,
garofani d’attimi spenti
sulle cicatrici del nostro ieri
ed il respiro mi si acceca
sul seno dei sensi inespressi
come pioggia al mattino
nel tramonto dei silenzi.
Dimenticami
come luna di periferia
nelle solitudini del vento,
domandati
se il romanzo dei miei occhi
riderà di nuovi incontri,
ora son solo stupida schiava
della sartoria dei miei inverni
e tu ordinerai un tight d’illusioni,
abbottonerai le asole del pianto
ad un paesaggio stonato,
stanco è il mio petto sfamato
da inutili occasioni addizionato.

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