Tu
ed io.
Come due
buoni eremiti
noi vaghiamo
per uno spazio
che per alcuni è quello,
ma che per noi è questo.
Come due frammenti orfani
dI una stessa lontanissima cometa.
Come questi demoni di carta,
che quando bruciano
restano freddi.
E chi lo sa,
adesso,
se
il
tempo
di un sorriso
sarà soltanto
quel dolce
variabile
consumo
d’energia
e di pace,
o
se
l’arte
primitiva
della parola
si farà l’errore
che ci porterà
ancora
al male
del caos.
Agli intricati
inespugnabili
labirinti dell’incomunicabilità.
“L'uomo che cade o che sbaglia deve essere compreso e amato.”
(Papa Giovanni Paolo II)

Commenti
Sempre interessanti e preziose le tue poesie.
Un caro saluto
La parola è sempre la nostra più grande ricchezza. Ma dobbiamo impararla a usare per il bene.
Un abbraccio
Charlie
Quando si passa tanto tempo con una persona a volte ci si ritrova a capirsi senza bisogno di parlare, e di fraintendersi.
E così, sicuri fra i nostri affetti, forse diventiamo un po’ eremiti.
Charlie
a presto,
Charlie