L'oprar della tua smania
parvemi insana gelosia
in vestigia ossequiose
d'un vile malandrino.
Nel tuo vociar mellifluo
dal sentor vischioso
apria baratro insidioso
d''immondo tuo peccar.
Insozzasti l'arte
con mera ipocrisia
di facezie ardite
ti forgiasti spia.
Vade retro
banale costruttore
maligno imprenditore
d'un regno senza trono.
