Però poi... verrò a trovarti
tutte le volte che voglio,
tutte le notti che ti voglio.
Resterai fermo in quello spazio
e verrò per respirarti
riempiendomi di te,
perché ti voglio.
E ci saranno momenti...
come questo momento,
che ti tengo stretto
nella testa e nel cuore...
è il tuo spazio.
Col rischio di tritar notti d’incanto
emerse nel guado d’una lunga estate
o di un almeno promettente inverno,
quando così dovesse lei arrivare,
alba fiammante aspetterò paziente.
Deve esser - lei - titana affezionata,
longeva al punto tal da soppiantare
mattino, pomeriggio e sera insieme,
senza pietà, seppur con rivelato garbo.
Ammesse da natura sconosciuta,
dovrà dotarsi d’eclatanti luci
che annuncino l’addio e per sempre
a tenebre, assassine, puntualmente.
Quando così dovesse lei arrivare,
cancellerò le mille mie paure,
di queste geometrie gli acuti
che mai allargo così come vorrei.
Quando così dovesse lei arrivare,
diventerò il più infallibile dei pescatori
e senza esche e senza reti me ne uscirò
a catturar con mano le mie prede...
Primavera lunare
scolpita nel mio eco
a riassumere silenzi
abbottonati all'anima mia
e sconfina in un bacio
la mia voglia d’orizzonte
come nullità scomposte
in un clandestino addio.
Ricamo di gelosia
le tele affaticate
d’uno sguardo confuso,
sei ancora tu quel mar
che credevo per sempre perduto?
Il tempo vola
che non si riesce
nemmeno a ragionare,
lontano da qui fanno le guerre
senza pensare di osservare
ogni tanto le stelle.
C'è tanta gente
che muore di fame
e c'è chi sfugge dalla disperazione.
Il tempo è diventato insopportabile
ora che il mondo
ha smesso di sognare.
Il cielo da queste parti
non è più lo stesso
ed il mare non è più un riflesso
per la luna e le stelle
è diventato solamente
un mare di anime perse o disperse.
Il tempo vola
e sarà forse il grigiore
di una fredda giornata
che mi da
quest'acuta riflessione.
Se solo avessi avuto l’intuizione
di nascere al tuo fianco,
avrei saputo forse dipingerti
i sogni di una tonalità
tra il celeste e il turchino invece
di provare questa sensazione
dalle tinte scialbe… questo vuoto.
Oggi sei più puntuale del solito,
accompagnata nel tuo aggraziato
tacchettio da un chiarore affranto
che siede sui miei righi.
Come posso non scrivere questa
notte in cui il cielo fa l’amore
con le parole, e le stelle penzolano
dalla luna per farle da scala…
fino a l'esasperazione delle pulsazioni
delle membra sospiranti tra loro.
Ti pretendo tra le mani, per farti sentire
il peso della vulnerabilità di noi due.
Mi supplichi di non fermarmi...
mi preghi di continuare... ed io...
imperterrita e senza pietà ti faccio implorare
per ogni mio sinuoso movimento e...
quella testa.... te la farò perdere!
… di grazia
… di vento
… di spine
Lamelle di pioggia
battente sui brividi spinti
e gocce di latte
di un bianco prezioso
(cavalcammo aurore boreali
e sulle onde ci baciammo
per ogni Eternità)
Ti ho tra le braccia
sul corpo e negli occhi
come campo di neve imbibito di rosso
- Distesa
- Amalgama e voci
(frementi di baci
godemmo respiri di fuoco)
e occhi colmi d' amore,
un bacio accarezza la mia mano.
Mi travolge con la sua forza,
portandomi in un' altra dimensione.
Mi raccoglie con il suo calore,
non servono parole.
Il futuro sta iniziando adesso,
in un giorno di gennaio,
che per me sembra primavera.
Il prato è pieno di margherite
e gli uccellini cantano spensierati.
Il mio sorriso assieme al tuo,
è la chiave della nostra felicità!
sotto il cielo silenzioso
percepisco il tacere
di questo giorno
brilla di speranza
nel pianeta dell’Amore.
Mi perdo ogni volta
nel più atroce ricordo
della tua voce
di quel momento unico,
irripetibile,
intenso,
meraviglioso,
quando i tuoi occhi
la tua bocca
si posarono su di me
le tue mani mi accarezzarono
mi lasciarono andare...
non avrei mai voluto abbandonarli.
Poesia d’aurore
nevica nei miei pensieri
come velieri fra le onde
ad agitar iris blu cielo
taciuti al paradosso illogico
del mio incidentato ego.
Tinge altalene d’anima
respiri di solitudini
ed un destino irrisolto
ruba uno spicchio di cuore
ostaggio del tuo silenzio,
siam malinconie scomposte
nel dolce verbo del dolore.
Potessi farlo
proverei ad appoggiare una scala ad una stella
qualcuno certamente proverebbe a raggiungerla
invece io
chiederei a lei di scendere.
Sapessi farlo
proverei a trasferire quel dolore che ho dentro
e che solo io conosco
su un foglio di carta
un dolore segreto che a volte
-poche per fortuna-
mi cattura.
Non so cosa sia più difficile
se il potessi farlo
o il sapessi farlo.
Un dolore così forte che
se il foglio lo recepisse
si strapperebbe in pezzi a forma di lacrima
e l’inchiostro si trasformerebbe in pianto
come fosse un miracolo
inzuppandolo.
E’ un dolore che sconfiggo
senza che tu lo sappia
con i tuoi abbracci
quelli che arrivano
così
all’improvviso, in mezzo alla gente
mentre ti avvicini piano
dopo avermi visto da lontano
Mi abbracci
come se non ne potessi fare a meno
come se ti servisse per respirare
come fossi una calamita.
Mi abbracci
come se inciampassi in avanti cadendomi addosso
come due pagine si toccano quando chiudi un libro di scatto
come se l’amore di nascosto ti spingesse
e il mio dolore diventa nebbia, diventa neve
dissolvendosi con il calore del tuo amore.
Facevano l'amore i nostri occhi,
ogni volta era la prima.
Instabili le nostre menti
si perdevano all'unisono,
l'una dentro all'altra.
Battaglie mai perse
contro le avversità
cedevamo solo per noi...
ogni volta sempre più forti.
Diventasti il sole ed io la luna,
condannati da
ogni alba ed ogni tramonto.
E fu cosi che ci perdemmo...
lasciando frammenti di noi
sparsi nell'infinito.
Ogni momento della nostra vita,
è unico e insostituibile,
impagabile,
più unico che raro,
il tempo passa,
i giorni volano,
e il futuro viene,
ma il passato,non torna più,
se non nella memoria
e nel ricordo fugace
e temporaneo;
tutto passa,
e la vita è bella e preziosa,
e merita di essere vissuta,
anche se è difficile,
anche se c’è dei problemi,
vita intensa da vivere,
un po’ ogni giorno,
meglio che si può,
in libertà.









