Dal Paradiso dantesco rivivo, in vicende mie terrene, due espressioni celebri ma da subito obsolete. Sonetto caudato ABAB ABAB CDC DCD C.

“Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia,
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia.” (1)

Così scrissi da arcano commediante
affetto ancor da un’avida empatia
sin da che ti conobbi, trepidante
pur tu di posseder l’anima mia.

“…s’io m’intuassi come tu t’inmii.”, (2)
del Ghibellin fuggiasco neologismi (3)
celestiali, che dir più non sentii,

or rammento in reciproci esorcismi,
narrati antichi incontri e tristi addii
dissacrando di noi pagani crismi,

così che anch’io m’intùo e tu t’inmìi.


(1) Dal mio “Immergermi in questa tua malia” (Club Poetico, 30.01.25)
(2) Paradiso, Canto IX, verso 81, che renderei con ”Se io m’immedesimassi in te come tu t’immedesimi in me”.
(3) “Ghibellin fuggiasco” è l’appellativo che a Dante diede Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” (1807).
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 07-03-2026 20:53
Spettacolare. Ovviamente, anche il verso dantesco, non solo il resto.
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 07-03-2026 23:04
Grazie ioffa. Sì, quello dantesco è un verso che, stranamente, non ha avuto un effetto di fascinazione simile a quello di tanti altri (tipo "Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate" o "Amor, ch'a nullo amato amar perdona", forse perché il personaggio cui è rivolto è Folchetto da Marsiglia, ignorato dal grande pubblico, in un contesto poetico meno "attizzante", come il Paradiso. Io lo trovo davvero "spettacolare" (dire geniale è tautologico, dato che è di Dante). Vi sono neuroscienziati che vedono in quel verso la preconizzazione dell'empatia, la cui base neurofisiologica è stata individuata nei cosidetti "neuroni specchio" (ho letto qualcosa in rete, la mia cultura non arriva a tanto).
Eppure, io sono solo stupito che tali verbi, intuarsi e inmiarsi, che potrebbero diventare inluiarsi, inleiarsi, non siano sopravvissuti a Dante se non in contesti "molto accademici". Eppure, tanto per intenderci, si tratterebbe della base, oltre che della generica empatia, del processo d'innamoramento.
catilo*
+1 # catilo* 08-03-2026 13:56
Se l'empatia avesse un suono, Dante non avrebbe trovato nulla di più onomatopeico!
Buona domenica!
Caterina
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 08-03-2026 16:48
Grazie Caterina, anche perché mi hai acceso una lucina nella mente: chissà se 'intuizione' ha una lontana parentela etimologica col dantesco "intuassi", con capostipite il latino 'tuus'. In fin dei conti, il congiuntivo 'intuissi' ha una sola vocale diversa dal dantesco 'intuassi'.
catilo*
# catilo* 08-03-2026 17:22
Penso proprio tu abbia ragione !
Perché non inoltri la tua "intuizione" all'Accademia della Crusca?
Dài che è interessante ...già che ci sei, chiedi anche de "la fine" o "il fine" settimana?
Ciao, buona serata!
Caterina
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 08-03-2026 23:40
Non ti conosco abbastanza per capire se dici sul serio o se stai scherzando. Sono comunque una persona molto pigra e come Sisifo Gioioso lo sono ancora di più. Mai mi sognerei di intraprendere una richiesta di delucidazioni all'Accademia della Crusca.

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